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Pranzo con burger vegano, insalata con un pizzico di sale e una passata di aceto balsamico. Acqua aromatizzata alla betulla, effetto drenante. Tivù accesa sul talk-show in cui alcune donne corteggiano un uomo seduto su un trono.
Mastico lentamente, bevo a piccoli sorsi, mentre sfoglio l’ultimo numero di Vasty Mag, ascoltando il corteggiamento.
La busta che mi ha consegnato il mio dirimpettaio: mi viene in mente mentre sto cogliendo l’ennesima lite del pubblico. Ora che ci penso, non l’ho neanche aperta. Nemmeno ricordo dove l’ho messa. Metto in bocca le ultime foglie di insalata, mi alzo da tavola e torno alla scrivania, masticando, rapida. C’è di tutto, tranne quello che cerco, eppure sono convinta di averlo appoggiato accanto alla tastiera. Rovisto, quando vedo il display dello smartphone illuminarsi.
Gelo: a quest’ora mi può chiamare soltanto una persona.
L’ex che tutte vorrebbero ma che io non voglio.
A.A.A. Urge mimetizzazione. Anche i pali della luce vanno bene.
Il display torna scuro.
Ricordo che la busta non era verde, quindi mi rassicuro sul fatto che non c’è alcuna multa da pagare. E anche se l’avessi, si tratterebbe di un errore: non sgarro mai con i limiti di velocità.
Sollevo i fogli con le schede dei miei cuori spezzati. La appoggio sulla testiera, sposto il quaderno, lo apro e lo chiudo alla vista del display che si illumina di nuovo. Segue il bip che annuncia l’arrivo di un messaggio.
Ritrovo la scheda tra quelle messe da parte e rileggo il profilo.
Cuore spezzato (da me) 003: “Davide il Casa”
Davide Casatiello, AKA “Il Casa”.
Nato a Salerno il 12 settembre 1975.
Titolo di Studio: Laurea in Economia e Commercio cum laude.
Professione: commercialista con specializzazione in consulenze legali.
Note fisiche
Altezza:1,75.
Peso: 68 kg.
Descrizione fisica: ovale squadrato, mento sfuggente con fossetta al centro, naso dritto, occhi piccoli e neri. Barba curata. Capelli neri con punte di grigio.
Corporatura: esile, muscolatura assente.
Note posturali: tutto nella norma.
Modalità di deambulazione: passi misurati.
Espressione: pacata, sicura.
Mani: nella media, curate e lisce.
Personalità: il soggetto è un metodico, preciso, pignolo, analitico. Caparbio, testardo, è perfezionista al punto da risultare pedante (e pesante). Ordinato, preciso, non arriva mai tardi agli appuntamenti. Attento osservatore, è un aggressivo-passivo, calcolatore. Nei rapporti umani tende a selezionare le conoscenze e a non dare confidenza. Nei rapporti sentimentali e intimi è un cerebrale, tendenzialmente fedele ma abitudinario. Quando si lascia andare, è capace di notevoli slanci sessuali e affettivi e di una tenerezza che nasce dalla conoscenza approfondita della partner cui concede la “quasi” piena fiducia.
Criticità: scontato e poco propenso a gestire gli imprevisti. Freddo e scostante, scarseggia di fantasia.
Margini di miglioramento: possibili, se lascia cadere la maschera del gelo.
Appoggio il foglio sulla pila. Decisamente, Davide deve essere il frutto di un qualche esperimento di laboratorio. Così perfetto da sembrare uscito da un libro di Asimov. Ma anche così perfetto da risultare scontato.
Sbircio il cellulare con la solita paura, ovviamente confermata.
Il suo messaggio è lì, puntuale e uguale a tanti altri.
DAVIDE. Ciao Rossella, ci possiamo vedere questo sabato?
Sabato, sempre sabato. Basterebbe che cambiasse giorno e lui cambierebbe. Diventerebbe più interessante… meno scontato!
Mi accorgo soltanto allora della busta sulla stampante, alla mia destra. Sbuffo, insultando mentalmente la mia distrazione. La prendo in mano. È immacolata, a parte il mio nome scritto in uno stampatello infantile netto e preciso.
