Rubrica di S.M. May (Amarilli, per i più) che si propone di offrire dei consigli di lettura, attraverso curiosità e temi particolari.
Oggi continuo il nostro tour a puntate nel romanzo storico, dedicandomi a un’altra figura del romance storico che ha fatto e continua a far battere il cuore a milioni di lettrici, ovvero lo Scozzese, l’Highlander, il guerriero con l’immancabile kilt a quadrettoni che attraversa indomite vallate e sentieri costieri, colline verdi piene di pecore e boschi impervi pieni di nemici.
So già che sarebbe un’impresa ardua elencare tutti i volumi del cuore con un eroe simile, per cui ho deciso di dedicare un tris di puntate per una panoramica veloce.
Partiamo da Jennifer Ashley che dedica un’intera serie alla famiglia Mackenzie, di chiare origini scozzesi. C’è un volume, il nono, che fa al caso nostro, e si tratta di “La seduzione secondo Alec Mackenzie”.
Ci troviamo nel 1746, all’indomani della battaglia di Culloden, con i ribelli scozzesi sopravvissuti costretti a nascondersi e a fuggire. Mentre parte della famiglia si rifugia a Parigi, il nobile Alec si trasferisce a Londra sotto copertura per poter trovare il fratello che crede sia tenuto prigioniero. Per celare la propria identità si finge maestro di pittura e riesce a dare lezioni a Celia, ricca figlia proprio del duca che gestisce i destini degli highlander sconfitti. Un piano degno della miglior spia, se non fosse che Alec di pittura sa poco e che lei vuole ricavare ben altro dagli incontri d’arte. Se leggerete questo romanzo, scoprirete che anche imparare a disegnare può divenire un’attività sudata e faticosa…
Passiamo poi a una menzione collettiva per la saga delle Highland Brides di Lynsay Sands, ben dodici volumi dedicati ai mitici e numerosi fratelloni Buchanan che si accasano mentre gestiscono e difendono le terre del clan. Nel volume otto, “A caccia di un highlander” sono rimasti gli ultimi tre - ricercatissimi - scapoli.
Peccato che i nostri non sappiamo cosa comporti la cosa e non siano pronti ad assorbire l'impatto di finire "prede". Geordie, ad esempio, torna da un viaggio e scopre un maniero invaso da fanciulle da marito, compresa la sua camera da letto assegnata a gentili ospiti.
Prima ancora di iniziare a valutare le candidate, però, conosce per caso Dwyn, forse l'unica giunta senza grandi speranze e con molta riluttanza. Dunque, se Geordie è un ragazzotto semplice, con pochi principi basilari inculcati in testa (caccia-donne-caccia), Dwyn non è esattamente una gentildonna tutta moine e convenzioni; tra cattiverie, fughe e rapimenti, l'amore dei due inizierà in modo abbastanza complicato.
Invece ne “Il tesoro dell’highlander”, volume nove, Rory è il guaritore del gruppo, ovvero lo studioso, il più serio della nidiata. Tutti gli altri sono muscolosi e prodi guerrieri, lui ha il bonus dell’intelligenza e del talento di saper prendersi cura degli altri, come accade con una giovane fanciulla ferita, Elysande.
Peccato che lei sia inglese e peccato che si intenda più di lui di piante medicinali.
Leggeteli e fatemi sapere.
E se finora ho parlato di spose delle Highlands, concludo con un’autrice italiana che ha dedicato un’intera serie alle Scottish Brides.
Mi riferisco a Barbara Riboni e al suo quartetto di romanzi dove quattro spose, appunto, sono al centro di quattro cerimonie di nozze davvero inaspettate: sul letto di morte dello sposo (tranquilli, finisce bene), in fuga, per interesse o dovendo cedere a un ricatto.
Che aspettate a correre a leggere anche questi? Li trovate tutti nell’App, basta cercare la scheda di Barbara Riboni.
Se anche questa puntata vi è piaciuta, continuate a leggere o ascoltare la rubrica: arrivederci alla prossima!
Per chi volesse saperne di più, ho scritto “Historical Romance Journal – Guida di piacere al Romance Storico”, dove parlo di tutte queste autrici.
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