L’acqua scendeva dal cielo con garbo, in una pioggerellina sottile e insistente, appena percepibile.
Tutto sommato una bella giornata per le Highlands, perciò Robert non aveva trovato nulla di strano quando il suo Signore gli aveva chiesto di preparare i cavalli per un giro a due.
Avevano lasciato il castello all’alba, procedendo con calma sull’erba verde bagnata di rugiada e ora stavano costeggiando il piccolo lago che sorgeva nell’estremo est delle terre dei MacLellan, per dirigersi sino all’ultimo villaggio prima del confine.
Erano mesi che non si spingevano così a ovest ed era arrivato il momento di verificare quanto la resistenza di Aidan gli permettesse di rimanere in sella.
Era un uomo previdente, quindi di sua iniziativa aveva organizzato quell’uscita con una piccola variazione rispetto alla richiesta originale.
Una decina di uomini li seguiva a distanza, per garantire la sicurezza dell’erede di Glenrock, tutti avvolti nei tartan del clan e impegnati a conversare tra loro.
«Sei diventato una chioccia ansiosa» gli stava dicendo riferendosi all’inaspettata compagnia.
«Il mio dovere è tenerti al sicuro.»
Cavalcavano uno accanto all’altro, con un’andatura lenta e rilassata che concedeva loro di godersi il panorama circostante.
Aidan amava la sua terra, gli era mancato il profumo della brughiera e anche quello della pioggia.
Lasciò vagare lo sguardo verso le colline ricoperte di erica e rododendri, le distese di terreno torbato intervallato da acquitrini e, sullo sfondo, boschi di betulle e pioppi tremuli che parevano abbracciare l’orizzonte.
Gli ultimi giorni di maggio avevano regalato l’inizio della fioritura dei cardi selvatici che ora punteggiavano a macchie il territorio, con mille sfumature di viola e di rosso.
Giugno avrebbe portato a maturazione il frumento e l’orzo, dipingendo i campi di caldi colori dorati.
Ma avrebbe portato anche Alban Heruin, il Solstizio d’Estate, e con esso la visita da parte dei MacBain.
«Glenna non è incinta» comunicò all’amico con un sospiro.
«Il tempo non è ancora scaduto» fu la replica prudente dell’amico.
«Ma scadrà, e io so già quale sarà la mia risposta per William MacBain.»
«Sai che non potrà accettare l’onta di un rifiuto questa volta.»
Gli occhi fiordaliso incontrarono quelli ambrati di Robert e si strinsero in due fredde lame determinate.
«È per questo che ho bisogno di capire quanto saremo in grado di fare fronte a quella che sarà la sua reazione.»
Per un lungo momento entrambi continuarono a cavalcare fissandosi in silenzio, con solo il rumore sordo degli zoccoli sul terreno a scandire il tempo.
«Sei certo di voler affrontare una faida e le conseguenze che porterà all’intero clan?»
«Sono certo di non voler ripudiare mia moglie» fu la brusca risposta.
«Deve davvero valerne la pena per accettare il rischio di una guerra» non poté fare a meno di commentare.
«Vale la pena morire per lei, ma questo riguarda solo me. Per la mia gente, deve valere la pena morire per il nome dei MacLellan.»
«Sai bene che nessuno si tirerà indietro» replicò usando un tono un po’ oltraggiato all’idea che potesse pensare il contrario. «Io, e tutti gli altri, offriremo il fianco fino alla morte per proteggere Glenrock e i suoi abitanti. Sono solo stupito che tu sia disposto a chiederlo pur di tenerti una donna.»
Aidan tornò a guardarlo con stupore, percependo per la prima volta nella sua voce una rabbia inespressa.
«Perdonami, mio Signore,» si corresse subito il suo secondo «non volevo mancarti di rispetto.»
«Un giorno mi racconterai cosa ti ha reso quello che sei Robert MacDouglas, e chi è responsabile della tua solitudine.»
«Un giorno, quando potrò sopportare di farlo, ti racconterò una storia che non vorrai ascoltare,» rispose sbuffando. «Ma oggi, dobbiamo concentrarci su come organizzare la difesa di Glenrock, potenziare i confini con le terre dei MacBain e proteggere i villaggi più lontani dal castello, che non potranno beneficiare sulla sicurezza delle mura in caso di incursioni.»
«Su quanti uomini possiamo contare?»
«Un centinaio solo a Glenrock. Trecento, se richiamiamo la gente dai campi.»
«Quante famiglie possiamo ospitare?»
«Craig sarà più preciso di me in questo. Bisognerà confrontarsi con lui e con tuo padre ma direi tutti quelli che sarà necessario spostare dal confine.»
Un brivido di apprensione serpeggiò per la schiena di Aidan pensando a quali pericoli avrebbe esposto la sua gente.
Si passò una mano sul viso in un gesto di esasperazione.
«Mancano ancora settimane al Solstizio d’Estate. Ci organizzeremo e forse, non sarà necessario farlo» aggiunse nel tentativo di rassicurarlo.
Aidan sperò con tutto il cuore che avesse ragione ma, in caso contrario, di una cosa era certo: non avrebbe accettato l’annullamento del suo matrimonio.
«Lei merita che io combatta per “noi”.»
«Sono davvero spiacente, ma non posso comprenderti. Ho imparato fin troppo bene che il calore di una donna vale quanto quello di un’altra, sotto il tartan.»
Aidan scoppiò in una fragorosa risata al commento caustico del compagno.
«Non è di quel calore che parlo, amico mio. È un calore diverso quello a cui mi riferisco, che riscalda l’anima, non la carne.»
Pensò alla dolcezza del bacio che lui e Glenna si erano scambiati quella mattina, quando lui aveva lasciato il loro letto mentre lei ancora sonnecchiava, morbida e calda, spettinata e bellissima.
Non era stato un bacio passionale ma gli aveva fatto vibrare corde talmente profonde che aveva dovuto imporsi per riuscire a lasciarla.
Lei era diventata l’aria che respirava, la luce che lo illuminava, la calma che lo colmava.
«Prego affinché il destino ti mandi una donna che ti possa toccare il cuore e tu possa comprendere ciò che mi smuove» augurò a Robert ritrovando per un secondo lo spirito per un commento ironico.
«Il mio cuore è già stato toccato in passato,» rispose l’uomo con la voce piatta e priva di sentimento «strappato dal petto e ridotto a brandelli. Sono io che spero per te una fine diversa, mio Signore.»
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