«Ti ho deluso, vero, Andrea?»
«Per il fatto di non essere stata incinta?»
«Mi hai sposato perché pensavi che lo fossi.»
Lui si allungò verso la figura supina di lei. La luna piena illuminava il suo bel corpo e il desiderio gli pulsò selvaggio nel sangue. «Ti ho sposato perché ti amo, Keezheekoni, e dovresti saperlo che un figlio non avrebbe fatto la differenza quando ti ho chiesto di essere mia moglie.»
«Sì, lo so. Ma so anche in che misura avresti voluto un bambino.»
«Il bambino mi avrebbe reso semmai più felice, lo confesso, Lisa. Ma ne arriveranno altri, hai sentito anche tu il medico che ti ha visitata.»
Lei sospirò e gli accarezzo la bocca con la punta delle dita. «Sai qual è la cosa che più ti invidio, Andrea?»
«No, qual è?»
«Tu possiedi il raro dono di vedere il meglio delle persone» gli disse in tono sincero «e io sono stata molto fortunata a incontrarti. Me ne rendo conto giorno dopo giorno vivendo accanto a te.»
«Be’, posso francamente ribadire la stessa cosa per te.»
«Grazie. Vorrei solo poterti amare come meriti.»
Lui le baciò dolcemente la mano. «L’importante è averti vicina, amore, poi con il tempo sarà il tuo cuore a esprimere liberamente quello che senti per me. I sentimenti non vengono a comando e…»
«Andrea!» lo interruppe subito lei. «Io intendevo dire che anche se non mi sembra mai abbastanza ti amo più di quanto avessi immaginato quando perseveravo a sfuggirti, non lo avevi ancora capito?»
Lui ammutolì per alcuni minuti. Infine scoppiò a ridere. «E non te lo avevo forse detto che sarebbe andata a finire così, Keezheekoni?»
«Sì, me lo avevi detto e avrei dovuto crederti sulla parola, Ho’ Nene, mayun. Tu sei uno che difficilmente sbaglia in certe cose.»
«Te ne sei ricordata? Alludo al mio nome pellerossa.»
«Naturalmente.»
«Lisa, nessuna è capace di sorprendermi tanto quanto ci riesci tu! Se ti fa piacere potremmo avventurarci in un viaggio che nulla ha a che fare con gli itinerari turistici presi d’assalto dalla gente che si accontenta di una villeggiatura mondana tra ombrelloni e chiasso da spiaggia.»
«Che cosa avresti in mente?»
«Di condurti a conoscere i miei amici Cheyenne. Ti andrebbe?»
«A occhi chiusi.»
«Allora mi organizzo.»
Lei gli accoccolò contro. «Andrea…»
«Dimmi.»
«Ti ho dato filo da torcere, eh?»
«Come negarlo, ma ne è valsa la pena, te lo assicuro.»
«Col senno di poi riconosco di essere stata una stupida.»
«Sì? Allora dimostrami in che modo sai farti perdonare.»
Lisa gli circondò la nuca con le braccia e si limitò a offrirgli le labbra.