La torta si dimostrò buonissima. Carol ne mangiò tre grosse fette e dopo cena, quando si gettarono sul divano per terminare la serata con una maratona dell’ultima stagione di The Witcher - solo il fisicaccio di Henry Cavill valeva guardare quella serie - aveva un’espressione felice come Amelia non le vedeva da giorni.
«Dove l’hai comprata?»
«In una nuova pasticceria non lontana da Covent Garden.»
«Nuova nel senso che l’hanno aperta da poco?»
«Non lo so» ammise Amelia. «Non c’ero mai stata.»
«Beh, dovresti tornarci. Questa Foresta Nera era strepitosa... dici che hanno un sacco di dolci austriaci e tedeschi?»
Lei annuì. «Il commesso ha un accento straniero, deve venire dalla Germania. Dovresti vederlo. È alto e biondissimo, e con il fisico scolpito da...». Si interruppe quando si accorse che l’amica la scrutava con una mano sotto al mento, un sorrisetto dipinto in faccia.
«Ti piace. E parecchio» sancì Carol con aria saputa.
Amelia si sentì avvampare e l’amica parve interpretarlo come una conferma.
«Dai, non scherzare!»
«Non scherzo. È la prima volta che ti sento parlare così di un uomo. Di solito sei molto fredda e misurata con l’altro sesso.»
«Mi stai dando della frigida?»
«Sto solo dicendo che non c’è niente di male se quel bel pasticciere ti è rimasto nel cuore.»
«Adesso non farti strane idee» borbottò Amelia giocherellando con una ciocca di capelli. «Non so neanche come si chiama.»
«Una buona ragione per tornare a chiederglielo» ridacchiò Carol. «Andiamo, gli uomini non possono essere tutti degli stronzi come Troy. Statisticamente, qualcuno con un po’ di sale in zucca, oltre che figaccione, dovrà pur esistere.»
«Non eri tu che dicevi che gli uomini belli sono tutti idioti?»
«Quasi tutti» la corresse Carol. «È statistica.»
Amelia alzò gli occhi al soffitto.
L’amica si occupava di analisi e marketing presso una grossa azienda governativa, e a volte sembrava gestire la vita reale nello stesso modo. Eppure, nonostante si gloriasse di avere un approccio razionale sulla scelta del partner, al momento aveva collezionato parecchie delusioni amorose, come essere tradita dal suo ultimo ex fidanzato, Troy. Come facesse a incappare sempre nei tipi sbagliati era un mistero per Amelia. Carol era carina, anzi, era proprio una biondina sexy con il fisico da modella.
Sapeva di non essere altrettanto bella, con il volto dalla carnagione chiara spruzzata di efelidi e i ricci rossi che denotavano le sue origini scozzesi. Ergo, non aveva alcuna possibilità - statistica e non - con il commesso della pasticceria.
«Allora» domandò Carol, accoccolandosi meglio sul divano e portando le ginocchia al petto, «quando lo rivedrai?»
Amelia sospirò. «Probabilmente mai. Sai che sono parecchio impegnata con il lavoro.»
«Quante volte ti ho detto che dovresti cambiarlo?»
«Troppe.»
«Allora è inutile che mi ripeta.» Carol sbadigliò. «Sul serio, Amy, non dico mica che devi sposarlo. Ma ogni tanto una buona scopata fa bene, anche senza impegno.» Scoppiò a ridere di fronte alla sua espressione scandalizzata. «Ah, lo so, tu sei un’inguaribile romantica. Comunque scommetto che la prossima volta che andrai a comprare un dolce ti chiederà di uscire.»
Lei scosse la testa, caparbia. «Ti ho detto che non ho intenzione di tornarci.»