Jane Austen, una vita straordinariamente ordinaria

Antonia Romagnoli


A 250 anni dalla sua nascita, si parla ancora tanto di Jane Austen. Autrice di 6 romanzi editi, sui suoi libri si è generato un intero immaginario femminile. Ma chi è Jane Austen, e perché leggerla oggi?

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PRIMI ANNI

Jane Austen nacque il 16 dicembre 1775 a Steventon, nello Hampshire, da George e Cassandra Austen, settima di otto figli. Poco più grande di lei era la sorella Cassandra, una delle figure più importanti della sua vita: sarà insieme a lei e alla madre che la scrittrice vivrà, e sarà grazie alla corrispondenza fra le due sorelle che conosceremo i particolari della vita privata di Jane. Sarà sempre Cassandra che, dopo la sua morte, su desiderio della stessa, sceglierà di bruciare gran parte delle lettere ritenute troppo personali, sapendo che con il tempo e la fama dell’Autrice non ci sarebbe stato altro modo di preservarne la privacy.

George Austen era un uomo colto: volle anche per le figlie una buona istruzione e lasciò a loro disposizione la vasta biblioteca familiare, che contava ben 500 volumi. Fu il padre stesso, che gestiva una scuola, a impartire la prima istruzione ai figli: Jane e Cassandra impararono da lui anche francese e rudimenti di italiano.

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GLI STUDI

Come si addiceva alle giovani di buona famiglia, le sorelle Austen furono mandate in collegio. Prima a Oxford, per essere istruite da Ann Cawley, che le portò a Southampton. Quell’autunno entrambe le ragazze furono rimandate a casa dopo aver contratto il tifo, di cui Jane quasi morì. Nel 1785 le due ragazze andarono alla Reading Abbey Girls' School, diretta dalla signora La Tournelle: una scuola prestigiosa in cui si insegnavano francese, ortografia, ricamo, danza, musica e teatro. La permanenza durò poco, poiché la retta era troppo alta per la numerosa famiglia Austen.

Dal 1786 in poi, Jane Austen non si allontanò più dal nucleo familiare, spostandosi quasi sempre insieme a membri della famiglia.

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L’ATTIVITÀ LETTERARIA DELLA GIOVINEZZA

La giovane Jane Austen manifestò precocemente l’attitudine alla scrittura, uno stile ironico, vivace e uno spirito fuori dal comune, che la famiglia incoraggiò a sviluppare. I primi scritti di questa fase sono oggi raccolti nei Juvenilia: racconti, parodie, accompagnati da disegni della stessa Jane.

In questi anni, Jane poté avvalersi anche dei libri della scuola del padre e di quelli di un amico di famiglia, fatto insolito per una giovane dell’epoca, così come insolito era l’appoggio del padre alle sue attività letterarie. In famiglia, proprio come accadrà in Mansfield Park, erano incoraggiate anche le recite teatrali messe in scena privatamente.

All’età di soli 12 anni Jane si cimentò nella scrittura drammatica e scrisse tre brevi opere teatrali durante la sua adolescenza. Viveva, a differenza di molte altre donne contemporanee, immersa in un mondo culturalmente molto attivo, orientato alla lettura e allo studio piuttosto che all’educazione verso i soli doveri domestici.

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I JUVENILIA

Tra i Juvenilia spiccano alcune opere particolarmente interessanti: il romanzo satirico epistolare Love and Freindship, scritto a quattordici anni nel 1790, parodia dei romanzi sentimentali, e la Storia d’Inghilterra, di trentaquattro pagine accompagnato da tredici miniature acquerellate della sorella Cassandra. Anche questa parodiava la scrittura storica popolare, in particolare la History of England di Oliver Goldsmith.

Fino ai vent’anni troviamo nei suoi scritti varie opere incompiute, esperimenti letterari che saranno le basi per i suoi successivi romanzi. La prima opera finita arriva nel 1795: è Lady Susan, l’ironica corrispondenza epistolare che ha come protagonista un’antieroina decisamente fuori dagli schemi di tutti i romanzi successivi.

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JANE AUSTEN E L’AMORE: IL GOSSIP

Tutti sanno che Jane non si sposò mai. Grazie ai film ispirati alla sua vita e dalle sue lettere rimaste, è opinione comune che intorno ai vent’anni abbia conosciuto il giovane Tom Lefroy e avuto una relazione con lui, troncata da parenti che non vedevano di buon occhio il legame. Quello che si ricava dalle lettere è che i due nutrissero una simpatia reciproca e che ai balli dessero un certo scandalo ballando spesso insieme, fino a che il giovane aspirante avvocato non se ne tornò a casa, dopo la breve visita ai parenti.

Non si sa se alla conoscenza seguì un carteggio, perché di questo non è rimasta traccia. Lefroy in seguito divenne avvocato, giudice, si sposò. Secondo il biografo John Halperin, Jane non dimenticò mai l’amore giovanile e fino alla morte pensò a lui con rimpianto.

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MATRIMONIO E PREGIUDIZI

Più certa è invece la strana vicenda che riguarda la proposta di matrimonio ricevuta nel 1802, in occasione di una visita ad amici. Il fratello delle amiche di Jane, Harris Bigg-Wither, si dichiarò e fu accettato, salvo poi un repentino ripensamento della giovane donna la mattina dopo.

Lo spasimante non era, secondo i biografi, un uomo che potesse suscitare l’affetto di Jane: probabilmente fu solo per la sicurezza economica che il matrimonio gli avrebbe dato che per un attimo ella era venuta meno ai suoi principi, espressi chiaramente nei suoi romanzi — almeno la stima era un fattore necessario.

Forse vi fu un altro amore, di breve durata — forse terminato con un lutto precoce — ma anche questo non è confermato a causa della mancanza dei carteggi del periodo.

Anche la sorella Cassandra non si sposò mai: le due furono compagne di vita fino alla scomparsa prematura dell’Autrice. Anche per lei, come in un ribaltamento del tema di Persuasione, fu la morte a rompere il fidanzamento con l’amato Thomas Fowle, partito per le Colonie per potersi sistemare con lei, e mai tornato.

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