Scritto il 07/06/2026
da ELEN T.D.


OLIO DI SEMI DI ARACHIDE

⏱ ~2 min · 393 parole

L’olio di semi di arachide è fantastico per friggere, utilizzato alla temperatura giusta non è assorbito dai cibi e non lascia sapori.

L’impasto è venuto perfetto: appena getto il rettangolino di pasta nell’olio bollente si gonfia ed esala il suo aroma dolce per tutta la cucina, subito lo giro e poi lo tolgo, mettendolo sulla carta assorbente.

Il tempo di frittura deve essere brevissimo, affinché le sfrappole restino bianche come nuvole leggere e delicate. Belle, buone, ma anche estremamente friabili, vanno maneggiate con cura… come l’amore.

Se si lascia che i dubbi prendano il sopravvento l’impasto diventa pesante, il tempo di frittura aumenta, lo zucchero si brucia, rendendo tutto scuro, e anche l’olio si fa sempre più denso e vischioso.

Si può amare senza avere fiducia?

Sì, si può, ma fa male.

Prendo il telefono, accedo alle impostazioni e oscuro il numero. Chiamo Mirella.

Primo squillo. «Sì! Pronto!»

«Sono io.»

Un attimo di silenzio, poi: «Vale! Ciao… scusa un attimo!»

Sento che allontana il telefono e che parla con qualcuno. Aguzzo le orecchie ma afferro poche parole sparse qua e là: Vale, dirglielo, subito, e una sola dal borbottio incazzato in sottofondo che è, mi sembra, maschile... insieme.

Guardo l’orologio, è pomeriggio inoltrato. Con chi è Mirella?

«Vale… scusa, devo andare. Passiamo da te dopocena, ok?»

«Passiamo… chi?»

Non risponde, sento un tonfo, ma la comunicazione è ancora aperta.

«Mire?»

Un gridolino mi fa trasalire, poi la risata di Mirella e rumori che somigliano moltissimo a quelli di una coppia che sta facendo… ma no, non è possibile!

«Oh sì! Sì, ti prego!»

Guardo il telefono orripilata. Ovunque Mirella abbia gettato il telefono, ci è finita a una spanna, e ora sono impietrita: non ci credo che me lo stia sbattendo così in faccia!

Vorrei chiudere la telefonata, non riesco a non pensare che lei e Lorenzo stiano facendo sesso con me che ascolto, ma resto lì, con l’orecchio incollato al telefono rovente, perché non può essere davvero così.

Voglio disperatamente una prova che non sia vero!

Succede qualcosa, e la linea cade.

Incapace di pensare ad altro, digito il numero di Lorenzo.

Ora squilla. Una, due, tre… sette, poi si attiva la segreteria.

È come se fossi posseduta: ritento. Sette squilli e parte la segreteria.

Ancora, e ancora, non riesco a fare altro.

Una, due, tre… risponde, finalmente.

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