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Il giorno dopo, mi sveglio molto prima degli altri.
Il sole si sta appena mostrando dall'orizzonte.
Sollevata, preparo al volo la colazione per tutti, lascio l'impasto del pane a lievitare con la luce del forno accesa e mi fiondo fuori a innaffiare, poi ad aprire il pollaio e pulirlo.
Non ho voglia di stare in compagnia e tenermi occupata mi aiuta a sentirmi meglio dopo la serata di ieri.
Inorridisco al solo pensiero.
Quando ho finito, seppur con l'ansia, torno in casa.
Diana mi saluta con un «Buongiorno» assonnato, Francesca con un bacio sulla guancia, Giovanni con un abbraccio e un bacio alla tempia e gli altri con un sorriso caloroso.
Nessuno nomina quella maledetta clip e io mi rilasso notevolmente, tornando la Carla di sempre.
Sono le undici quando arriva il postino con un pacchetto indirizzato ad Andrea.
Lo apre, incuriosito, e trova una macchina fotografica professionale.
Una delle migliori in circolazione, a detta sua.
Nella lettera che c'è all'interno viene spiegato il suo compito durante tutta la sua permanenza nel reality: fare delle foto che lo staff pubblicherà sui social del programma, sia come stories, sia come post.
Ogni notte, dovrà lasciare la memory card in una bustina nella buca delle lettere e l'indomani mattina ne troverà una vuota da riempire.
Se soddisfatti del lavoro svolto, il nostro fotografo avrà la possibilità di vincere l'immunità per la prossima eliminazione e, di volta in volta, Gaia gli rivelerà quali saranno i prossimi premi, che non saranno solo per lui, ma riguarderanno anche il resto di noi.
Che figata!
Andrea è al settimo cielo e vederlo così di buon umore rende felice anche me.
Tum tum tum.
Se questo non è amore…
Dopo aver pranzato e risistemato la cucina, io, Giovanni, Diana, Francesca, Jalil e Andrea ci spostiamo in giardino, per rilassarci al sole e chiacchierare seduti su una tovaglia a quadri rossi e bianchi.
Mi trovo molto bene con loro cinque e sono contenta di poter dire che si è instaurata una bella amicizia.
Sono sicura che durerà anche nella realtà.
Diana chiede ad Andrea cosa ha intenzione di fotografare e lui spiega che vorrebbe fare in modo che ognuno di noi concorrenti rientri in questo progetto. Vorrebbe mostrare chi siamo, cosa facciamo, cosa abbiamo dentro ed è davvero bello entrare nella sua mente fantasiosa.
Pendiamo tutti dalle sue labbra, come facevo io quando seguivo le sue dirette.
Andrea ha una dialettica e una voce che ti portano ad ascoltarlo per ore, senza mai stancarti. Avrebbe dovuto fare il professore, anche se è bravissimo nel suo lavoro e non lo cambierei di una virgola.
«Ragazzi, il bagno è un casino e io sono troppo stanca per pulirlo.»
Ecco l'ennesimo capriccio di Federica.
Puliamo il bagno a turno ogni giorno, abbiamo concordato così per fare tutti un po' di tutto.
Guarda caso, è stanca proprio quando tocca a lei.
«Ma sul serio stai osando dire, a noi, che sei stanca? Tu?»
«Sì, io. Qualche problema?»
Andrea si alza in piedi, per fronteggiare Federica, e io lo seguo in automatico per un istinto di protezione che non dovrei avere nei suoi confronti.
Invece ce l'ho eccome.
«Oh, si è alzata anche la tua innamoratina» mi sfotte.
Attaccare. Questo è l'unico modo che sa usare per interagire col prossimo. Ormai l'abbiamo inquadrata per bene ed è dura averci a che fare ogni giorno.
«Lasciala stare» la avverte Giovanni, che è molto protettivo nei miei confronti. Proprio come Jalil.
Suppongo che sia una questione di età. Sono la più piccola del gruppo e loro sono i più grandi.
