Rubrica di S.M. May (Amarilli, per i più) che si propone di offrire dei consigli di lettura, attraverso curiosità e temi particolari.
Siamo al termine (per il momento) della tappa medievale e, infatti, concludo in bellezza con qualche titolo di autrici straniere e un consiglio tutto italiano
Partiamo da “Tu mi appartieni” di Madeline Hunter.
L'ambientazione è ricostruita fedelmente, tra violenza e brutalità. Addis è stato per sei anni schiavo dei pagani, dopo essere stato imprigionato durante le crociate baltiche, e fa ritorno a casa, scoprendo che il feudo paterno padre è stato assegnato al fratellastro per punire la famiglia. Gli rimane il titolo di barone, qualche terreno e la necessità di recuperare liquidità per stabilizzare il potere e assoldare sufficienti soldati per proteggersi.
In più, si ritrova vedovo e con un figlio piccolo, nato mentre era lontano.
Dunque, non esattamente un felice ritorno a casa, che gli impone di darsi da fare.
I personaggi sono ben delineati: sia Addis che Moira, una serva liberata che lotta per non sottomettersi e ritornare alla condizione precedente. Entrambi soffrono ma sono consapevoli che la divisione delle classi sociali è rigida e non aggirabile.
Se promuovo la parte storica, ho trovato la trama un po’ lenta, ma, a mio avviso, anche i miei gusti cambiano col passare degli anni.
“Imparare l’amore” di Catherine Coulter si colloca nell'Inghilterra del 1277 (appena duecento anni dopo l'arrivo di Guglielmo I e mentre gli stati europei sono coinvolti nella nona Crociata); anche qui ci viene offerto pertanto un medioevo spesso sporco, quasi sempre ignorante e pure malevolo, dove terre e vassalli vengono distribuiti a seconda del favore del sovrano e possono essere perduti con la generazione successiva, se non ci sono eredi e abbastanza truppe per difendere i castelli dai baroni confinanti.
Alla morte del padre, la protagonista viene data come "merce di scambio" a un altro nobile per unire i due feudi, e Severin si aspetta una moglie docile e obbediente.
Purtroppo (o per fortuna) i due non si innamorano al primo sguardo e passano metà libro ad azzuffarsi.
Forse Hastings è addirittura troppo moderna nell'essere così istruita, nel pretendere rispetto e nel saper usare segreti di erboristeria per medicamenti e intrugli vari, ma lascia il segno.
E abbiamo poi “Il giglio e il leopardo” di Susan Wiggs, un romanzo corposo, con una fedele base storica e uno sviluppo più improntato al feuilleton (con un continuo susseguirsi di rapimenti, fughe, eroi creduti morti e ricomparsi, tradimenti, congiure, ecc.).
Enguerrand (Rand) è appena stato nominato cavaliere e barone, quando il re gli affida l'incarico di recarsi in Francia e di impossessarsi (mediante matrimonio) di un castello che costituisce anche un'ottima posizione strategica per le sorti belliche.
Se il buon Rand parte obbediente, non si aspetta certo di trovare una signora del feudo indomita e parecchio intraprendente: Lianna è stata infatti lungimirante, contraendo anche lei un matrimonio di convenienza per proteggere sé stessa e la sua gente.
Tuttavia, gli uomini erano quelli che erano e anche la scelta di Lianna non si è rivelata felice.
Una volta arrivato, Rand deve destreggiarsi in suolo nemico, deve guadagnarsi la fiducia e rendersi credibile agli occhi della castellana e anche del re, perché sono molti quelli che diffidano di lui e gettano semi di invidia e zizzania. Un lavoraccio a cui lui si applica con impegno, anche dopo che inizia a innamorarsi della sua tumultuosa non-promessa sposa.
Come sempre, da ultimo vi propongo un’autrice italiana e devo dire che Francesca Cani si è concentrata in modo particolare sull’epoca di cui stiamo parlando, avendo scritto un’intera saga, “Gli eredi di Holstein”, ambientata tra il 1069 e il 1100, in un’Europa attraversata dagli scontri tra le forze del Sacro Romano Impero e del Papato, mentre i crociati si muovono verso Gerusalemme e l’Oriente.
Dopo “Filippo e Lucilla, la luce dei Normanni”, abbiamo “Tristan e Doralice: un amore ribelle”, “Jonas e Viridiana: Il cuore d'inverno”, “Andreas e Zoya. Il fiore di pietra”, e infine “Rurik e Aja”.
Se anche questa puntata vi è piaciuta, continuate a leggere o ascoltare la rubrica: arrivederci alla prossima!
Per chi volesse saperne di più, ho scritto “Historical Romance Journal – Guida di piacere al Romance Storico”, dove parlo di tutte queste autrici.
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