I balli regency, nella nostra fantasia, evocano immagini di bellezza, grazia, perfezione.
✶ · ✶ · ✶
01 I BALLI REGENCY ERANO EVENTI PER TUTTI
Non solo nobili dame, e non solo immensi manieri: i balli in epoca regency venivano dati per tutti, ogni occasione era buona. I balli privati accoglievano numeri limitati di invitati, tenendo conto che per danzare occorreva alle coppie uno spazio minimo per muoversi, ma i balli pubblici erano aperti a chi si poteva permettere il biglietto per entrare. Anche i più poveri danzavano, nelle aie, nei cortili… bastava un musicista e le coppie potevano divertirsi.
Ovviamente, ogni classe sociale partecipava a balli diversi, la questione degli inviti era ben studiata, così come per cene e altri intrattenimenti:
«Emma non poteva certo supporre che (i Cole) si sarebbero permessi di invitare le famiglie migliori e più quotate; né Donwell, né Hartfield, né Randalls.» (Emma, Volume secondo, capitolo 7)
✶ · ✶ · ✶
02 ABITI DA BALLO
Gli abiti da ballo erano preferibilmente in mussola o stoffe leggere. La seta non era consigliata per danzare, forse perché si macchiava col sudore — la seta era più indicata per altre occasioni. Anche le scarpette da ballo erano molto delicate: soprattutto in epoca Regency erano basse e sottili, spesso in raso (le "nonne" delle moderne scarpe da danza classica). Se si ballava tutta la sera, c'era il rischio di doverle buttare la mattina dopo.
Abiti e scarpe così delicati necessitavano una manutenzione molto attenta… perciò si parla di abbigliamento per signore ricche: le donne povere avevano un abito buono che veniva riciclato!
✶ · ✶ · ✶
03 BALLI IN MASCHERA
Adorati fin dal 1700, i balli in maschera sono amatissimi in tutta l'epoca Regency e vittoriana. Teresa Cornelys, che fu pure amante di Casanova, era una famosa soprano che, arricchitasi con il canto, divenne imprenditrice. Nella sua enorme, mastodontica casa, teneva feste all'insegna dello sfarzo e assai licenziose, oltre a gioco d'azzardo e altre attività. Spesso, l'utilizzo del costume, ossia della maschera, serviva a salvare la reputazione dei partecipanti.
«La magnificenza delle stanze, lo splendore delle luminarie e degli abbellimenti e l'aspetto brillante della compagnia hanno superato qualsiasi cosa io abbia mai visto prima. Gli appartamenti erano così affollati che avevamo poco spazio per spostarci… Le stanze erano così piene e così calde che nessuno tentò di ballare.» (Fanny Burney, 1770)
Gli abiti regency e vittoriani per queste feste erano il meglio che la sartoria poteva immaginare: anche grandi stilisti come Worth disegnarono costumi stupefacenti per le grandi dame del regno.
✶ · ✶ · ✶
04 CAVALIERE, NON TI CONOSCO
Il galateo ai balli regency era molto chiaro: il cavaliere doveva essere prima presentato alla dama da un conoscente comune, e solo se la dama era d'accordo alla presentazione. Nei balli pubblici e nei locali come le Pump Room era il maestro di cerimonie a rompere l'imbarazzo: come figura neutrale e ben nota, poteva presentare i gentiluomini alle signore anche senza essere stato precedentemente a sua volta presentato.
«Fecero la loro comparsa nelle Lower Rooms, e qui la fortuna fu più favorevole per la nostra eroina. Il maestro di cerimonie le presentò come cavaliere un giovanotto molto distinto; il suo nome era Tilney.» (Northanger Abbey, Volume primo, capitolo 3)
Il maestro di ballo aveva anche il compito di istruire i musicisti, approvare o rifiutare le selezioni di danza, mantenere l'ordine e risolvere eventuali controversie. In Orgoglio e Pregiudizio, Darcy al primo ballo rifiuta di farsi presentare altre ragazze e balla solo con quelle che già conosce.
✶ · ✶ · ✶
05 ETICHETTA PER BALLI REGENCY
Il galateo del ballo era rigidamente codificato, sia in epoca Regency che vittoriana. Fra le guide più note, quella di Thomas Wilson, maestro di ballo al King's Theatre Opera House: "Etiquette of the Ball-Room" del 1815.
Fra le cose out in sala: far rumore, battere le mani, fischiettare, battere i piedi a meno che non fosse previsto dalla danza. Al contrario di oggi, era poco in uso che le donne danzassero insieme; se lo facevano, dovevano avere il permesso del maestro di cerimonia. Due uomini invece potevano ballare insieme senza permesso — ma dovevano mettersi in fondo.
✶ · ✶ · ✶
06 IL PRIMO BALLO
Non c'era un ordine fisso per il tipo di danze: stava al gusto del maestro o della padrona di casa. Il carnet con l'elenco veniva fornito alle donne all'ingresso.
I balli regency sono chiamati country dance — in italiano contraddanze — perché prendono origine dai balli campagnoli. Nascono intorno al XVII sec. in Inghilterra e sono strutturate su due schieramenti contrapposti, di solito formati da una fila di donne e una di uomini, che si muovono seguendo schemi precisi. Le più popolari in epoca Regency erano il cotillon, lo scotch reel, la quadriglia e il minuetto.
