Torniamo allo scandalo con cui abbiamo dato inizio allo scorso articolo: le costellazioni non esistono!
Bentornati a Seconda Stella a Destra. Sono Nora June Peebles: fisica teorica, autrice, caffè-dipendente e romantica senza speranza e sono host del podcast CosmoLogica - Storie di Scienza, che trovate anche su RomanceApp.
Dopo aver parlato del mito di Orione e speculato in maniera dilettantesca sulle piramidi di Giza nello scorso articolo di Seconda Stella a Destra, possiamo rivolgere la nostra attenzione all’astronomia.
Facciamo chiarezza. Se pensate che le costellazioni siano gruppi fisici di stelle più o meno vicine tra loro, vi sbagliate. A volte sono lontanissime tra loro. Sapete perché? Perché le stelle sono tutte lontanissime da noi. Ma tanto tanto. Quando noi guardiamo il cielo, lo vediamo come una superficie bidimensionale, come se fosse un foglio, per capirci. Ma lo spazio è tridimensionale, come una sfera, ad esempio. Il cielo che vediamo noi è la proiezione di questo spazio tridimensionale in due dimensioni. Non vediamo la profondità e ci sembra tutto sullo stesso piano. Le stelle più brillanti non sono per forza le più vicine a noi.
Poeti, agricoltori, guerrieri e astronomi, però, questo non lo sapevano. Guardavano il cielo e vedevano migliaia di puntini luminosi, più o meno grandi, più o meno brillanti e di vari colori e dovevano in qualche modo orientarsi (e anche ricordarseli). Allora hanno notato che alcune stelle sono disposte in modo tale da sembrare delle figure e le hanno raccolte in costellazioni che hanno poi dedicato a varie figure della mitologia.
Cosa vuol dire? Che le costellazioni non hanno gli stessi nomi che conosciamo noi in Cina, in India o tra gli aborigeni australiani. A volte non sono nemmeno le stesse. Andromeda, per esempio, non esiste tra le costellazioni conosciute dai Cinesi e le stelle che la compongono appartengono ad altre quattro costellazioni diverse, alle quali era associato un altro significato mitologico. E non è finita qui. Lo sapete che il cielo dell'emisfero australe è diverso? Se andate in Cile e guardate il cielo... be', non vedete Cassiopea. Non vedete nemmeno la stella polare! Forte, vero?
Prima che mi diate dell'assassina di sogni, vi spiego perché io lo trovo meraviglioso. Da sempre l'umanità alza il naso verso il cielo e si lascia incantare dalla magia dell'Universo. Le stelle e le costellazioni hanno guidato intere civiltà di navigatori ed esploratori e hanno aiutato gli agricoltori a pianificare i raccolti e la semina. Ognuno di noi vede o ha visto qualcosa di diverso, a seconda della nostra cultura, del periodo storico che viviamo e dell'angolo di cielo che possiamo osservare da dove viviamo. E ognuno di noi trova conforto, domande o risposte in ciò che vede. Quello che è certo è che il mistero del cielo stellato ha spinto l'umanità a raccontare storie per migliaia di anni e non smette di meravigliarci ancora oggi.
E ora torniamo al nostro eroe, nel vero senso della parola: Orione, il cacciatore più abile mai esistito. Partiamo con la sua posizione nel cielo. Si vede da quasi ogni angolo della Terra (in inverno nell'emisfero boreale, in estate in quello australe) ed è a forma di clessidra. La sua spalla destra e il piede sinistro sono segnate dalle stelle Betelgeuse e Rigel, due delle stelle più brillanti del cielo, e la cintura è formata da un allineamento di tre stelle brillantissime, Alnitak, Alnilam e Mintaka, che a seconda di chi le osservava (e dove) hanno preso il nome di Tre re, tre sorelle, re Magi, rastrello, tre mercanti... Insomma, sono famose.
