Divorzio all'inglese

Mariangela Camocardi


Mi verrebbe da dire che "divorzio all'inglese" calza a pennello guardando il dipinto di William Frederick Yeames: rappresenta la tragica morte della giovane Amy Robsart, prima moglie di Robert Dudley, favorito di Elisabetta I, la regina vergine (e probabilmente non lo era affatto). Una fine ammantata di mistero, di intrighi di corte ma, soprattutto, caratterizzata dal sospetto di uxoricidio. In effetti non furono pochi i dubbi che conversero su Robert relativi al trapasso della consorte. Dubbi che restarono senza risposta ma che comunque compromisero il suo rapporto con Elizabeth, che, come sappiamo, non si sposò mai. 

Amy fu rinvenuta ai piedi di una scala nel 1560. Le testimonianze dell'epoca e le congetture sul probabile atto criminoso di Dudley, comprese quelle nel romanzo "Kenilworth" di Sir Walter Scott, inducono a pensare che il nobile, ambizioso e arrivista, volesse sbarazzarsi di Amy per essere libero di sposare la sovrana di Inghilterra. Il quadro riesce a trasmettere il pathos del momento in cui il corpo privo di vita della donna viene rinvenuto esanime in fondo alla scalinata. Yeames usa con maestria luci e ombre per descrivere la scena: il mantello disposto quasi romanticamente, l'espressione di orrore sul volto del servo, che stride con la calma calcolata di Forster, servo di Dudley, al suo fianco nel quadro. Tuttavia diverse persone potevano essere sospettate al riguardo, oltre a Dudley: Elizabeth Tudor stessa, o un cortigiano amico di Robert che mirava a compiacerlo, con l'obiettivo di vedere un matrimonio tra questi e la regina. Non fu possibile escludere l'incidente poiché si dice che Amy avesse un tumore al seno, di conseguenza il decesso poteva essere dipeso da una cavità vuota tra le ossa del collo, le quali non avrebbero resistito all'impatto, se la testa avesse picchiato contro il muro o il bordo degli scalini. Per ironia della sorte la dipartita di Amy mise fine a ogni ambizione Dudley perseguisse. Elizabeth, molto attenta all'opinione pubblica e poco persuasa di volere davvero un matrimonio con il figlio di John Dudley, condannato per tradimento, non diede mai modo di credere di essere realmente intenzionata a fare del favorito il proprio reale consorte.

Nel 1563 Elizabeth suggerì Dudley come secondo marito della vedova Maria Stuarda, regina di Scozia, sperando così di poter neutralizzare la cugina facendole sposare un protestante. I documenti di Stato riportano che lei avesse proposto questo matrimonio quale ricompensa a Dudley per i suoi servizi alla corona. Maria, oltraggiata dall'idea di accettare come marito il maniscalco di Elizabeth (era stato nominato Maestro di stalla) e anche per il fatto che si diceva fosse il suo amante, lo rifiutò. L'anno seguente la regina gli concesse la contea di Leicester, rendendolo così il suo protetto ufficiale per la vita.



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