La apro: dentro trovo un biglietto ripiegato a metà.
Il display del telefono si illumina di nuovo, io lo ignoro.
Spiego il foglio e leggo il messaggio.
“Ogni lunedì, alle ore 7.00. Nella cassetta delle lettere. Tu mi troverai.”
Nessuna firma a margine e il corsivo conferma il tratto infantile.
Arriva un altro messaggio.
DAVIDE. Non è da te non rispondere.
Prendo il telefono facendo appello alla mia pazienza.
ROSS. Scusa, ma sono impegnata.
DAVIDE. Ma a quest’ora non sei a pranzo?
ROSS. La vita non è quello che pianifichiamo. E comunque, no, non sono a pranzo.
DAVIDE. Ho capito, Rossella, non sei di buon umore. Ti lascio stare. Buona settimana.
Resto immobile.
Non è la solita risposta. Non il solito “Mi manchi”.
Mi sciolgo dall’emozione. Gongolo al pensiero del margine di miglioramento, fino a quando non arriva una nuova notifica.
“Mi manchi.”
E niente. Anche il terzo cuore spezzato non si smentisce. Ho nuovo materiale per il programma radiofonico. Riordino i fogli che identificano i miei cuoricini, in modo che il numero 1 sia in alto. Mi fermo di nuovo sul profilo di Albi Bel e ripenso a quello che gli è successo con Monica. Potrebbe essere uno spunto per la puntata del programma, ma poi scuoto la testa. Cadrebbe nel ridicolo, e non sarebbe giusto nei suoi confronti, così torno al pc e mi metto a scalettare la puntata per la radio. Sarà davvero topica.
***
Radio Emme
Ross L’Aggiustacuori
Canzone: I’ll stand by you, Pretenders
Lascio che la musica mi scorra dentro, negli occhi chiusi, nelle parole che sussurro a fior di labbra. La voce di Chrissie Hynde, con la sua promessa d’amore, è un pizzico di velluto in questo vivere tra pareti ruvide. Mi avvicino al microfono, faccio un cenno a Marcello, che mi sorveglia dalla cabina di regia, e attacco.
«Bentrovati, miei cuori spezzati e miei cuori interi! Con voi la vostra Ross l’Aggiustacuori. Dopo la grande hit dei The Pretenders, siamo qui a parlare di cuore che fa rima con amore. Dammi un’altra parola, quella di stasera è Toy Boy. Ovvero quando una donna matura si accompagna a un giovane.
Madame LaSage ci ha detto la sua nell’intervista a Vasty Magazine Web. E voi? Cosa ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza.
Scriveteci sulle nostre pagine Social oppure su WhatsApp!
Mentre inviate i vostri messaggi, ecco un’altra canzone scelta per voi.
Never Stop degli FM-84».
Chiudo il microfono e mi fermo a rileggere l’articolo. Sorrido, pensando a Lory, a quello che mi ha detto.
“Trovati un Toy Boy.” Ma poi, penso al solco che si apre al centro della mia fronte come la cicatrice di Harry Potter. Ripenso alle zampe di gallina, agli angoli degli occhi, incrinati come pezzi di vetro.
La canzone sfuma, mi affretto ad accendere il microfono.
Da WhatsApp, il vocale di Arianna
Ciao a tutti,
sono vicina agli anta (vedete voi quali). Ho conosciuto Paolo dopo la separazione da mio marito ed è stata la mia salvezza. Paolo ha tredici anni in meno di me. Ci vediamo quando ne abbiamo voglia, stiamo insieme e grazie a lui sono rinata. Non penso al grande amore, ma sicuramente mi ha fatto sentire donna, dopo tanto tempo. Grazie, amore mio.
Leggo altri messaggi: «Luca scrive: “Va bene l’emancipazione, ma qui stiamo esagerando. La donna che va con un ragazzino è sicuramente un’immatura”.
Marta risponde a Luca: “Però voi uomini potete stare con ragazze più giovani?”
Luca: “Cosa c’entra! È sempre stato così. La donna sta bene con un uomo più vecchio”.
Alice interviene: “Quindi se è sempre stato così, significa che è giusto?”.