Abbiamo detto che le costellazioni in realtà non esistono. Ecco, anche l'allineamento delle tre stelle della cintura di Orione è solo apparente. Alnitak dista da noi 820 anni luce, Alnilam 1340 e Mintaka 915 anni luce. Se le collegate mentalmente con una linea e la fate continuare verso l'alto, potete trovare l'ammasso delle Pleiadi, di cui abbiamo parlato nello scorso episodio. Se continuate, invece, verso il basso, trovate Sirio, la stella più luminosa del cielo, nella costellazione del Cane Maggiore.
Appena sotto Alnitak, la stella più a est della Cintura di Orione, trovate una nebulosa famosissima, la nebulosa Testa di Cavallo.
In Guida galattica agli autostoppisti, è proprio qui che si trova il pianeta Magrathea. Ma sapete cosa succede dentro alle nebulose? Le nebulose oscure, come questa, sono alcuni dei luoghi più densi e freddi dell'Universo (si parla di 10 Kelvin, che corrispondono a - 263 gradi Celsius... fa freddo, freddo, freddo!). Sono composte principalmente di gas (idrogeno e elio) e di un po' di polvere. Insomma, sono dense e fa freddo. Voi direte "grazie, anche no". E invece... invece, le nebulose sono alcuni dei luoghi più affascinanti dell'Universo, perché è lì che nascono le stelle. Sono delle vere e proprie nursery per le baby stelle. Il gas denso all'interno della nebulosa (grazie anche alle basse temperature e alla pressione degli strati esterni della nebulosa) collassa su se stesso a causa della gravità e dà origine a una stella.
La costellazione di Orione è facilmente riconoscibile e contiene almeno 130 stelle visibili a occhio nudo. La sua spalla destra è Betelgeuse, una supergigante rossa al termine della sua vita. Per darvi un'idea di quanto è grande: se la metteste al posto del Sole, il suo strato più superficiale arriverebbe a inghiottire Giove.
La spalla sinistra è segnata da Bellatrix, anche nota come stella Amazzone, una gigante blu.
Il piede sinistro è Rigel, una supergigante blu e la sesta stella più brillante del cielo.
Il piede destro è Saiph, anche nota come spada di Orione.
La testa di Orione è designata da Meissa, una stella multipla (cioè un sistema di stelle che si orbitano a vicenda).
Uno degli oggetti più fotografati e osservati nella regione del cielo che contiene la costellazione di Orione è la nebulosa di Orione. Anche la nebulosa di Orione fa parte del catalogo compilato da Charles Messier e viene anche chiamata M42.
Vi invito a cercare delle immagini di M42. Questa nebulosa magnifica è una delle più brillanti del cielo ed è visibile ad occhio nudo a sud della stella centrale della cintura di Orione. Se provate a guardare, vi sembrerà come una stella sfocata. In realtà, si tratta di una nebulosa, una regione di formazione stellare che dista da noi circa 1500 anni luce.
Se osservate con un telescopio, potrete individuare un gruppo di quattro stelle che, a causa della loro disposizione, vengono chiamate trapezio.
Le immagini della nebulosa di Orione, tra le tante, sono così affascinanti perché molto colorate. Se guardiamo noi, però, vediamo un’immagine in scala di grigio. Questo avviene perché la luce delle nebulose è troppo fioca perché possa essere raccolta dai fotorecettori sensibili ai colori che abbiamo negli occhi, i coni, e invece viene percepita dai bastoncelli, i fotorecettori deputati alla visione notturna e periferica che sono più sensibili ma, ahimè, non ci restituiscono i colori vivaci che possiamo invece cogliere con l’esposizione lunga e i filtri delle macchine fotografiche.
Potrei andare avanti all’infinito a parlare degli oggetti che compongono la costellazione di Orione, ma spero che questo breve excursus vi sia piaciuto.
Il Magazine RomanceApp è un blog editoriale, non una testata giornalistica registrata (L. 47/1948). I contenuti sono opinioni editoriali ai sensi dell'art. 21 Cost. — T&C Art. 2-bis