Federica non lo degna nemmeno di uno sguardo, continuando ad attaccare Andrea. «Scommetto che lei te la scoperesti volentieri. La tua donna dovrebbe stare attenta alle corna, tanto è questione di tempo.»
Andrea fa un passo in avanti. «Sei una…»
Prima che finisca la frase, mi infilo tra i due e gli poso una mano sul petto.
«Calmo» sussurro, vedendo che sta per esplodere.
Non ne vale la pena.
I suoi occhi si spostano su di me e la sua espressione cambia, ammorbidendosi. Ma, un attimo dopo, torna alla carica verso la stronza, anche se con meno intensità. «Dovresti vergognarti di ciò che dici» ringhia. «Ti auguro di andartene da qui al più presto, perché non meriti di stare in compagnia di queste belle persone, che fanno di tutto per rendere questa esperienza più piacevole possibile.»
«No, mio caro, rimarrai deluso perché il pubblico mi ama» dice tronfia.
«Il pubblico ti ama solo nella tua testa bacata. Ieri sei stata fortunata, ma non ti andrà sempre bene.»
«Staremo a vedere!» esclama con un ghigno malefico in viso, poi si volta e sculetta fino alla villa.
Quando scompare, inaspettatamente Andrea mi chiede di seguirlo nella Secret.
Il mio battito accelera.
Tum tum tum.
Dio mio, perché?
Cosa vorrà dirmi?
Sarà arrabbiato perché mi sono messa in mezzo?
O vorrà parlarmi del video di ieri?
Lasciamo gli altri, incuriositi tanto quanto me, e raggiungiamo la casetta.
Andrea mi fa entrare per prima, per poi chiudersi la porta alle spalle.
Il conto alla rovescia si avvia.
Il bel fotografo si siede sulle tavole in legno del pavimento e mi invita ad accomodarmi accanto a lui.
Lo faccio.
Tum tum tum.
«Grazie» dice.
Aggrotto le sopracciglia. «Per cosa?»
«Stavo per dire una parolaccia molto colorita, di cui mi sarei subito pentito. Mi sta infastidendo di proposito da quando l’ho rifiutata e prima stavo per cadere nella sua trappola come un coglione.»
Gli sorrido, felice di averlo aiutato in qualche modo, poi scruto il bellissimo panorama che si presenta da quassù. Si intravede addirittura il mare.
La scorsa volta, talmente ero sconvolta, non mi sono soffermata a guardarmi intorno, ma oggi lo faccio anche a causa dell'imbarazzo che provo nel trovarmi qui con Andrea.
Questa è una casetta prefabbricata in legno, con un’enorme vetrata che occupa quasi tutta una parete. E, a parte il display che mostra il tempo che manca, non c’è nient’altro.
Potevano almeno portare due sedie o, che ne so, un divano.
Insistono sull'andarci in due e poi non mettono nemmeno una comodità? Bah!
«È vero quello che hanno mostrato nella clip? Ti piaccio?»
Tum tum tum.
Ecco.
Lo sapevo.
Avvampo, scrutandolo con la coda dell'occhio. «Forse.»
Sorride, con gli occhi scuri che brillano e il mio cuore salta un battito. «O è sì, o è no, Carly.»
Mi mordicchio il labbro inferiore, indecisa se ammetterlo.
“Tanto ormai…”
«Qui non ci sono telecamere o microfoni, ricordi? Lo saprò solo io e giuro che non fiaterò» insiste.
Tum tum tum.
«Appunto, lo saprai tu…» mi lamento, rossa come un peperone.
Lo sento sogghignare. «Lo sai che, dicendo così, l'hai ammesso tu stessa?»
“È vero.”
«Merda!»
Scoppia a ridere, poi si mette in piedi e mi offre la mano per aiutarmi ad alzarmi. La afferro, mi tira su e mi regala un dolce bacio sulla guancia, facendomi tremare le corde del cuore.
Tum tum tum.
«Non scherzavo quando ho detto che per me non c'è problema. Vorrei esserti amico, Carla, se per te va bene.»
Annuisco, senza fiato.
«Bene. Torniamo dagli altri.»
«Okay» mi esce in un soffio.
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