⏱ ~7 min · 1369 parole
New York, 1868
Le coppie volteggiavano sul ghiaccio della pista di Central Park, leggere e veloci quasi stessero sfiorando appena il suolo. Hope le osservava sorridere felici, in quel leggiadro rincorrersi nell’aria gelida del pomeriggio. A vederle pattinare pareva semplice, tutto pareva sempre semplice visto da fuori.
«Ti va di passeggiare ancora?» Andrew le aveva cinto le spalle in un gesto affettuoso che ormai non la infastidiva nemmeno più. Aveva imparato ad accettare il contatto con lui, i suoi baci, le sue attenzioni.
Era diventata ciò da cui era sempre fuggita. La mantenuta di un uomo benestante per il quale non provava altro che gratitudine. Lui l’aveva salvata dall’oblio in cui era sprofondata dopo l’aborto, le aveva concesso un’esistenza agiata in cambio del suo corpo e lei aveva accettato.
Cosa avrebbe avuto da perdere?
Cosa era sopravvissuto della vecchia Hope e dei suoi desideri?
La vita si era presa tutto ciò che di buono aveva provato a costruire e ora quale sogno poteva rincorrere se non quello di un benessere almeno materiale? Poco importava se aveva deluso se stessa e infranto la promessa fatta a sua madre tanti anni addietro. C’era forse differenza tra lei e una qualsiasi prostituta?
Andrew aveva assunto una cameriera che si occupasse di lei e della casa, così non si sentiva più sola quando lui lasciava il suo letto per tornare dalla moglie. L’aveva anche obbligata a prendere lezioni di buone maniere da Miss Parker, perché la voleva accanto durante gli incontri d’affari, come un oggetto da esibire e del quale non doversi vergognare. Aveva così imparato come sedere a tavola nel modo giusto, quali posate usare, in quali bicchieri bere, cosa fosse opportuno dire o tacere. Stava persino prendendo lezioni di equitazione.
I pensieri volarono lontani, fino a posarsi sul muso di Bower, tra i fiocchi di neve nella prateria imbiancata. Ora avrebbe avuto il coraggio di cavalcarlo, ora aveva il coraggio per affrontare qualsiasi sfida. Ce ne voleva parecchio anche per guardarsi dentro e affrontare il vuoto dei giorni a venire, per questo riempiva le ore di cose da fare. Fermarsi avrebbe significato riflettere su questioni che ormai aveva chiuso nel cassetto dei ricordi.
Nei primi mesi lei e Rachel si erano scritte con regolarità. Dall’amica erano giunte notizie probabilmente vergate dalla mano incerta di una delle ragazze, poi le lettere si erano fatte meno frequenti e alla fine aveva preferito dire addio a un legame che non permetteva alle ferite di rimarginarsi. Per settimane aveva sperato di vedere Nick correre da lei. Sapeva dove abitava, Rachel lo aveva informato di sicuro, ma erano state speranze vane e lei una sciocca a essersi illusa.
«Vorrei andare in biblioteca, se non ti dispiace» disse, con le mani affondate nel manicotto di pelliccia. Era stato uno dei regali di Natale ricevuti dall’amante e amava sfoggiarlo così come gli abiti e i cappellini che adesso possedeva. «Miss Parker dice che dovrei leggere di più, così da migliorare il mio linguaggio.»
«Miss Parker ha fatto uno splendido lavoro con te, amore mio.» C’era ammirazione nei suoi occhi e se ne sentì fiera. «Ormai sei pronta per seguirmi nei miei viaggi, so che non mi farai sfigurare, anzi... averti accanto renderà me più interessante agli occhi dei gentiluomini che andremo a incontrare.»
«E chi mai sarebbero?»
«Gente importante, mia cara. In primavera viaggeremo spesso, Durant vuole che io svolga alcune faccende per suo conto, quindi andremo a Washington e lì ci fermeremo qualche tempo prima di raggiungere Cheyenne.»
Era chiaro che stesse studiando la sua reazione, per questo Hope celò lo sgomento dietro a un sorriso radioso. Dentro, però, sentiva il gelo avvolgere il cuore e stritolarlo nella morsa più crudele.
«Sarà un piacere accompagnarti.»
«Ne sono felice, anche se ciò mi costerà parecchio. Domani andrai dalla sarta, fatti confezionare un abito da viaggio e uno da sera, che sia sobrio ed elegante.»
«Null’altro?» Lasciò che lui la prendesse sottobraccio e lo osservò rivolgerle uno sguardo adulatore.
«Forse un paio di orecchini?»
«Vedrò di trovarne che si abbinino all’abito.» Diamine, avrebbe preteso dalla vita ogni singola consolazione.
