Le beghine erano donne medievali che vivevano in comunità religiose laiche chiamate beghinaggi, senza fare voti monastici permanenti. Si dedicavano alla preghiera, al lavoro manuale e all’assistenza dei poveri, mantenendo un certo grado di indipendenza dal clero. Il movimento ebbe origine nel XIII secolo nei Paesi Bassi e si diffuse in Europa. Seppure con uno stile di vita austero e devoto, le beghine furono criticate e osteggiate dalla Chiesa, che le accusava di eresia e di non sottostare alle regole ecclesiastiche (libere e fuori dagli schemi di quel tempo, chissà quanto livore suscitavano).
Nello scorrere degli anni, anche per le pressioni della controriforma e del cambiamento sociale, i beghinaggi declinarono, ma le beghine lasciarono un’importante eredità non solo nella spiritualità laica, ma anche dell’autonomia femminile. Hanno rappresentato una forma di indipendenza anche rispetto al tradizionale ruolo di moglie. Pur vivendo in comunità religiose, non erano vincolate al matrimonio o alla vita familiare, la castità che adottavano era una scelta piuttosto che una costrizione imposta. A differenza delle altre donne della loro epoca, che erano soprattutto vedove o costrette a sposarsi per ragioni economiche o sociali, le beghine rifiutavano la sottomissione alle strutture patriarcali tipiche del matrimonio medievale. Questo le rendeva particolarmente autonome, poiché potevano scegliere liberamente di vivere da sole, senza essere dipendenti da un marito o da una figura maschile. L'autonomia economica (spesso legata a mestieri artigianali, educazione o assistenza sociale) e la possibilità di decidere del proprio destino religioso e sociale, costituivano una sorta di “alternativa” alla tradizionale vita coniugale, consentendo loro di poter godere di un'emancipazione che non era comune per le donne di allora.
Il Magazine RomanceApp è un blog editoriale, non una testata giornalistica registrata (L. 47/1948). I contenuti sono opinioni editoriali ai sensi dell'art. 21 Cost. — T&C Art. 2-bis