Galline della dea dell'amore, mogli che amano le cipolle e test della vista: cosa c’è di più romantico?
Bentornati a Seconda Stella a Destra. Sono Nora June Peebles: fisica teorica, autrice, caffè-dipendente e romantica senza speranza e sono host del podcast CosmoLogica - Storie di Scienza, che trovate anche su RomanceApp.
Nei primi due articoli di Seconda Stella a Destra, abbiamo parlato di alcune costellazioni famosissime: Cassiopea, Cefeo, Andromeda e Perseo e abbiamo parlato di due storie legate tra loro, ma con esiti opposti: funesta per Cassiopea, a lieto fine per Andromeda.
Oggi voglio raccontarvi di sette bellissime stelle note come le sette sorelle, o Pleiadi, un’immancabile voce della guida astronomica per innamorati.
Partiamo con una nota tecnica: mentre Andromeda non è una costellazione nota in tutte le culture (in Cina le sue componenti fanno parte di quattro costellazioni diverse), i miti e le leggende associate alle Pleiadi ci portano in un giro intorno al mondo. Questo perché sono stelle realmente vicine tra loro (a differenza delle stelle che compongono le costellazioni). Non solo: le sette sorelle, non sono veramente sette ma molte di più. A occhio nudo se ne vedono, però, sei o sette. Inoltre, sono visibili nel cielo invernale nell'emisfero boreale, e nel cielo australe nel cielo estivo.
La prima tappa del nostro viaggio intorno al mondo ci porta in Grecia.
In Grecia, le Pleiadi erano identificate con i nomi di sette sorelle: Alcione, Celeno, Elettra, Maia, Merope, Sterope (o Asterope) e Taigete. Ci sono vari miti che le coinvolgono e ve ne racconto tre. Ne ho trovate moltissime versioni, per cui non garantisco che siano esattamente come li conoscete voi. Il primo mito racconta come le sette sorelle, vergini tanto per cambiare, vennero insediate dal cacciatore Orione e inseguite per sette anni, e di come Zeus per pietà le trasformò prima in colombe e poi in stelle. Tuttora vengono inseguite da Orione, una costellazione che sembra, in effetti, seguirle nel cielo.
In un’altra versione del mito, le Pleiadi non erano fanciulle vergini. Figlie del titano Atlante e della ninfa oceanina Pleione, sei delle sette sorelle ebbero figli con delle divinità dell'Olimpo (tre ebbero figli con Zeus, due con Poseidone e una con Ares). La settima e più giovane sorella, Merope, invece sposò un mortale, Sisifo, e andò a vivere con lui sull'isola di Chio. Per questa ragione nel cielo è difficile scorgere la settima stella, anche nota come “sorella perduta”. Si racconta che abbia seguito suo marito nell'Ade o che si nasconda, in preda alla vergogna di aver sposato un uomo così abietto. Sisifo, infatti, è presentato nei miti greci come un uomo astuto e immorale che imprigionò Thanatos, il dio della morte, per cercare di evitare di morire. Oltre a lui, però, non riusciva più a morire nessuno, né i guerrieri in battaglia, né gli anziani. Infuriati, gli dei lo catturarono e trascinarono nel Tartaro. Una volta morto, però, Sisifo cercò comunque di ingannare Ade per poter tornare sulla Terra. Stufi delle sue astuzie, gli dei lo condannarono così a dover spingere, nudo, un masso fino alla sommità di un monte ripido, solo per vederlo precipitare a valle una volta giunto in cima. Il suo tormento era costante ed eterno, a rammentare a lui e agli uomini che non si possono ingannare gli dei.
La settima stella è così difficile da vedere a occhio nudo che greci, nativi americani e aborigeni australiani (tra gli altri) usavano il numero di Pleiadi osservate come test della vista.
Secondo un altro mito, le Pleiadi erano le sette figlie di una regina delle Amazzoni e sono le inventrici delle feste notturne e delle danze rituali.
In tutte le versioni del mito, però, si compie il loro destino: quello di diventare stelle.