Trasmetto l’audio di Alberto72.
Gli uomini cercano le donne più giovani per una questione fisiologica. Le donne sono tendenzialmente più mature e fisicamente invecchiano prima degli uomini; da ciò nasce l’idea, radicata nella nostra cultura, che all’interno della coppia la donna debba essere più giovane.
Torno alla pagina Facebook di cui riferisco i commenti sotto al post con la foto di un Ken impomatato che porge un mazzo di rose a Barbie.
Leggo, scandendo i nomi.
Maurizio: “Io non ci trovo niente di male. Sesso libero per tutti!”
Alice. “Grande @Alberto! Un uomo illuminato in mezzo ai cavernicoli!”
Roberto: “Non vedo cosa ci trovi un giovane in una vecchia, magari già cadente”.
Elisa: “Perché pensi che sia meglio un vecchio cadente?”
Luca: “@Elisa Quelli sono i soldi. E voi donne vi tappate il naso per quelli”.
Elisa: “Non siamo tutte uguali, Luca”.
Luca “Se è per questo, nemmeno gli uomini sono tutti uguali”.
Elisa: “Negli stereotipi di genere, sì”.
Luca: “Ecco un’altra femminista”.
Alice: “@Luca si può esprimere un’idea senza per forza essere etichettati”.
Luca: “@Alice dubito, per come stanno andando le cose”.
Alice: @Luca Sinceramente vaf…” (Cancellato).
Luca: “Vi lamentate tanto della donna oggetto, ma poi fate lo stesso. Siete ipocrite”.
Alice: “Ci avete costrette voi all’ipocrisia e a fare tutto di nascosto, dato che la sessualità femminile è stata tabù per secoli”.
A un certo punto invito a raffreddare gli animi.
Mi schiarisco la voce, faccio un altro cenno al regista che con il labiale mi dice che è il momento. Parte uno stacco musicale che evoca un fulmine, e la voce di una ragazza che annuncia: “La parola a Ross l’Aggiustacuori”.
Marcello solleva il pollice, io attacco: «Che sia uomo, che sia donna, tutti abbiamo bisogno di amore, sesso e compagnia bella. I titoli lasciamoli agli accademici. Noi non siamo un titolo o dei numeri. Siamo persone. Ci parliamo, ci tocchiamo, ci abbracciamo. Siamo cellule e ormoni. Siamo un bacio sospeso o un tocco che fa venire i brividi. Il Toy Boy risponde al gioco della vita. È un epiteto divertente, ma quello che accade tra una donna e un uomo più giovane non è plastica. È pelle, carne, sapori e profumi. È pensiero, sono i dialoghi che creano dei ponti tra noi.
Ogni rapporto può essere un gioco, anche il più fisico. E sappiamo benissimo che i giochi possono essere seri e i giocattoli umanissimi. Più umani di un anello o del contratto che firmiamo davanti a un sindaco o a un prete.
E ora, arriviamo alla seconda parte della trasmissione.
Scrivetemi per i consigli di amore e cuore.
A dopo, dalla vostra Ross l’Aggiustacuori.”
Una serie di messaggi invade la mia WhatsApp sfera. Loretta mi propone il sushi per sabato sera, le colleghe della redazione mi subissano di commenti sul gruppo di Vasty.
Scorro le notifiche e le reazioni, scuotendo la testa. Un languore risale dallo stomaco ricordandomi che mangiare vegano non risolve definitivamente i problemi della fame, quando lo stomaco è vuoto da otto ore.
Esco dalla cabina di regia, lo sguardo basso. Ho la gola secca, così raggiungo l’area delle macchinette. Infilo una moneta, scelgo una bottiglietta di acqua di cui seleziono il numero corrispondente. Cade con un tonfo, faccio per chinarmi, quando mi sento chiamare dalla cabina di regia.
Raggiungo Marcello alla console, e mi mostra i commenti sotto il post.
«Direi che hai scaldato la piazza.»
«E tu, cosa pensi dei Toy Boy?» gli chiedo, immaginando la risposta.
«Sono cazzi loro» taglia corto, sbuffando.
Apro la bottiglietta e la sollevo, come per un brindisi.
«Pratico come sempre.»
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