Scritto il 04/08/2026
da JULIA A. CARTER


⏱ ~4 min · 778 parole

TOUCHDOWN

Nella mia giovane vita ne ho passate tante e sono stato etichettato in svariati modi. Alcuni anche dispregiativi.

In questo preciso istante, con la ragazza dei miei sogni tra le braccia, mi sento un uomo nuovo. Una persona diversa, che ha resettato tutti i suoi errori ed è pronto a scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

È come se avessi trovato il mio baricentro, il punto perfetto per restare a galla, per vivere appieno tutti i miei sogni.

Quando mamma era ancora in vita, aveva convinto papà a viaggiare tanto, a passare insieme più tempo possibile e io ero il bambino più felice del pianeta. Ho tanti bei ricordi e consideravo quei viaggi come “il mio momento preferito” nella vita.

Adesso, in questa limousine, con Zoe al mio fianco, sento che è tutto perfetto, che questo è il viaggio migliore che abbia mai compiuto nella mia esistenza.

Non abbiamo smesso un attimo di chiacchierare e abbiamo scoperto di avere un sacco di gusti in comune. Dal gelato al cioccolato al sushi, dai film d’azione vecchio stile come Indiana Jones alla musica rock, senza disdegnare qualche commedia romantica iconica. La cosa più che mi ha fatto battere il cuore è realizzare che condividiamo lo stesso amore per l'arte. Le ho confessato la mia passione per la pittura tramandata da mia madre e lei il suo sogno di diventare direttore di un grande museo.

Ha smesso perfino di mettere distanza tra noi e, dopo il nostro bacio prima di partire, non si è più mossa dalle mie braccia. Il suo profumo è diventato il mio preferito in pochissimo tempo e la morbidezza della sua pelle mi culla come se stessi vivendo su una nuvola.

Se rifletto sui miei pensieri mi viene da ridere e mi prenderei per il culo da solo. Da quando ho questa vena melensa e romantica? Davvero l’amore fa questo effetto?

Mi volto verso Zoe e i suoi occhi mi imprigionano a lei. Lucidi, brillanti e profondi. Ammalianti e bellissimi.

«Ci stai ripensando forse?» chiede all’improvviso cambiando appena espressione. La sua domanda mi coglie alla sprovvista come uno schiaffo improvviso e capisco che ha ancora dei timori. Forse ha voluto cogliere l’attimo, magari sopraffatta dalla mia insistenza e adesso ha paura di soffrire e di aver mal riposto la sua fiducia? La stringo più forte a me e le bacio la fronte.

«Mai, Zoe. Non sono mai stato più felice di così e questa cosa mi destabilizza. Ho capito che non ero preparato a tutto questo, a come tu mi fai sentire, e stavo cercando di convincermi che non è un sogno. Che sei davvero qui, credi in me e in noi e io dovrò impegnarmi al massimo per non deluderti.» La bacio di nuovo e il suo sorriso, che si apre solo per me, riporta la pace nel tumulto che sta avvenendo nel mio cuore.

«Dovrai sgobbare parecchio, posso garantirtelo. Sono una ragazza molto esigente.» Mi guarda di traverso e io scoppio a ridere.

Se i sogni sono desideri, direi che il mio si è appena avverato.

 

 





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