STEPHANIE
La barba di Bruno mi solletica il fianco, ha il viso posato sul mio sedere, siamo sdraiati davanti alle ceneri del caminetto spento ormai da un’ora, ma non ho freddo. Guardo i suoi profondi occhi scuri e lui mi sorride.
«Pensi di restare lì ancora a lungo? Dovevi riaccendere il fuoco.»
Mi dà uno schiaffo e sussulto.
«Mi sono distratto e non potevo non baciare questa meraviglia.»
Poi si alza e io contemplo il suo di fondoschiena, la schiena, i muscoli delle gambe e non riesco a non considerare che ho portato tanti bei vestiti per questa gita in montagna ma ho passato gli ultimi cinque giorni quasi sempre nuda.
Le spalle di Bruno sono una meraviglia, con il tatuaggio dell’orso sulla spalla. L’ho preso un po’ in giro e lui me l’ha fatta pagare con il solletico, almeno finché non abbiamo fatto l’amore, ancora.
«Devo andare a Parigi domani e non ne ho voglia» ammetto.
La scintilla riverbera sul suo viso mentre si volta poi si alza e viene verso di me. Cerco di imprimermi nella mente ogni centimetro del suo corpo, il profumo della sua pelle e il calore del suo abbraccio, ora che mi stringe a sé.
«Che hai deciso di fare con il tuo capo?»
«Hai ragione, su tutta la linea, posso camminare con le mie gambe. Resterò con lui un mese e vedrò
chi potrò portargli via. Non sono l’unica che ha trattato di merda. Anche il mio amico Michel è stato usato e gettato, gli ha spezzato il cuore.»
«Questo Simon sembra una calamità, stagli distante e se serve aiuto basterà che mi chiami.»
Lo guardo, è il momento di affrontare l’argomento.
«Potrò chiamarti? Non ti darà fastidio?» Mi bacia la punta del naso e mi scruta serio.
«Ci tengo a te, se avrai bisogno di me io ci sarò. Chiamami, scrivimi, non sparirò come il tuo capo, né ti ignorerò.»
Già, ma non mi frequenterai, andrai con chissà quante altre donne. Il pensiero che altre si stringano a lui, lo bacino mi rende acida la bocca.
«Ciliegina? Tutto ok?»
«No» rispondo seria. «È la nostra ultima notte qui e non ho intenzione di passarla a chiacchierare.» Allungo la mano e lo accarezzo, è ancora mezzo duro e l’erezione si fa più tesa a ogni tocco mentre lui
geme.
Bruno è sempre pronto, quando me lo diceva pensavo scherzasse, invece non mente, è sempre stato sincero per questo quando parla io mi blocco.
«Ciliegina sei speciale per me, non pensare mai il contrario. Ma io non sono fatto per te. Troverai l’uomo giusto, ma intanto che ne dici di divertirci?»
Lo bacio.
Che posso rispondere?
Lui è lontano anni luce dall’uomo che vorrei accanto eppure mentre lentamente entra dentro di me penso che nessuno mai mi farà provare il senso di protezione e di sicurezza che provo accanto a lui.
Poi gli affondi si fanno più profondi, smetto semplicemente di pensare e lascio che il piacere mi invada.
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