La bellezza in epoca Vittoriana

Antonia Romagnoli


La bellezza in epoca vittoriana è un concetto un po’ diverso da quella Regency. Un viaggio tra ciprie, creme segrete e ideali irraggiungibili.

✶  ·  ✶  ·  ✶

La bellezza in epoca vittoriana è un concetto un po’ diverso da quella Regency. Abbiamo conosciuto le eroine di Jane Austen indossare abiti impalpabili, scarpette di raso, portare nel presente elaborate acconciature copiate da vasi greci e latini.

Le Regency girl osavano anche il taglio dei capelli: il corto serviva a dare risalto ai riccioli che incorniciavano il viso. La bellezza era diafana come quella di una statua greca, ma guance rosate erano segno di buona salute e dunque piacevano.

Le figlie e nipoti di questa generazione sono un po’ diverse. Se la Regina Charlotte era stata un modello perfettamente in linea con le donne inglesi, sbirciando oltre la Manica aveva portato avanti un ideale neoclassico che portava tuttavia in sé i semi di una sorta di ribellione. Le signore Regency, così ligie alle regole, arrivavano a indossare abiti che di per sé erano un insulto e un’opposizione netta al passato.

✶  ·  ✶  ·  ✶

BELLEZZA IN EPOCA VITTORIANA, GARANTISCE SUA MAESTÀ

Victoria è bassa e rotondetta. Non sopporta i tacchi ed ha una morale rigidissima: considera ogni tipo di trucco femminile un orpello non solo segno di vanità, ma pure di bassa morale.

Si adatterà, probabilmente per sopperire alla perdita di tonicità dei muscoli addominali dopo i parti, alla moda del corsetto, comunque trovandolo scomodissimo.

Eccoci negli anni ‘30 del 1800 in un salotto dove si discute di moda e bellezza. Le signore si sono adattate pian piano a tornare a rimettere il punto vita degli abiti dove stava prima, punendosi con un corsetto non ancora troppo costrittivo, ma abbinato a una serie di sottogonne rigide e pesanti per dar volume e corpo alla gonna. Lasciamo stare le maniche, che ci vuole un digestivo ogni volta che ne vedo una… comunque sia, per vestirsi ci si affida alle sarte di fiducia, ma per il trucco è un’altra cosa.

✶  ·  ✶  ·  ✶

L’EQUILIBRIO DELLA BELLEZZA IN EPOCA VITTORIANA

Mary è troppo pallida. Jane ha invece sostato un po’ troppo sotto al sole nel pergolato. Frances ha addirittura le lentiggini e Penny un colorito smorto.

Anne non dorme bene e ha le occhiaie, Alexandra ha le prime rughe e non ha ancora marito.

E le mani? Ruvide, rosse mani dopo un’uscita in calesse… labbra troppo sottili e pallide…

Le donne vittoriane avevano i nostri stessi rapporti con gli inestetismi e in più, non solo la mancanza di una vera e propria cosmesi, ma una regina che voleva una schiera di dame dalla bellezza naturale.

✶  ·  ✶  ·  ✶

LA COSMESI INDUSTRIALE

Se vi ricordate, già in Persuasione si parla di una famosa lozione utilizzata da Sir Eliot, che sembra aver fatto miracoli con le lentiggini (nota: avere le lentiggini era drammatico quanto avere il naso di traverso). Una robina leggera a base di acido solforico.

In questo secolo di sperimentazione, con la nuova grande possibilità di creare industrie e pure di fare marketing, il settore cosmetico esplode. Quasi letteralmente, potremmo dire, visto che già abbiamo visto quanti veleni si nascondevano nei prodotti usati.

Alla fine l’ossido di zinco, il succo di barbabietola e un po’ di carbone erano le tre cose sane che potevano essere d’aiuto nel trucco. L’ossido di zinco è tutt’oggi prodotto e utilizzato sui sederini dei bambini come emolliente, protettivo e calmante: crea un velo bianco che resiste all’acqua. Ganzo fondotinta vittoriano: schiarisce e cura la pelle.

Questi prodotti base erano già usati in epoca Regency, perché le guancette rosa piacevano sempre.

✶  ·  ✶  ·  ✶

LA MORTE TI FA BELLA

In epoca vittoriana, accanto alla bellezza angelica e pura delle donne destinate al focolare, ce n’è un’altra, più adatta a quelle signore dell’alta società che devono mostrare anche un tocco di vivacità. Il modello tubercolosi va alla grande nella seconda metà del secolo, di pari passo col diffondersi della malattia.

Si tratta di un male “romantico”. Non è brutto e puzzolente come il colera, non pare trasmettersi facilmente, dura abbastanza da lasciare il tempo di mettere a posto le cose, piangere per il proprio destino e farsi amare senza speranza da un duca. Comunque, la tisi ha un suo fascino: giovani donne pallide, dalle gote rosse per la febbre, gli occhi luccicanti nel delirio…

Ed ecco le dame vittoriane dare un colpetto in più sui toni del bianco con creme e ciprie, un goccio di succo di barbabietola per diventare Biancaneve e pure qualche goccia di collirio (uno usatissimo era tossico, ma pazienza) e via al ballo.

✶  ·  ✶  ·  ✶

L’ACCONCIATURA VITTORIANA

Dopo aver intrecciato perle, nastri, fiori e quant’altro alle chiome, le teste vittoriane perdono verve. Siamo sempre in equilibrio fra un aspetto morigerato e il desiderio di essere belle, notevoli.

Rispetto al periodo precedente, le chiome vittoriane ci sembrano una sequela di scialbi chignon. Ma dietro a quei nodi c’era una vera e propria arte: quella di ingabbiare metri e metri di capelli in un’acconciatura che permettesse alle donne movimento e praticità. Se avete visto Rapunzel, una mezza idea ce l’avete.

✶  ·  ✶  ·  ✶

LE CREME DI BELLEZZA VITTORIANE

Le donne ne sanno sempre una più del diavolo e con pochi ingredienti naturali ti facevano delle creme che oggi potremmo invidiare loro.

L’ingrediente segreto di molte era lo spermaceti, una sostanza oleosa estratta dalla testa del capodoglio. Oggi non si può più utilizzare e ne siamo felici. Le donne vittoriane ne facevano uso, ma si trattava comunque di un ingrediente costoso.

Fra gli ingredienti delle creme, troviamo quasi sempre acqua e olio di rose, acqua e olio di lavanda, cera d’api. Preparazioni a base di essenze floreali erano molto amate. Si usava già fare lo scrub a viso e corpo con zucchero e miele, ingredienti che potevano anche essere usati per una depilazione a strappo.

Le sopracciglia e la peluria indesiderata potevano essere corrette. Si usavano creme per il viso, per le mani, ed era nota una formula che somigliava a quelle dei moderni gel per capelli.

✶  ·  ✶  ·  ✶

✶  ·  ✶  ·  ✶  ·  ✶  ·  ✶

 

missdarcy.it



Il Magazine RomanceApp è un blog editoriale, non una testata giornalistica registrata (L. 47/1948). I contenuti sono opinioni editoriali ai sensi dell'art. 21 Cost. — T&C Art. 2-bis