Raynham Hall è una magnifica casa padronale nelle verdi campagne del Norfolk. La sua grande fama, però, non è dovuta ai suoi abitanti in vita, ma al fantasma che da duecento anni si manifesta fra le sue mura.
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Edificata a partire dal 1619, fu all’epoca della costruzione considerata particolarmente pionieristica nelle linee. Oggi la vediamo adagiata nel parco che la circonda, imponente ed elegantissima, coi suoi caldi colori in contrasto col prato smeraldino e i cieli d’Inghilterra, mutevoli e vivi.
Il più importante abitante fu Charles Townshend II, visconte nel 1700. Ma la vera protagonista di questa storia è un’altra. Sedetevi, amici, e preparatevi a una triste storia.
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LA BROWN LADY: LADY DOROTHY WALPOLE
Lady Dorothy apparteneva a una famiglia di grande rilievo, un casato nobiliare antico e con molti illustri membri, politici e nobili. Una sorta di ironia del destino vedrà in uno dei suoi discendenti l’autore di uno dei romanzi gotici più importanti del romanticismo: Horace Walpole, che firmò Il castello di Otranto.
Lady Dorothy, nata nel 1686, era figlia di un membro del Parlamento e suo fratello, Sir Robert Walpole, divenne poi Primo Ministro. Quando si innamorò del visconte Charles Townshend, assecondò la propria passione gioiosamente. Ma suo padre, che era il tutore di Townshend, si mostrò contrario alle nozze: temeva che la figlia fosse succube del fascino del visconte.
Il matrimonio non ebbe luogo, e sir Townshend sposò Lady Elizabeth Pelham. Sua moglie morì però nel 1711, lasciandolo libero di sposare la sua amata Dorothy — coronando, sulla tomba ancora fresca della poverina, il sogno d’amore lasciato in sospeso. Le loro nozze avvennero intorno al 25 luglio del 1713.
Il matrimonio ebbe comunque luogo e la coppia visse per alcuni anni felice e contenta. L’idillio, però, era destinato a finire: i pettegolezzi sul conto di Lady Dorothy arrivarono alle orecchie del marito, che era sì un uomo fascinoso, ma anche dal pessimo carattere. Pazzo di gelosia, sir Townshend chiuse la moglie nelle sue stanze, tenendola prigioniera a Townshend Hall, impedendole di vedere persino i propri figli.
Lady Dorothy non fu più vista da nessuno fino a quando, nel 1726, non venne dichiarata morta. Ufficialmente di vaiolo. In realtà? Nessuno lo sa, ma i pettegolezzi si moltiplicarono e si diffuse l’idea che le cause del suo decesso fossero assai più cruente.
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TOWNSHEND HALL E LA BROWN LADY
Le tristi storie dei vivi qui finiscono, e iniziano quelle che ci portano ai confini del mondo delle ombre.
Sembra che la dama per circa un secolo abbia riposato, per tornare a far parlare di sé nel periodo della Reggenza: si dice che si manifestò persino al Reggente in persona, durante un suo soggiorno a Townshend Hall.
Furono in diversi a descrivere una donna in abito marrone aggirarsi nei corridoi della casa. Chi l’ha vista meglio ha riconosciuto nello spettro le fattezze della giovane dama di cui vi ho narrato, della quale nella magione si trova un magnifico ritratto.
La Brown Lady, in un periodo di grande interesse per i fantasmi, il genere gotico e il mistero, attrasse subito l’attenzione degli appassionati.
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LA PRIMA APPARIZIONE DOCUMENTATA
La prima affermazione registrata di un avvistamento fu quella di Lucia C. Stone, durante un ricevimento a Raynham Hall per il Natale del 1835. Lord Charles Townsend aveva invitato vari ospiti, tra cui il colonnello Loftus. Questi e un altro ospite di nome Hawkins dichiararono di aver visto la Brown Lady una notte avvicinarsi alle loro camere da letto, sottolineando in particolare l’abito marrone fuori moda che indossava.
La sera seguente Loftus affermò di averla vista di nuovo: ne descrisse l’aspetto con molti particolari, fra cui le orbite vuote e la faccia scura. L’avvistamento non fece un bel servizio a Lord Charles: il personale fece i bagagli e lasciò definitivamente Raynham Hall.
Il romanziere Frederick Marryat, amico di Dickens, vide il fantasma nel 1836. Era convinto che gli avvistamenti fossero dovuti ai contrabbandieri e dormiva nella camera dove era appeso il ritratto di Dorothy, una pistola carica sotto il cuscino.
Una notte, camminando per il corridoio buio con due membri della famiglia, vide avvicinarsi qualcuno con una lanterna. Pensando di star per incrociare una donna, si ritirò dietro una porta per non farsi vedere in déshabillé. Il suo stupore fu grande quando si avvide che davanti a lui sfilava la dama bruna, che dopo averlo superato si fermò alla sua porta e “sogghignò in modo dannoso e diabolico verso di lui.”
Estratta la pistola, sparò allo spettro — che se fosse stata una cameriera spiritosa finiva in tragedia. La figura svanì. Il proiettile fu trovato conficcato nella porta.
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LA BROWN LADY: LA FOTO PIÙ FAMOSA DI FANTASMI
Nel 1936 la rivista Country Life si interesò a Raynham Hall e inviò un fotografo, il capitano Hubert C. Provand, per scattare qualche foto. Provand e il suo assistente Indre Shira stavano fotografando lo scalone quando la Brown Lady fece la sua apparizione.
Shira raccontò di aver visto “una forma vaporosa assumere a poco a poco l’aspetto di una donna” in movimento giù per le scale verso di loro. Sotto la direzione di Shira, Provand tolse rapidamente il cappuccio della lente mentre Shira attivò il flash. Più tardi, quando fu sviluppato il negativo, apparve la famosa immagine della Brown Lady.
Country Life pubblicò l’immagine il 26 dicembre 1936 e la ripropose nel numero di gennaio 1937. Poco dopo, il noto ricercatore del paranormale Harry Price affermò che le immagini non potevano essere un falso e avvalorò la storia dei due uomini.
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TOWNSHEND HALL: LE OMBRE E IL DOLORE
A quanto pare, dunque, la bruna signora si aggira davvero nei corridoi della bella dimora. Gli esperti escludono che si tratti di un ectoplasma, in base alla foto: l’ectoplasma necessita di un medium che gli fornisca l’energia per palesarsi, mentre questo spettro si manifesta da solo secondo tempi e modalità suoi.
Che cos’è allora? Che cosa vuole?
Si tratta solo dell’eco remota di una storia di dolore così terribile da risuonare ancora attraverso il tempo, oppure vi sono ancora parole non dette, verità taciute, segreti perduti e un’anima tormentata desiderosa di svelarli?
Noi non sappiamo di più, se non che Lady Dorothy Walpole si è addormentata in circostanze misteriose duecento anni fa e ancora oggi il suo sorriso, che emerge dalle pennellate di un ritratto, ci fa fermare per un attimo, con mille domande senza risposta.
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