I gadget

da Emma Mei
Fino al


Avete presente il proverbio: Mai giudicare un libro dalla copertina”?

Sappiate che le cose sono cambiate.

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Negli ultimi anni si è assistito a una lenta evoluzione di tutto ciò che racchiude e confeziona una storia.

Se prima ci si poteva ritenere soddisfattə di trovare un segnalibro abbinato al cartaceo, adesso lo si propone con qualcosa di più. E no, non mi riferisco alle odiate fascette.

Quindi, cos’è quel di più?

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Si stima che in Italia vengano pubblicati circa 240 libri al giorno, per un totale di circa 85.000 all’anno. Di questi solo il 60% sono le novità, il resto sono ristampe o ripubblicazioni (dati certificati dall’ISTAT e dall’Associazione Italiana Editori).

Possiamo iniziare dalle sovracopertine stampate su entrambi i lati, così da far decidere ai lettorə quale preferisca.

Gli sprayed edges, che da iniziali monocolore si sono evoluti in complicate immagini, quasi obbligano a sistemarli sugli scaffali girati e non dalla costa.

Proseguo elencando i risguardi, le decorazioni a inizio capitolo e le immagini interne stampate a tutta pagina.

Tutto questo lo si può avere comprando il libro in libreria o sul web.

Poi sono arrivati i gadget. In alcuni casi si tratta di cartoline e segnalibri, in altri di matite, astucci, bigiotteria, tote bag, adesivi, mug, spille e tanto altro ancora.

Ci tengo a precisare che non mi riferisco alle book box vendute su abbonamento da FairyTale, Dreamerwhale, Illumicrate, ecc. ecc. che propongono edizioni uniche e di pregio di libri con merchandising particolare. Faccio riferimento alle book box offerte in occasione di eventi o nuove uscite.

Al loro interno vengono inseriti gadget molto carini che spesso restano un ricordo speciale per chi li riceve. Infine c’è anche il libro impacchettato al pari delle confezioni giapponesi dei negozi di lusso. Bellissimi!

Girando sui social si assiste sempre a una maggior focalizzazione sulla confezione del libro, ma non sulla sua storia.

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Sembra quasi che non bastino più le parole scritte tra le pagine e neppure la penna dell’autrice o dell’autore.

Ed è a questo punto che mi domando: un libro non si dovrebbe leggere? Certo, si può utilizzare il segnalibro per non perdere il segno, sottolineare frasi o scrivere ai lati del foglio con la penna (questo lo fanno solo i temerari).

 

Ma tutto il resto serve per convincere i lettorə all’acquisto a prescindere dalla qualità della storia e dall’intensità della penna di chi l’ha scritta? 



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