Stretta nella coda del licenzioso 1700 e l’inizio del più puritano 1800, l’epoca Regency si trovò a oscillare tra differenti atteggiamenti nei riguardi della moralità. Benché nominalmente fossero ai margini della società, anche le cosiddette donne perdute ricevevano diverse forme di considerazione a seconda del rango... dei loro amanti e protettori. I principi reali ebbero lunghissime relazioni con delle donne che furono trattate in società con tutto il rispetto dovuto a una moglie. Famoso è il caso di Mrs Fitzherbert, moglie morganatica dell’allora principe di Galles e poi re Giorgio IV, cui in morte del sovrano fu perfino offerto il titolo di duchessa. Che rifiutò, chiedendo solo il diritto di portare il lutto vedovile. La relazione di Madame St Laurent con il Duca di Kent durò ventisette anni. Quando il duca fu costretto a sposarsi per fornire un erede al trono (che fu la futura regina Vittoria), dato che nessuno dei figli di re Giorgio III aveva un erede legittimo e l’unica figlia del principe di Galles era morta di parto assieme al nascituro, Madame St Laurent ne fu così distrutta da ritirarsi in convento per il resto della vita. Le amanti reali godevano di uno status speciale e talvolta i loro figli potevano ricevere dei titoli nobiliari. Mrs Jordan, amante del Duca di Clarence (terzo figlio di re Giorgio III e futuro re Guglielmo IV) fungeva da hostess ufficiale nei ricevimenti del duca, anche alla presenza di altri membri di casa reale. Uno dei loro figli, FitzClarence, fu creato Conte di Munster.
Le amanti, quindi, nell’epoca Regency avevano una posizione consolidata, ma non tutte potevano godere del rispetto tributato alle amanti reali. Per quanto ricche, ricercate e ossequiate, la maggior parte di loro aveva una vita sociale limitata a un demi-monde che escludeva la compagnia delle signore dell’alta società, sebbene non quella dei gentiluomini. Assai raramente la loro condizione rischiava di compromettere lo status quo e, quando questo avveniva, la società e i parenti intervenivano con mezzi correttivi, liquidando la disturbatrice con del denaro.
L’epoca Regency era l’epoca degli scandali, ma non sempre della loro accettazione. Uno dei più famosi fu quello della fuga di Lady Charlotte Wellesley e Lord Paget. Lei era la moglie del fratello minore di Lord Wellington, Henry Wellesley, e già madre di quattro figli. Lord Paget era sposato con Lady Caroline, figlia di Lady Jersey, ex–amante del principe reggente, con cui aveva otto figli. Lo scandalo fu immenso e in società non si parlava d’altro. Il fratello di Lady Charlotte sfidò Paget a duello, che ebbe luogo a Wimbledon Common. Entrambi i gentiluomini scaricarono le loro pistole, l’onore fu soddisfatto e i contendenti lasciarono il campo incolumi. Il matrimonio di Henry Wellesley fu sciolto da un atto del parlamento e Paget fu multato di 24.000 sterline per ‘conversazioni criminali’ (il termine che veniva usato quando non si voleva nominare l’adulterio). Nel frattempo, Lady Caroline, moglie di Paget, si era innamorata del Duca di Argyle, considerato il più bel gentiluomo dell’epoca. I Paget si recarono perciò in Scozia dove ottennero un rapido divorzio. Lord Paget e Lady Charlotte poterono sposarsi ed ebbero altri dieci figli, mentre Lady Caroline convolò con Lord Argyle. Senza ulteriori figli. Ma, ricordiamo, ne aveva già otto!
In questo modo i quattro adulteri rientrarono nei ranghi della società, che, dopo tanti pettegolezzi e un simile scandalo, li riaccolse nel suo abbraccio. Tutti e quattro, però, di quella società erano membri dalla nascita, eredi di nomi aristocratici.
Ben diverso poteva essere l’atteggiamento se partecipe dello scandalo era una persona che a quei ranghi non apparteneva. Lady Blessington, per esempio, benché fosse per opinione comune una signora deliziosa e il suo salotto divenisse uno dei meglio frequentati dell’epoca, non riuscì mai a superare il rigido confine eretto dal ton, a causa, non tanto del suo dubbioso passato, ma dell’essere stata in origine una semplice commoner irlandese. Una fuoricasta.
Un altro scandalo mai del tutto perdonato fu quello che coinvolse l’anziano Lord Erskine, Lord Chansellor d’Inghilterra. Dopo trentacinque anni di matrimonio e tredici di vedovanza, si innamorò della sua giovane governante, Sarah Buck. La ragazza restò incinta e Lord Erskine annunciò la sua intenzione di sposarla, per legittimare il bambino. I figli di primo letto si opposero e tentarono di fermare il matrimonio facendolo internare in un asilo per lunatici. Travestito da donna anziana, il barone fuggì con Sarah verso Gretna Green, inseguito dai suoi figli, in uno strano rovesciamento dei ruoli! La coppia si sposò ma lo scandalo rovinò Lord Erskine e, nonostante la nascita di quattro figli, sembra che il matrimonio non fosse felice.
Dunque, sembra che anche nella realtà la fittizia Lady Whistledown avrebbe avuto il suo daffare a raccontare i pettegolezzi dell’alta società!
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