Di solito nelle famiglie reali ci si sposa tra esponenti di altre dinastie reali imposte dalla ragion di stato. Eppure la storia d'amore della regina Vittoria e del principe Alberto dimostra che anche la futura sovrana di un regno immenso come quello britannico, si può innamorare, come chiunque di noi. Vittoria aveva 17 anni quando ascese al trono, giovane, potente e sola. Alberto arrivò come cugino timido e intelligente, e presto divenne la sua ombra: non solo marito, ma compagno, confidente, amante delle sue gioie e timori. Si sposarono nel 1840, contro ogni previsione, e vissero un amore profondo, fatto di sguardi, di affinità, di risate e scelte condivise. Ebbero nove figli, ma non persero mai la loro complicità. Lavoravano insieme, si consigliavano, si cercavano. Vittoria scriveva nei suoi diari quanto desiderasse Alberto, quanto fosse felice semplicemente nel guardarlo dormire. Per una regina dell’Ottocento, era una confessione scandalosamente sincera, e ogni giorno si sceglievano ancora, in silenzio e con passione. Quando Alberto morì, lei non smise mai di amarlo: perché il vero lieto fine è amarsi per sempre, comunque. Scrisse: «Nessuno al mondo è mai stato più amato di quanto io abbia amato lui.»
Ecco alcuni dei biglietti che si scambiavano tra loro:
Vittoria ad Alberto:
“Tu sei la mia gioia, il mio conforto, la mia felicità. Senza di te, ogni trionfo è vuoto.”
Alberto a Vittoria:
“Ogni pensiero, ogni respiro, ogni momento è per te. Ora e sempre io ti appartengo.”
Vittoria sul loro amore:
“Non ho mai conosciuto un cuore così dolce, così gentile, così mio. Ti amo più di quanto le parole possano dire.”
Alberto sulla complicità tra loro:
“La tua intelligenza, la tua forza, il tuo sorriso… ogni giorno mi ricorda perché ho scelto di vivere la mia vita accanto a te.”
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