Scritto il 20/07/2026
da ANTONIA I. CUDIL


BRUNO

28 ottobre 2020

 

«Orso stai guardando il presidente?» mi chiede Stephanie appena rispondo al telefono, non mi lascia neanche il tempo di salutarla.

«Sì, questa volta verrò io a Parigi, sono già in auto.»

La situazione è molto critica, già da qualche settimana i locali di René sono chiusi e io l’ho pensata così intensamente che ieri ho detto al mio amico che sarei andato a Parigi anche prima di conoscere le disposizioni di Macron, tanto ormai lo sappiamo tutti quello che sta per accadere.

«Ti fermerai finché finirà anche questo lockdown?» mi chiede con una voce esitante. Non è da lei, ma non è da me neanche quello che le rispondo.

«Forse potrei fermarmi un po’ di più…»

«Orso, stai cambiando idea?»

«Può darsi, ciliegina, può darsi che sia stanco di scappare da te.»

«Finalmente! Ce ne hai messo di tempo per capire che siamo fatti per stare insieme?»

«Stephanie?»

«Sì?»

«Sto venendo da te perché non posso più starti lontano, non c’entra nulla la pandemia, lo sai vero?»

«Credo che dovrai mostrarmelo bene e nei dettagli quando arriverai perché l’altra volta mi

avevi quasi convinta che era meglio non vederci più», sento lo scherno nella sua voce e anche la gioia.

«Ti mostrerò tutto quello che vuoi, ciliegina, e anche quello che non sapevi di volere.»

Ride.

«Sei sempre così arrogante e sicuro di te, Orso.»

«Sempre.»

«Allora sbrigati e vieni in fretta.»

«Io vengo sempre, ma mai in fretta, dovresti saperlo.»

Posso quasi vederla mentre alza gli occhi al cielo.

«Ciliegina? Sei arrabbiata?»

«No, sono preoccupata, ma se tu starai con me so che saremo insieme e mi sentirò al sicuro.»

Il cuore mi batte forte perché non vedo l’ora di stringerla tra le braccia.

«Sto arrivando e questa volta non mi importa quanto durerà il lockdown, non ti lascerò più andare.»

Mi risponde il silenzio e penso di averla spaventata invece la sua voce è incrinata dall’emozione quando mi parla.

«Era proprio quello che speravo mi dicessi. Credo di amarti anche se quello che provo mi spaventa da morire.»

«Ma tu non sei una codarda e neanche io. Voglio guardarti negli occhi mentre parleremo di noi due. Basta telefonate, ciliegina, è un discorso da fare di persona, anche perché alla fine vorrò baciarti.»

«Bruno io… scusa hanno suonato il campanello, chi può essere?»

«Aprimi ciliegina, sono arrivato da te.»

Riaggancio mentre il rumore dell’apertura del

portone è inconfondibile, mi affaccio nell’androne del palazzo e vedo la bella scala in marmo, inizio a salire e sento passi che arrivano, la vedo nel secondo pianerottolo, mi corre incontro e quando siamo a pochi scalini di distanza si lancia verso di me. La stringo tra le braccia ed è come se non ci fossimo mai lasciati.

«Mi sei mancato da morire.»

«Anche tu, ciliegina, non ti lascerò più, promesso.»

Lei mi accarezza il viso e mi bacia.

«Hai idea di quanto ti amo, Orso?»

«Immagino quanto ti amo io, ciliegina.»

Ci stringiamo l’uno all’altra e anche se tutto il mondo sembra girare impazzito, siamo insieme e insieme potremo affrontare qualsiasi cosa.

 


 

 


 

 


 

I Pessimi Soggetti ci tengono a precisare

che

per la stesura di questa novella nessuna frutta e nessun animale è stato

maltrattato.

Si ringraziano Charles e Paul per la partecipazione straordinaria e

il custode dello chalet per aver eseguito alla lettera le istruzioni di Claire.

augura a tutti i suoi affezionati clienti i migliori auguri di

Buon Natale e Felice Anno nuovo

 


 

 


 

 





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