Sebastiano
«Qual è il problema? Se non ti alleni con la testa perdiamo solo tempo, Seba. A cosa stai pensando?» Il mio coach è furioso e ha ragione. Lascio andare delle palle da ragazzino. Neanche le vedo: la mia testa è del tutto concentrata su Sara. Non capisco cosa le sia preso.
«Sara… Diche che non vuole più vedermi» confesso e vedo lui che alza le braccia al cielo. Non è solo una questione di stabilità mentale, anche se in effetti quella è la prima cosa per cui posso ringraziarla. Il mio manager sta già firmando contratti milionari con aziende che ci vogliono entrambi come testimonial. Ero già molto ricercato da solo, adesso che siamo una coppia di sportivi, le richieste sono più che raddoppiate. A me non interessa niente di tutto questo. So che adesso affrontare le giornate senza Sara non mi è possibile. Può essere che prima o poi questa incredibile cotta che ho preso mi passi, per adesso sono innamorato e non c’è un dubbio su questo.
Lancio la pallina e gli volto le spalle, ha ragione, vado a farmi una doccia.
«Ma hai intenzione di andare da lei o stai qui a piangerti addosso?» mi grida dall’altra parte del campo. La voce perentoria dell’amico sovrasta quella professionale del coach, perché prima di tutto, la mia squadra è composta da amici.
Il punto è che non so come lei la prenderebbe. E’ stato tutto così veloce che non conosco i suoi modi di reagire né i tempi con cui affronta la rabbia. Temo di fare peggio.
Mentre mi avvio alla doccia chiamo Thaissa «Chi non muore si rrrrisente» mi risponde. Ho sempre trovato sensuale il suo accento ma adesso mi sembra solo stucchevole.
«Hai chiamato Sara?»
«Chi?»
«Sara, la mia ragazza»
La sento ridere mentre giocherello con una pallina come fa sempre Sara, tirandola contro il muro con un assurdo movimento del polso che non so replicare.
«Credi che mi abbassi a litigare per un uomo con una che gioca a palla?»
Riattacco. Non è possibile che lei l’abbia chiamata e c’è un’altra cosa a cui ripenso. Un’informazione che è scivolata via ma a cui avrei dovuto fare più attenzione: mi ha detto di voler rimanere da sola.
Non può essere.
Non è pronta.
Non lo farebbe a meno che non fosse costretta.
D’improvviso un’illuminazione e un colpo di terrore folle. Non può essere, era sparito. Non la ossessiona più da quando stiamo insieme. Non può essere.
Cambio direzione, monto in macchina e accendo.
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