1_Guida Astronomica per Innamorati: il mito di Perseo, Andromeda e Cassiopea

Nora June Peebles


Una regina vanitosa, una giovane vergine incatenata nuda ad una roccia e un eroe che arriva provvidenziale in groppa al suo cavallo alato. Di cosa stiamo parlando? Ma di astronomia, ovviamente! Non mi credete? Continuate a leggere e vedrete che non ho mentito.

Inauguriamo la rubrica Seconda Stella a Destra con una piccola presentazione: io sono Nora June Peebles: fisica teorica, autrice, caffè-dipendente e romantica senza speranza e sono host del podcast CosmoLogica - Storie di Scienza, che trovate anche su RomanceApp.

A non tutti piacciono i podcast e allora abbiamo pensato: perché non creare una rubrica tutta da leggere con i contenuti del podcast? In Seconda Stella a Destra ritroverete gli argomenti che racconto nel podcast, divisi per comodità in due o tre articoli.

In questo primo articolo, vi racconterò una storia drammatica, quella di Cassiopea, e una a lieto fine, quella dell’amore tra Perseo e Andromeda.

Per inaugurare CosmoLogica, infatti, ho deciso di fondere le mie due passioni, la scienza e il romance, e ho dedicato le prime sette puntate del podcast a una guida astronomica per innamorati. Ogni puntata si concentra su oggetti diversi: partiamo dai miti che li rappresentano, scopriamo cosa ne dice oggi la scienza e impariamo a osservarli nel cielo. Così, la prossima volta che guarderete il cielo notturno con i vostri partner, potrete con sicurezza distinguere Venere dall'Orsa Maggiore.

La prima tappa della guida astronomica per innamorati ci porta nell’Antica Grecia. Il mito racconta della bella e vanitosa regina d'Etiopia, Cassiopea, moglie di Cefeo e madre di una giovane fanciulla, Andromeda. Ai tempi del mito, l'Etiopia comprendeva tutti i territori che vanno dalla Palestina al Mar Rosso. Nonno di Panopoli sostiene che Cassiopea fosse una ninfa, Stefano di Bisanzio dice che fosse Iope, la figlia di Eolo, il dio dei venti. Un giorno, Cassiopea osò vantarsi di essere più bella di tutte le Nereidi, le cinquanta figlie del dio marino Nereo. Com’è facile immaginare, le dee non la presero bene e si lamentarono con il dio del mare, Poseidone, esigendo una punizione esemplare. Poseidone, allora, inviò un temibile mostro marino a razziare le coste del regno di Cefeo e Cassiopea. Si dice che questo mostro marino, di nome Cetus, fosse parte serpente, parte drago e parte pesce, che già detta così... Disperati per la violenza dell'ira divina, i due sovrani si rivolsero all'oracolo di Ammone, uno dei più prestigiosi dell'antichità. Il verdetto fu impietoso e crudele. L'unico modo per placare l'ira degli dei era sacrificare la loro giovane vergine figlia Andromeda al mostro del mare. E così venne fatto. Andromeda venne incatenata nuda a una roccia in attesa del suo orribile destino, mentre la madre la guardava dalla riva in preda al dolore e al rimorso. E ci mancherebbe anche, direte voi.

Narra il mito che l'eroe Perseo, di ritorno dal viaggio in cui aveva ucciso Medusa, vide dall'alto la fanciulla incatenata e in lacrime e si innamorò all'istante di quella fragile e tormentata bellezza. Se vi ricordate, Medusa era il terribile mostro la cui testa era ricoperta di serpenti e la cui vista poteva tramutare gli uomini in pietra. Dopo averla eliminata, Perseo girava per il mondo in groppa a Pegaso, il cavallo alato, con dei sandali alati ai piedi e la testa di Medusa nel sacco. Perché chi non lo farebbe? Questa è una versione molto semplificata della storia di Medusa, che dal mio punto di vista più che un mostro era una vittima, ma non voglio divagare.

Troviamo il racconto dell’arrivo di Perseo nelle Metamorfosi di Ovidio.

Dicevamo: il nostro eroe arriva dall’alto a cavallo di Pegaso, vede la povera ragazza incatenata a una roccia in attesa del suo triste fato e… Ecco, vorrei dirvi che, sceso a terra, Perseo non perse un attimo e liberò la povera Andromeda dalle catene, ma ahimé non andò così. Secondo la narrazione di Ovidio, si mise a fare domande alla fanciulla sul motivo della sua prigionia. Facciamo un minuto di silenzio per questa poveraccia, nuda, infreddolita, terrorizzata e incatenata che vede scendere dal cielo un cavallo alato e un tizio armato, con dei calzari con le ali ai piedi e un sacco grondante di sangue in mano, spera che sia lì per liberarla, e invece si trova a dover spiegare chi è e perché è stata condannata a essere mangiata da un mostro orrendo, il tutto davanti ai genitori che la guardano e non dicono niente. Sarà il mio animo da amante dei fantasy, ma io mi immagino la scena in una notte di tempesta, con la pioggia che scroscia e le onde che ruggiscono infrangendosi sulle rocce a cui è stata incatenata Andromeda.

Fossi stata io gli avrei detto di darsi una mossa, liberarmi e portarmi il più lontano possibile. La nostra Andromeda, però, forse perché completamente sconvolta e traumatizzata, gli risponde, raccontando per filo e per segno le proprie sventure.

A questo punto, arrivano da una parte il mostro che la vuole divorare e dall'altra i genitori, che piangono ma non muovono un dito per aiutarla. Parliamone.

Dopo aver ottenuto dai genitori di Andromeda la promessa della sua mano, Perseo attaccò il mostro marino e lo uccise a colpi di spada, liberò la fanciulla dalla roccia e la fece sua sposa.

Ci sono anche altre versioni del racconto, oltre a quella delle Metamorfosi, tra qui quella, posteriore a Ovidio, di Luciano di Samosata che, nel secondo secolo dopo Cristo, racconta di come Perseo, invece di usare la spada, abbia ucciso Cetus sventolandogli davanti la testa mozzata di Medusa e tramutandolo in pietra. Ora, dato che se la portava appresso, ci starebbe anche.

La storia di Andromeda e Perseo ha un lieto fine: i due ebbero moltissimi figli e alla loro morte la dea Atena li trasformò in costellazioni vicine, cosí che potessero essere sempre insieme.

Vi ho promesso, però, anche una storia drammatica, ed è quella di Cassiopea.

Poseidone, non soddisfatto di come erano andate le cose, volle comunque punire Cassiopea per la sua vanità e la tramutò in una costellazione, incatenandola a un trono. Nell’iconografia, Cassiopea è spesso rappresentata legata a una sedia, che era uno strumento di tortura nell’antichità, oppure la si può vedere con in mano uno specchio o una fronda di palma.

Nel prossimo articolo parleremo delle costellazioni che portano il nome di questi personaggi del mito.




Il Magazine RomanceApp è un blog editoriale, non una testata giornalistica registrata (L. 47/1948). I contenuti sono opinioni editoriali ai sensi dell'art. 21 Cost. — T&C Art. 2-bis