Il primo ballo era quasi sempre un minuetto, poi sostituito a volte da Quadriglia o Cotillon. Il valzer arriva dopo: in epoca regency era scandaloso. Solo dopo che ad Almack's la contessa di Lieven decise di farlo ballare, venne sdoganato anche ai balli privati, dove già si ballava, ma un po' di nascosto. L'amore della regina Vittoria per questo tipo di ballo rese il valzer uno dei preferiti — ma i primi valzer facevano comunque mantenere le distanze.
✶ · ✶ · ✶
07 L'ALCOLICO, NO!
Da Almack's non si servivano alcolici, ma solo bevande fresche. La più amata era la limonata, bibita ufficiale dei ballerini. Talvolta venivano servite limonate rosa, aromatizzate ai frutti di bosco.
I balli iniziavano nel tardo pomeriggio, si interrompevano per una cena a tarda ora (verso le undici) e riprendevano dopo. Nei balli privati si seguiva lo stesso schema, ma a volte la cena chiudeva le danze e veniva seguita da attività più tranquille.
I signori comunque potevano sempre fuggire nelle sale da gioco, che non mancavano mai; alle signore erano invece dedicate stanze per riposarsi, farsi aria e stare un po' in libertà.
✶ · ✶ · ✶
08 I BALLI REGENCY E LE COPPIE SCOPPIATE
È verità universalmente riconosciuta che non si possono fare più di due balli con lo stesso cavaliere senza destare scandali o pettegolezzi. Meno noto è invece che marito e moglie possano fare al massimo pure loro due balli: dopo di che devono dedicarsi ad altri compagni per dar modo a tutti di danzare.
Lutto stretto e mezzo lutto sono contrari al partecipare alle danze, ma col mezzo lutto si può assistere al ballo senza ballare. Non è carino chiedere a una vedova se gradisce partecipare.
Non era educato lasciare la pista una volta che la danza era cominciata: bisognava restare fino alla fine. Allo stesso modo, rifiutare un cavaliere al primo ballo significava restare a far tappezzeria tutta la sera — non per nulla Lizzie Bennet si sacrifica e accetta di ballare con Mr. Collins.
✶ · ✶ · ✶
09 JANE AUSTEN, BALLERINA DOC
Un solo ballo è citato in Jane Austen: la Boulangère.
«(Mr. Bingley) è sembrato molto colpito da Jane quando lei ha iniziato a ballare. Così, si è informato di chi fosse, si è fatto presentare, e l'ha invitata per i due giri di ballo successivi. Poi i due del quinto ancora con Jane, i due del sesto con Lizzy e la boulangère…»
«Se avesse provato un po' di compassione per me», esclamò il marito spazientito, «non ne avrebbe ballati nemmeno la metà! Oh! se si fosse storto una caviglia al primo ballo!» (Orgoglio e Pregiudizio, Volume primo, capitolo 3)
Jane Austen amava danzare: nelle sue lettere fa spesso menzione ai preparativi e agli svolgimenti dei balli. Non solo momento di socializzazione e di movimento, ma un tempo che una donna prende per sé.
«Mi fai tanti di quei rimproveri nella bella e lunga lettera che ho ricevuto in questo momento, che ho quasi paura di dirti come ci siamo comportati io e il mio amico irlandese. Immaginati le cose più dissolute e scandalose nel modo di ballare e di sederci vicini.» (lettera, 1796)
✶ · ✶ · ✶
10 BALLO REALE
Un ballo reale era un evento che finiva sui giornali — e anche adesso, gli eventi che ruotano intorno alla Royal Family sono molto seguiti.
Venerdì 5 febbraio del 1813 a Carlton House, dimora del principe Giorgio, si svolse uno dei balli più famosi della Storia. Tutti gli occhi erano puntati sulla diciassettenne Charlotte, seconda in linea di successione al trono. La grandiosa festa fu un festeggiamento in onore del compleanno della regina: le danze furono aperte dalle Lady Aunt, ossia dalle principesse reali.
Grande assente la principessa Carolina, moglie del reggente, già allontanata dalle questioni di famiglia. Assente anche il re, da tempo malato. Sappiamo persino che le principesse si ritirarono alle cinque del mattino, gli uomini alle sei.
«Uno splendido abito di pizzo bianco, riccamente ricamato in lamé d'argento; corpetto di tessuto d'argento; maniche di rete in vernice, elegantemente ricamate a punte di diamante, con bellissimi bracciali in corrispondenza. Copricapo decorato di bianche piume di struzzo, sorretto da un bellissimo diadema; girocollo di rubini e diamanti.» (Il Norfolk Chronicle, 13 febbraio 1813)
Non molto tempo dopo, la principessa indosserà un altro abito con profusione d'argento per il suo matrimonio — ma la sua fiaba, iniziata con questo ballo, non sarà a lieto fine.
✶ · ✶ · ✶
✶ · ✶ · ✶ · ✶ · ✶
missdarcy.it
Il Magazine RomanceApp è un blog editoriale, non una testata giornalistica registrata (L. 47/1948). I contenuti sono opinioni editoriali ai sensi dell'art. 21 Cost. — T&C Art. 2-bis