Tra lavanda e bergamotto

Theresa Melville


🍯 Profumo deriva dal latino per fumum (attraverso il fumo); si riferisce alle resine e ai legni che venivano bruciati nell'Antico Egitto e in Mesopotamia per onorare gli dei. In quelle civiltà, l’elemento olfattivo era sacro, parte integrante dei rituali di preghiera. Nell’antichità greca e romana, si cominciò a profumare il corpo con macerati oleosi ottenuti mescolando olii e grassi animali ai fiori e alle erbe aromatiche.

🕌 All’Oriente si devono le due grandi innovazioni dell’arte della profumeria: il processo della distillazione e l’invenzione dell’alambicco. Nel VIII secolo, i chimici arabi impararono a estrarre l’essenza dai fiori e gettarono le basi di un’autentica rivoluzione olfattiva: la creazione di profumi a base alcolica.

La prima preparazione alcolica con essenze profumate della storia occidentale fu composta nel 1370 da un chimico ungherese per la Regina Elisabetta di Boemia, moglie di Carlo I di Ungheria. Il profumo a base di rosmarino, timo e lavanda, noto come Acqua d’Ungheria, veniva frizionato sul corpo e si poteva bere.

🏰 Durante il Rinascimento, l’arte della profumeria prosperò in Italia e in Francia. Caterina de’ Medici, andata in sposa nel 1533 a Enrico d'Orléans futuro Re di Francia, si trasferì a Parigi portando da Firenze il suo profumiere di fiducia, Renato Bianco, alias René Le Florentin. Il contributo di Le Florentin fu fondamentale per lo sviluppo della grande tradizione della profumeria francese.

Nel Seicento e nel Settecento dominarono le essenze cariche e speziate come lo zibetto e l’ambra grigia, utili a mascherare gli odori corporei dovuti alla scarsa igiene. Nel primo Ottocento ci fu un drastico cambiamento di tendenza: si affermarono le fragranze fresche, discrete e agrumate.

🪭 In epoca Regency spopolava l’Acqua di Colonia, creata a Colonia nel 1709 da Johann Maria Farina. Gli ingredienti principali erano gli agrumi (bergamotto, cedro, pompelmo) combinati con essenze floreali leggere come la violetta e la zagara, e con le note aromatiche della lavanda e del rosmarino. Napoleone consumava circa un litro e mezzo al giorno di Acqua di Colonia; la usava in maniera ossessiva per lavarsi e massaggiare il corpo; teneva piccole boccette in tasche cucite dentro gli stivali per berne qualche sorso prima delle battaglie; ci profumava perfino il suo cavallo.

🎩 Il Principe Reggente e Lord Brummell, che adoravano l’Acqua di Colonia e l’Acqua di Lavanda, si rifornivano da Floris.

Juan Famenias Floris, spagnolo di Minorca, aprì nel 1730 la sua bottega di barbiere in Jermyn Street, nel quartiere di St. James. Il successo raggiunto grazie al favore del Reggente portò i suoi discendenti a trasformare la bottega di barbiere in un negozio di profumi, dotato di laboratorio per essenze. Nel 1820, il nuovo Giorgio IV conferì a Floris il primo mandato reale come “Pettinaio e Profumiere Regio” nominando il negozio fornitore ufficiale di corte. L’attività iniziata da Juan Floris ha ottenuto 16 mandati reali. Oggi è gestita dai discendenti del profumiere di ottava generazione.



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