Ecco una curiosità mitologica: le Pleiadi non erano solo sette, ma avevano molte altre sorelle, tra cui la ninfa Calipso di cui si narra nell'Odissea. Probabilmente ve lo ricordate già, ma ve lo dico lo stesso: Calipso era una ninfa che viveva sull'isola di Ogigia, sulla quale naufragò Odisseo di ritorno da Troia. Invaghitasi di lui, lo trattenne sulla sua isola per sette anni, finché la dea protettrice di Odisseo, Atena, mossa a pietà, andò a intercedere per lui da Zeus e ottenne il suo rilascio. Da Ogigia, Odisseo ripartì su una zattera alla volta di Itaca.
Dopo questo breve excursus, torniamo, però, alle Pleiadi. La prossima tappa del nostro viaggio ci porta nel profondo nord. Infatti, adesso voliamo tra i Vichinghi, che, per qualche strana ragione, non vedevano nelle Pleiadi delle fanciulle. Ci vedevano, invece, le galline di Freyja (vai a capirli), tant'è che in molte antiche lingue europee le Pleiadi venivano chiamate “galline”. Non potevo non nominare questo mito. Cosa c’è di più romantico che indicare alla tua amata un gruppo di stelle luminose e dirle: “Guarda, cara, quelle sono le galline della dea norrena dell'amore”?
Poche immagini sono più d’effetto. So che me ne sarete grati.
Un esempio tra virgolette “recente” lo troviamo in una poesia di Pascoli, Il gelsomino notturno, che abbiamo tutti dovuto studiare a scuola.
“La Chioccetta per l'aia azzurra / va col suo pigolio di stelle.”
Trovo che questa sia un'immagine molto commovente, quella di una chioccia con i suoi pulcini che attraversa il cielo. Forse non è romantica, ma è molto tenera.
Prossima fermata: Australia.
Ci sono un’infinità di leggende e miti tra le varie popolazioni aborigene, molte delle quali raccontano di un cacciatore che insegue un gruppo di sorelle, proprio come per i Greci con Orione e le Pleiadi. Una che trovo molto suggestiva narra di sette sorelle che possedevano il segreto del fuoco. Questo segreto venne loro rubato da un corvo che lo portò sulla Terra e ne fece dono all’umanità. Mi ricorda molto il mito greco di Prometeo e del fuoco. Non è incredibile pensare che due popoli alle estremità opposte del mondo fossero giunti a una spiegazione simile dei fenomeni naturali? La scoperta del fuoco è così portentosa ed essenziale per la sopravvivenza degli esseri umani che entrambe queste popolazioni hanno concluso che il fuoco dovesse avere un'origine divina e che l’uso per mano dell'uomo dovesse per forza essere conseguenza di un furto.
Eccoci giunti alla penultima tappa del nostro viaggio: il Giappone.
In giapponese, le Pleiadi sono note come Subaru, nome che significa ammasso (credo), e non è un caso se nel logo della casa automobilistica omonima compaiono sei stelle. Il telescopio giapponese nelle Hawaii, Subaru, si chiama così per la stessa ragione.
La nostra ultima tappa ci porta nelle Americhe. Il calendario degli Aztechi era centrato sulle Pleiadi e le popolazioni andine le chiamavano “magazzino” perché apparivano nel cielo in concomitanza con il periodo del raccolto.
Anche le popolazioni dei nativi nordamericani avevano moltissime leggende, nella maggior parte delle quali si parlava di sei o sette bambini. Anche nel loro caso, era molto comune usare il numero di Pleiadi che una persona riusciva a osservare come test della vista.
Ora vi racconto la più divertente tra le storie nordamericane relative alle Pleiadi: nella tribù dei Mono, nella Sierra Nevada, le stelle sono descritte come sei mogli che amavano le cipolle più dei propri mariti e che, per questo, divennero stelle. Non fate domande, perché non ho risposte.
Nel prossimo articolo parleremo degli aspetti più propriamente astronomici che riguardano le Pleiadi.
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