La Clinton Hall era sulla via del ritorno, un luogo che ormai aveva imparato a frequentare sotto suggerimento di Miss Parker. Diceva che avrebbe giovato alla sua figura, ma la verità era che lei aveva trovato nei libri il rifugio perfetto in cui nascondersi. Concedevano la possibilità di vivere mille vite, visitare luoghi lontani, viaggiare con la mente e abbandonare ogni altro pensiero. Ed era ciò di cui aveva più bisogno.
«Prima ho detto che probabilmente ti porterò con me a Cheyenne» prese a dire Andrew distogliendola dalla ricerca di un titolo che accendesse la sua curiosità. «La cosa ti disturba?»
A essere precisi, le spezzava il cuore, ma doveva ponderare emozioni e parole perché sarebbe bastata una risposta sbagliata a far crollare il castello di carte sul quale aveva ricostruito la sua vita.
«Perché dovrebbe?»
«Di certo Miller sarà lì, questo è un problema per te?»
«L’amore tra noi è finito, altrimenti sarei rimasta con lui, non credi?»
«Sei partita perché non voleva vostro figlio, lo sappiamo entrambi.» Le si accostò maggiormente, per poterle sussurrare all’orecchio parole che la inchiodarono al suolo: «Come sappiamo che stai con me soltanto perché ti permetto di vivere da regina. Non sono un illuso, Hope, so bene che non mi ami quanto io amo te, ma bada a non tradirmi o ti rigetterò nella fogna dalla quale sei arrivata.»
«Perché mi parli così, Andrew?» Era davvero colpita dal modo in cui lui le si era rivolto. Possessivo e minaccioso, a mostrare di nuovo ciò che si celava dietro alla maschera gentile di uomo innamorato.
«Perché odio l’idea di perderti.»
«Nick Miller è acqua passata, non importa cosa siamo stati io e lui insieme, appartiene a un tempo che non tornerà più.»
«Allora dimmi che mi ami, Hope, perché non te l’ho mai sentito pronunciare una sola volta.»
«L’amore non è per le donne come me. Sono la tua amante, Andrew, e ti do ciò che vuoi senza mettere di mezzo sentimenti pericolosi come l’amore.» Posò la mano sul braccio con il quale lui la tratteneva. «La tua compagnia è piacevole e mi lusinga, cosa potrei chiedere di più?»
«Vorrei solo essere sicuro che tu stia pensando a me quando mi accogli nel tuo letto.» Scosse il capo con afflizione. «La mia vita può sembrarti facile ma non lo è affatto, credimi... e tu sei la sola cosa bella che mi sia capitata ultimamente. Con te dimentico ogni problema, dimentico persino la mia età, Hope. Per questo ho paura di perderti.»
«Perché la tua vita non sarebbe facile? Non ti manca nulla!»
«Sono questioni che non capiresti.»
Forse non le importava neppure di capirle, ma l’inquietudine che spesso scorgeva sul volto pensieroso di Andrew era palese.
«Sono qui per rendere migliori i tuoi giorni» affermò sorridendo. «Puoi fare di me la tua confidente se lo vorrai.»
«Tu rendi già migliori i miei giorni.» La voglia di darle un bacio era palese, ma non poteva permettersi certe effusioni in pubblico, sebbene fosse chiaro a tutti la natura del loro rapporto.
Hope sapeva cosa la gente diceva di lei, vedeva il disprezzo velato nei loro occhi, il rapido cambio di marciapiede quando incrociava una delle signore per bene del quartiere. Lo sapeva e non gliene importava, si preoccupava di poche cose ormai, quasi stesse vivendo la vita di qualcun altro. Ancora non riusciva a capacitarsi di come il destino si fosse accanito su di lei, e incassava colpi sfoggiando il miglior sorriso, rincuorandosi grazie al lusso in cui non aveva mai sperato di poter vivere.
Un tempo le era bastata una baracca per essere felice con Nick, e lui aveva distrutto tutto, anche il rispetto che provava per se stessa. Nonostante ciò, i timori di Andrew erano fondati, a ogni loro incontro lei sognava altri baci e altre carezze, lo sguardo da furfante di un uomo giovane e bello, la voce calda ad ammansire paure e dubbi, la passione che mai più avrebbe condiviso con nessun altro.
Strinse tra le mani il libro scelto sperando che la sua storia la portasse lontano, su una nave fatta di parole in un luogo dove cullare il proprio cuore.
Lascia un like o un commento, ma sii gentile, qui tutto è un dono.
i commenti sono soggetti a moderazione
Tutti i diritti riservati. I contenuti presenti su questa pagina sono di proprietà esclusiva dell'autrice/autore e non possono essere riprodotti, diffusi o copiati.