Rubrica di S.M. May (Amarilli, per i più) che si propone di offrire dei consigli di lettura, attraverso curiosità e temi particolari.
Oggi continuo il nostro tour a puntate nel romanzo storico, dedicandomi sempre alla figura del Duca, forse il più amato dalle lettrici, anche perché, diciamocelo: sopra di lui ci sono solo i principi, ma quelli azzurri, purtroppo, scarseggiano anche nei romanzi, e inoltre sono più difficili da accalappiare se non si è dotate di sangue blu. Perciò, dopo la tipologia del “duca accerchiato”, vorrei parlarvi di quello che rincorre: In “Le promesse del duca” di Louise Allen, primo volume della serie Liberated Ladies, il neo duca William Calthorpe arriva a prendere possesso della magione ereditata, insieme a una nidiata di fratelli minori. Poi l’interesse gli cade sui vicini di casa, un rappresentante del clero e la figlia Verity, cresciuta libera e indipendente, con in più il desiderio di dedicarsi all’archeologia. Da lì inizia una corte pressante sino al “fattaccio” che porta a un matrimonio di convenienza. Eppure… eppure Verity non riesce ad accettare questo matrimonio ducale che è simile a una gabbia dorata, soprattutto perché pretende fatti concreti e non grandi discorsi. A suo tempo, il libro mi piacque proprio perché la protagonista non è una di quelle che svengono alla parola “duca”, e sa come farsi desiderare. Stessa cosa per Vivian, protagonista di "Il duca del peccato" di Adele Ashworth, primo libro della Trilogia dei Duchi: lei è una gentildonna (giardiniera) che si nasconde in un villaggio sotto falso nome ed è costretta a lavorare (con i fiori) per poter sopravvivere. Ma nel maniero che sovrasta il medesimo villaggio vive anche un duca misterioso, che conduce vita ritirata a causa delle dicerie sulla morte della prima moglie. Si tratta di William, duca di Trent, a cui non sembra vero di avere una vicina, e pure di ottime origini, con cui riprendere a divertirsi. Peccato che lei non consideri la questione “forse ho ucciso la precedente duchessa” come un promettente biglietto da visita, e non sia così propensa ad approfondire la relazione… Anche i duchi sudano per trovare l’anima gemella, insomma. Infatti, concludo con Wulfric Bedwyn, duca di Bewcastle, personaggio della saga dei Bedwyn e protagonista dell’ultimo libro “Il duca di ghiaccio” di Mary Balogh. Per cinque volumi, il nostro si è dedicato a preservare l’onore e l’algida superiorità del casato, barcamenandosi con i vari fratelli minori, che se ne sono allegramente fregati di nozze d’affari e obblighi di lignaggio e si sono sposati tutti per amore. Quando pensa bene di rilassarsi e ti pensare un po’ a sé stesso, concedendosi un’amante per non doversi invischiare nel fastidioso mercato matrimoniale, ecco che la prescelta, tale Christine, gli dice “no”. E poi ancora “no”. Un vero smacco: come andrà a finire? Leggetevi il romanzo, perché io rido ogni volta. Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità, ma ho tanti altri duchi in mente, e vi aspetto con la prossima puntata.
Per chi volesse saperne di più, ho scritto “Historical Romance Journal – Guida di piacere al Romance Storico”, dove parlo di tutte queste autrici.
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