Spesso e volentieri chi scrive ha già in mente la cover e le immagini interne del romance dei sogni, o la mappa da inserire a corredo del proprio fantasy, ma non ha fatto i conti con l’intervento di un terzo professionista: il grafico. Ebbene, non bisogna mai fare l’errore di commissionare una cover, riceverla e amarla, pensando “è il mio tesssoro”, stile Gollum.
Pagare un illustratore non significa sempre ottenere tutti i diritti di utilizzo, ovvero non significa che l’accordo stipulato (a volte non scritto, c’è solo uno scambio di email) sia sempre chiaro e completo.
In altre parole, nel diritto d'autore, e qui richiamo la solita Legge n. 633/194, pagare per un'opera non equivale a detenerne tutti i diritti di sfruttamento in automatico.
Primo principio: il compenso non è un trasferimento automatico di diritti.
Come già visto, quando si commissiona un’opera, l’autore può cedere o licenziare i diritti patrimoniali, ma detiene sempre i diritti morali, che sono irrinunciabili e inalienabili.
Non solo. I diritti patrimoniali non si trasferiscono per il solo fatto del pagamento, ma solo per mezzo di un accordo esplicito. Se l’accordo manca, l'illustratore resta titolare anche dei diritti di sfruttamento, mentre il cliente/scrittore ottiene una licenza implicita per l'uso pattuito al momento della commissione.
Secondo principio: i diritti di sfruttamento si possono (anzi, si devono!) concordare.
L’errore più comune, in questo caso, è dimenticarsi di farlo (ma aggiungo che, a volte, è il grafico stesso che non sollecita il cliente a farlo…) oppure di non prendere in considerazione dei diritti che saranno più rilevanti dopo qualche anno. Facciamo qualche esempio.
- Commissiono la cover del libro, ma non specifico edizioni e formati. Potrebbe accadere che quando vado a pubblicare il mio libro in cartaceo, il grafico chieda un compenso a parte rispetto all’edizione ebook.
- Commissiono la cover del libro e poi la uso, senza aver concordato nulla, per realizzare post e banner promozionali; oppure la riproduco su t-shirt e tazze in vista di una fiera. In linea teorica, il grafico potrebbe obiettare che ha autorizzato l’uso per scopi/supporti letterari, non per il merchandising o la pubblicità. A volte, è il grafico stesso che realizza e vende il banner con un costo extra.
- Mi dimentico delle edizioni future: dopo qualche anno, voglio realizzare ristampe, edizioni speciali o pubblicare all’estero. In linea teorica, il grafico potrebbe aver ceduto i diritti per un periodo limitato di tempo (quindi a scadenza) oppure solo per un territorio preciso. Tutto ciò che non è compreso nell’accordo è rimasto a lui.
- Dopo l’uscita in self, il mio libro scala le classifiche e vengo notata da una casa editrice che considera la cover originale un valore aggiunto e riconoscibile del romanzo. Se non ho negoziato col grafico il diritto di cessione a terzi, non è automatico poter uscire con la stessa cover in libreria.
- Commissiono una mappa per il primo volume di una saga. Non è scontato che io possa riprodurla nei volumi successivi della stessa serie: se il contratto ha ad oggetto solo "il romanzo" (magari identificato con il titolo), una mappa nel sequel potrebbe richiedere un nuovo accordo.
- Dopo qualche anno valuto un restyling della cover, voglio cambiare il colore o magari ritagliare l’immagine: posso? In realtà, se non è stato pattuito, l'autore dell'illustrazione potrebbe aver conservare il controllo sugli usi non esplicitati, ma anche su opere derivate e adattamenti dell’opera (a meno che il cliente non sia in grado di dimostrare di aver fornito il bozzetto iniziale, l’immagine già disegnata, una foto personale che è stata solo ritoccata).
- Posso impedire all’artista/grafico di usare l’immagine per promuovere sé stesso (magari nel suo sito)? Lo posso fare, ma dovrei negoziarlo nell’accordo. Così come dovrei negoziare, le licenze esclusive sull’immagine.
Tutto si è complicato, in aggiunta, con l’arrivo della famigerata intelligenza artificiale.
Alcuni illustratori utilizzano strumenti di IA generativa per farsi aiutare nel processo creativo e non ci sono ancora regole uniformi. Ad esempio, in Italia, ma anche in molti paesi, un'opera generata interamente da un sistema IA, e senza apporto creativo umano determinante (anche se il carattere determinante è uno dei punti su cui si discute di più), non è, allo stato, tutelabile come opera d'autore. Perciò, i diritti ceduti da un grafico che abbia disegnato con Canva, senza aggiungere nulla, potrebbero essere contestati in futuro.
Oppure molti strumenti di IA impongono restrizioni sull'uso commerciale delle immagini prodotte: ci si dovrebbe chiedere a quale tipo di licenze risulti soggetto il grafico (che, in linea teorica, dovrebbe farsi pagare avendo utilizzato immagini che ha comunque prodotto/acquistato o che poteva, a monte, utilizzare).
Regola d’oro: farsi sempre consegnare crediti/attribuzioni, nome della piattaforma utilizzata/tipo di licenza, nome font e crediti sul font, se ci sono. Senza contare che resta buona prassi inserire nel contratto una clausola che attesti se, e in che misura, un’immagine è stata prodotta con l'ausilio di IA.
Riassumiamo su cosa fare attenzione in un accordo con un grafico (ma vale anche per un grafico che non voglia litigare con l’autore-cliente):
- Uso commerciale: precisare esattamente formati, per quali prodotti e mercati.
- Esclusiva: decidere se vietare di rivendere la stessa immagine ad altri. Ovviamente, parliamo di un’immagine disegnata appositamente, non di una foto trovata dal grafico in un database e i cui diritti esclusivi non gli appartengono.
- Modifiche future: inserire la possibilità per l’autore di adattare, ritagliare, colorare diversamente l'opera, da solo o tramite altri grafici.
- Attribuzione: decidere da subito se il grafico vuole essere citato e come.
- Durata: decidere se i diritti ceduti sono a tempo determinato o indeterminato.
- Sublicenza: riservarsi il diritto di poter cedere i diritti al futuro editore.
- Progetto cover: se l’intera cover deriva da un vostro progetto originario o di un altro grafico, e volete tutelarvi contro il secondo grafico che si è limitato a “disegnarla”, magari inserendo semplici prompt in un sistema IA, dovete pensarci prima: tenete traccia delle email e degli allegati inviati, registrate con data certa il materiale originale. La priorità di creazione avrà valore in caso di discussione sull’effettiva paternità dell’opera (se dimostro di essere coautore, potrei trovarmi a litigare solo sul 50% dei diritti).
A tale proposito, riflettiamo anche se farci dire dal grafico se tiene traccia e fa un deposito registrato di ogni proposta di cover che poi fa pagare, ad esempio quando il prezzo include un numero massimo di proposte. Questo serve a capire l’affidabilità del professionista: potrebbe semplicemente rivendere come nuovi i progetti rifiutati dal cliente precedente (“ho letto la tua trama e mi è subito scattata la scintilla dell’ispirazione”), oppure vendere come “customizzate” (“ci ho lavorato notti intere solo pensando a te”) delle cover pre-made che aveva in memoria da anni.
*Nota: questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale. Eventuali esempi riportati sono frutto di fantasia e non si riferiscono a soggetti o casi reali.
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