Recensione di mamma Pitti Duchamp. Fiamma ha provato a leggerlo, ma ancora stenta a credere che sia tutto vero.
Il velo di Lucrezia di Carla Maria Russo - Edizioni Neri Pozza, 20 maggio 2025
💜 Trama
Firenze, 1464. La tela è avvolta in un panno candido fermato da una cordicella, la mano che la regge è malferma per l’emozione. Il momento che Filippo Lippi ha atteso e temuto è ormai giunto: il suo protettore Cosimo de’ Medici sta per vedere l’unica opera davvero perfetta che sia riuscito a creare nel corso della sua lunga carriera, l’unica da cui non vorrebbe mai separarsi. Custodite in quel quadro non ci sono solo la dedizione, le mani dure di fatica, l’incessante lotta contro l’imperfezione. C’è l’amore per Lucrezia, un amore scandaloso per tutti, per lui purissimo. C’è il patto fra loro, il dono reciproco: la bellezza in cambio della libertà. Orfano nato “diladdarno”, Filippo è cresciuto libero di sperimentare la vita e il talento. Sventato, donnaiolo esuberante, sciaguratamente poverissimo, per sfuggire alla miseria ha preso i voti incontrando proprio in monastero il suo destino: un abate illuminato che lo ha mandato a bottega da un noto pittore. Figlia di un tintore, Lucrezia è una ragazza del popolo che dietro al volto di madonna nasconde un cuore appassionato, un desiderio ribelle di esistere, di essere vista, di accendere la quiete intorno a sé, un’ambizione divorante che le mura del convento in cui vive non riescono a contenere. L’amore tra la giovane e l’affermato artista, proibito in Cielo e in Terra, folgora le esistenze di entrambi e si eterna in un’opera che ancora oggi desta meraviglia. Con "Il velo di Lucrezia", Carla Maria Russo dà ancora una volta voce a una palpitante vicenda privata di ossessione che si fa universale, ci interroga sui modi in cui si nasce alla vita, sulla forza distruttiva delle passioni, sul potere diabolico eppure salvifico della bellezza. Non saprebbe dire quanto a lungo si attarda nella contemplazione di quel volto. Non saprebbe dirlo perché è già completamente stregato da quello che vede e risucchiato nel processo della creazione. La perfetta bellezza. Eccola, davanti ai suoi occhi. L’ha rincorsa invano per anni e l’ha trovata all’improvviso, quando ormai aveva perso la speranza. Nel luogo in cui mai e poi mai avrebbe immaginato di incontrarla.
Mamma: Ti va di andare a una presentazione?
Fiamma ha le cuffie, ci vive in simbiosi. Sembrano apparecchi per l’udito più che cuffie.
Fiamma: ok. Di quale libro?
Mamma: Quando ti parlo puoi levarti le cuffie? Cosa ascolti?
Nulla, la curiosità è più forte dell’irritazione.
Fiamma: Sportromance. E non cominciare a dirmi che sono troppo spinti. Salto le scene hot.
Seeeee come no. E io sono Puffetta!
M: Va beh, comunque, ci andiamo?
F: Se è uno storico vacci da sola.
È uno storico, accidenti!
M: guarda che la storia può essere molto, molto ma tantissimo più incredibile dei romanzi che leggi. E anche molto più spinta, se per questo.
L’Adolescente mi guarda incredula e supponente. Si può eliminare questa modalità da quelle programmate sugli adolescenti?
M: Guarda in un gergo moderno si potrebbe definire questo libro un forbidden love. Roba forte eh?
Fiamma si toglie le cuffie. Ripeto, perché è un evento: si toglie le cuffie.
F: Racconta. Ma veloce.
Oddeo… ha detto veloce… non ha detto dammi tutti i dettaglia. Ha detto veloce! Ma come si può?
M: soprassediamo sulla velocità. Dunque, la storia è questa. Siamo a Firenze
F: ma perché sempre a Firenze? Ma io ci vivo a Firenze, vorrei leggere di un altro posto!
M: tutto è nato a Firenze, gli altri posti sono noia. Continuo o preferisci le cuffie?
Silenzio assenso.
M: Filippo è un bambino sfortunato e ribelle. La sua mamma muore dandolo alla luce, suo babbo muore quando lui è piccolo e cresce sotto la scarsa sorveglianza di una zia molto burbera che lo ama senza dimostrarglielo
F: Una gioia insomma. Allegria!
M: vado avanti, ascoltami. Filippo scopre presto l’amore, quello delle ragazzine e delle ragazze. È attratto e affascinato dalle prostitute d’Oltrarno e comincia a disegnare i loro corpi sulle pareti della sua stanza da letto, di nascosto, con il carbone. Ma la zia si ammala e prima di non essere più in grado di occuparsi di lui, lo affida a un convento. Adesso pensa tu, Filippo del tutto incapace di seguire le regole, costretto alla rigidità del convento. Da morire! E invece un abate che ne nota il talento, lo manda a bottega e ne fa un pittore sopraffino. La cosa bella del libro sono i cammei di tutti gli artisti rinascimentali che frequentano la corte di Lorenzo il Magnifico e diventano tutti personaggi secondari della storia di Filippo. Della sua formazione.
F: Quando arriva la parte interessante?
Sta in silenzio quando parlo, è già la parte interessante e anche se deve fare la sostenuta, la Storia di Filippo Lippi narrata da Carla Maria Russo è magnifica anche solo raccontata.
M: Insomma, capita che Filippo diventa un artista di opere sacre. In più è un frate, anche se non si comporta per nulla da santo. Ma il suo obiettivo, ciò per cui vive e studia e dipinge, è la creazione della sua opera perfetta. Di un’opera di cui lui stesso sia innamorato, follemente. E che non ha alcuna idea di come possa essere. La sua ricerca è spasmodica e frustrante, non c’è soggetto che possa avvicinarsi alla perfezione che ha in mente. Eppure un giorno, mentre sta cercando tra le suore più giovani di un convento la modella per una pala da altare, incontra Lucrezia. Bella che più di così sarebbe impossibile da immaginare. Con lunghi capelli biondi e i tratti delicati di un angelo. Frate Filippo Lippi si innamora di suor Lucrezia e, dopo averla rapita, ne fa la sua concubina.
F: Nooooo! Comunque dei monaci molto seri eh…
Te lo avevo detto, la realtà storica è un romanzo molto più avvincente di qualunque storia fantasiosa.
M: Insomma, si innamorano e insieme hanno un bambino, Filippino, che anche lui ha la stessa mano dorata del padre. E indovina, Lucrezia regala a Filippo l’ispirazione per la sua opera perfetta, l’opera che lo consegnerà alla storia, di cui lui è innamorato con ogni suo palpito.
F: La Madonna?
M: Esatto!
F: Ma è il mio…
M: Sì, è il tuo quadro preferito. E se leggerai questo libro stupendo che ti farà vivere per una manciata di ore nella Firenze rinascimentale, ne conoscerai sia la storia che i dettagli scandalosi di ogni singola pennellata.
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