È uno degli episodi più sorprendenti della Rivoluzione Francese, poiché a cambiare il corso della Storia non furono generali e politici, ma migliaia di donne del popolo, e a farle muovere furono fame e rabbia. Nel 1789 la situazione a Paris era disperata. Il prezzo del pane era salito alle stelle dopo cattivi raccolti e crisi economica. Per le famiglie povere il pane rappresentava fino all’80% della loro alimentazione. Quando mancava, significava semplicemente fame. Le donne dei mercati, venditrici ambulanti, lavandaie e domestiche erano le prime a sentirne il peso: erano loro che dovevano nutrire i figli e trovare il cibo ogni giorno. Nel frattempo il re Luigi XVI viveva con la corte nel lussuoso Palace of Versailles, lontano dalla miseria della capitale. La regina Marie Antoinette era già molto odiata dal popolo. L’inizio spontaneo della rivolta fu la mattina a mattina del 5 ottobre 1789, al mercato di Parigi, alcune donne iniziarono a protestare per la mancanza di pane. La protesta si diffuse rapidamente. In poche ore centinaia, poi migliaia di donne si radunarono. Molte erano armate in modo improvvisato: coltelli da cucina, bastoni, forconi, utensili da lavoro e qualcuna trascinava persino piccoli cannoni presi dall’Hôtel de Ville. La folla cominciò a gridare una richiesta semplice: pane e giustizia. Versailles distava circa 20 chilometri da Parigi ma, nonostante la pioggia battente, tra 6.000 e 10.000 persone partirono a piedi verso il palazzo reale. Durante il cammino si unirono anche uomini e membri della Guardia Nazionale, molti rivoluzionari radicali cercarono di guidare la protesta e la folla cresceva continuamente.
Il comandante della Guardia Nazionale, Gilbert du Motier, Marquis de Lafayette, fu costretto a seguire a sua volta la marcia per evitare che degenerasse completamente. Quando la folla arrivò a Versailles, le donne chiesero di parlare con il re. All’inizio Louis XVI promise di distribuire grano alla popolazione, ma la tensione rimase altissima. All’alba del 6 ottobre, alcuni manifestanti riuscirono a entrare nel palazzo. Ci furono scontri con le guardie reali e alcuni soldati furono uccisi. La folla cercava soprattutto la regina, Marie Antoinette, che molti ritenevano responsabile della crisi. Per calmare la situazione, la regina apparve su un balcone del palazzo davanti alla folla. Fu un momento drammatico: per qualche istante molti pensarono che sarebbe stata uccisa. Invece, sorprendentemente, la folla si calmò. Ma ormai la richiesta era chiara: il re doveva trasferirsi a Parigi. Louis XVI non ebbe scelta. Il re, la regina e la famiglia reale furono scortati dalla folla fino a Parigi. Il corteo durò ore. Davanti c’erano le donne con carri pieni di grano, mentre alcune portavano sulle picche le teste delle guardie uccise. La famiglia reale venne trasferita nel palazzo delle Tuileries Palace. In pratica, il re diventò prigioniero della rivoluzione. Perché questo evento è così importante? La marcia delle donne su Versailles cambiò radicalmente la rivoluzione: il re perse l’indipendenza politica, il potere si spostò definitivamente a Parigi e il popolo dimostrò di poter imporre la propria volontà alla monarchia.
È uno dei rarissimi momenti nella storia in cui donne del popolo guidano direttamente un evento politico decisivo. Molti storici oggi considerano la marcia su Versailles una delle prime grandi mobilitazioni politiche femminili della storia moderna.
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