13_Posso usare l'intelligenza artificiale per scrivere il mio nuovo romanzo?

S.M. May (Amarilli)


Non c’è dubbio che questo sia uno dei temi caldi del momento, complice anche l’AI ACT e le sue conseguenze, nonché continue liti tra chi usa l’AI ma non lo rivela (salvo essere sgamato) e chi invece lo ostenta senza porsi particolari problemi etici.

Dunque, siamo a questo punto: hai usato ChatGPT per trovare il nome del tuo villain sexy, hai chiesto a Claude di suggerire tre possibili finali per non far apparire la tua protagonista troppo orgogliosa e arrivista quando dice sì al milionario che l’ha tradita (sei volte) prima di dare l’anello.

Lo hai fatto e adesso ti senti un po' in colpa. O spaventata dal flame dei social. O entrambe le cose.

La domanda che gira nelle community di scrittura è sempre la stessa: "È legale?"

Una risposta onesta e giuridicamente accettabile (anche se non proprio rassicurante) è: “dipende”.

Dipende dall’uso dell’intelligenza artificiale, dipende dal contributo creativo dell’autore umano, nonché dall’ordinamento in cui si lavora.

 

1. Usare l’AI come supporto tecnico

Questa è la condizione più facile da definire (salvo che non intervengano modifiche di legge o di giurisprudenza a breve!): se un autore usa un modello linguistico per fare brainstorming sui nomi dei personaggi, generare una lista di possibili conflitti narrativi, correggere un refuso o riformulare una frase che proprio non gira, questo non è diverso — dal punto di vista giuridico — dall'usare un dizionario dei sinonimi, un manuale di narratologia o chiedere consiglio a un lettore beta o a un editor professionista.

Il criterio chiave è il contributo creativo umano. Finché sono io (che scrivo anche i prompt) a selezionare, rielaborare, contestualizzare e integrare gli output dell'AI in un'opera che porta il segno della mia visione, l'opera è mia. L'AI è uno strumento, come la penna o la tastiera.

Facciamo qualche esempio pratico per dormire sonni tranquilli:

  • Generare dieci nomi di eroi e maghi fantasy e sceglierne uno;
  • Chiedere un riassunto di un capitolo da noi scritto per verificare la coerenza;
  • Produrre una bozza di scena che poi riscriveremo interamente:
  • Chiedere la revisione grammaticale e stilistica.

In tutti questi casi, l'apporto creativo determinante resta umano (sono la Regina del romanzo!) e gode della protezione del diritto d'autore.

 

2. Usare l’AI per scrivere quasi interamente il romanzo

Cosa succede se il mio contributo si è limitato a fornire il prompt iniziale e, poi, a fare un po' di taglia-e-incolla? Cosa succede se il documento word rilasciato da ChatGPT relativo al capitolo 1 contiene già l’80% di quello che sarà il capitolo 1 definitivo?

Vale il principio di prima: senza un apporto creativo umano originale e determinante, non c'è opera d'autore tutelabile.

In Italia, la Legge n. 633/1941 protegge le opere "dell'ingegno di carattere creativo", mentre l’AI non ha un ingegno umano (almeno sino al momento in cui scriviamo… le macchine si stanno evolvendo velocemente) e non ottiene diritti di paternità a livello normativo.

Negli Stati Uniti, l'US Copyright Office ha già stabilito che le opere generate interamente (o in percentuali elevate) da AI senza apporto creativo umano non sono registrabili.

 

Cosa significa in pratica?

Se il romanzo è il prodotto di una collaborazione genuina (ho scritto la struttura, sviluppato i personaggi, scelto il tipo di narratore e il tono generale, riscritto le scene, curato l'arco narrativo) usando l’AI solo come supporto, posso dichiararmi autore dell’opera e combattere per i miei diritti;  se ho fornito un prompt di dieci righe e pubblicato il risultato grezzo, Paola la furbona potrebbe (giustamente) attaccarmi, copiarmi e farla franca, e i miei diritti potrebbero essere ritenuti precari dall’ordinamento.

 

Ecco un altro argomento su cui riflettere bene. I contenuti generati presentano una serie di rischi inaspettati, per cui sarebbe il caso di pensarci su prima di chiedere all’AI di sostituirsi a noi e regalarsi un brindisi perché si sono pubblicati (grazie all’AI) sei romanzi in dodici mesi facendo mangiare la polvere alle nostre concorrenti in classifica.

I modelli linguistici sono addestrati su enormi quantità di testo e producono output che, statisticamente, assomigliano a ciò su cui hanno imparato.

Ciò provoca (sempre più spesso, anche se non ve ne siete ancora accorti):

  • somiglianze indesiderate: un modello potrebbe generare un paragrafo straordinariamente simile a un testo protetto da copyright presente nei dati di addestramento. Non è plagio intenzionale, ma il risultato potrebbe esserlo. Alcuni autori americani hanno cominciato ad eseguire verifiche antiplagio sulle sezioni generate dall'AI prima di pubblicare, e la trovo una cautela parecchio ragionevole;
  • opere derivate: se l'AI è stata addestrata su opere protette e le riproduce in modo riconoscibile, potrebbe configurarsi la creazione di un'opera derivata non autorizzata, con possibili cause legali in arrivo;
  • liceità dei dati di addestramento: non è un problema di chi usa l’AI, ma alcuni autori (mi riferisco sempre a casi esteri) hanno intentato azioni legali contro le aziende che sviluppano modelli, sostenendo che i loro libri sono stati usati per l'addestramento senza consenso e senza compenso. Ne consegue che, in un futuro non remoto, i dati usati oggi potrebbero essere dichiarati non più leciti (o magari potrebbe arrivare un ordine giudiziale alla loro rimozione dagli archivi).

Il suggerimento finale è quello di fare attenzione.

Chiaramente, se ho fatto scrivere interamente il mio romanzo all’AI, dovrei sapere da sola che mi sono automaticamente esposta a rischi e che non posso chiedere tutela per un’opera che “non è farina del mio sacco”, ma devo fare attenzione anche se faccio un uso ragionevole e ammissibile di determinati strumenti.

Ogni strumento di AI ha i propri Termini di Servizio, perciò, prima di usare qualsiasi strumento per la scrittura, dovremmo chiederci:

  • conserva i miei input? Se inserisco bozze, personaggi, trame, ecc. viene salvato? Da chi? Saranno usati per addestrare modelli futuri? Se hai scritto la trama del tuo romanzo inedito e l'hai incollata in una chatbot, sarebbe interessante e utile capire dove finisce.
  • chi mantiene i diritti sull'output? La maggior parte dei principali strumenti cede all'utente i diritti sugli output generati, nei limiti della legge applicabile. Ma conosciamo esattamente i limiti di tale cessione?

 

*Nota: questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale. Eventuali esempi riportati sono frutto di fantasia e non si riferiscono a soggetti o casi reali.



Il Magazine RomanceApp è un blog editoriale, non una testata giornalistica registrata (L. 47/1948). I contenuti sono opinioni editoriali ai sensi dell'art. 21 Cost. — T&C Art. 2-bis