Recensione di mamma Pitti perché a sentire Fiamma questo libro non ispira. Tse’!
💜 Trama
Nel 1800, tre sorelle―Marguerite, Aurora e Hazel Swan―furono accusate di stregoneria e annegate nelle acque della baia di Sparrow, Oregon. Da allora, ogni estate, i loro spiriti tornano per impossessarsi dei corpi di giovani ragazze del posto e attirare i ragazzi nel mare, condannandoli a morte. Oggi, Penny Talbot vive su un'isola remota con sua madre, che da anni è rimasta intrappolata nel dolore per la scomparsa del marito. L’arrivo inaspettato del giovane Bo Carter, un forestiero che sembra all’oscuro di tutto, costringerà Penny a fare i conti una volta per tutte con la maledizione che da due secoli miete vittime a Sparrow: è arrivato il momento di fermare le sorelle prima che sia troppo tardi, prima che mettano gli occhi proprio su Bo. Con una scrittura evocativa, poetica e avvincente, Shea Ernshaw firma una favola dark dalle note malinconiche, destinata a seguire le orme del successo americano e diventare, anche in Italia, un piccolo romanzo di culto.
Pubblicato da Heloola books
data di pubblicazione: 24 settembre 2025
Fiamma: Mammaaa! Muoviti, partiamo? Mi fai fare tardi agli allenamenti.
Mamma: Ancora cinque minuti, non è tardi. Devi stare lì tra un’ora. Fammi leggere un po’ sono arrivata a un punto clou!
Fiamma: non ci sono punto clou nei libri che leggi. Sono una noia immortale.
Scostumata! E dico questo perché io un’educazione alla lettura ho anche provato a dargliela. Ma lei nulla, legge solo roba irreale!
Mamma: A proposito di immortalità. Questo libro è un mix di mistero, storia e amore. Dovresti leggerlo, è bellissimo, ma capisco che se non ci sono principi elfici o ragazze guerriere per te non va bene.
Fiamma: No, inutile, ho letto la trama ma non mi ispira.
Non ispira… non ispira! Impossibile.
Mamma: te lo posso raccontare? Secondo me ti piacerebbe
Fiamma: puoi raccontarmelo in macchina mentre andiamo agli allenamenti.
Luglio, ragazzi, luglio! Provincia di Firenze, bollino rosso, 36 gradi fissi e l’Adolescente smania per chiudersi in una palestra insieme ad altre venti adolescenti a giocare a pallavolo. Che poi quando escono di lì la più profumata sa di cadavere in decomposizione da una settimana.
Mamma: va bene. Andiamo. Coraggio, affrontiamo i 47 gradi della macchina nera lasciata sotto il sole.
Entriamo nel forno della macchina e il blutooth della radio parte con l’ultimo libro che sto ascoltando su Audible.
Fiamma: boia mamma, ma non ti addormenti con questa voce. Senti qua, soporifera!
Mamma: spengi, ti racconto La maledizione delle sorelle Swang. Dunque, queste tre sorelle nell’800 arrivano in un paesino dell’Oregon e aprono una profumeria.
Fiamma: seee, vabbeh, e come campano? Cioè non è che sei a Parigi nei primi del 900. Sei nell’Oregon nell’800, ora, ragioniamo. A chi li vendevano i profumi? Alle mogli dei vaccari? Alle donne indiane?
Mamma: quanto sei materiale. Sono dettagli insignificanti per la storia.
Fiamma: no. E’ irreale.
Mamma: vado avanti, posso?
L’Adolescente scuote la testa. Da una che legge di draghi e cavalli alati non accetto l’accusa di irrealtà.
Mamma: dunque queste tre danno fastidio alle mogli del paese. Sono belle, tutte e tre single, tutte e tre inclini alle relazioni con uomini sposati. In men che non si dica vengono accusate di essere streghe e affogate. Da quell’evento tragico, le tre sorelle tornano ogni anni, nello stesso periodo estivo, per entrare nei corpi di tre ragazze del luogo, ammaliare altrettanti ragazzi e ucciderli affogandoli. Diventano in pratica tre demoni. E poi dall’800 passiamo ai giorni nostri e troviamo la protagonista che inizia un’amicizia intensa con uno straniero, arrivato da pochi giorni proprio in occasione della ‘Stagione delle sorelle Swang’.
Fiamma: fammi indovinare, si innamorano? E Una delle sorelle vuole uccidere proprio lui.
Ci sono delle regole di narrazione, degli stereotipi nelle storie che si ripetono. E lei, mannaggia, li conosce benissimo!
Mamma: Eh, va bene, questo era prevedibile. Ma c’è un colpo di scena clamoroso. CLAMOROSO. Che per tutto il libro non te lo aspetti e poi… SBAM! Una roba alla ‘Sesto senso’
Fiamma: Alla che?
Mamma: Sesto senso, il film. Sai quello… ‘Vedo la gente moooorta’.
Fiamma: Mi fai impressione da quanto sei Boomer, bro.
Mamma: Chiamami di nuovo bro, e quello di oggi sarà l’ultimo pasto sotto lo stesso tetto. Comunque mi è piaciuto un sacco. Uno di quei libri che ti rimangono in testa, di cui non ti dimentichi il titolo. Che ti fanno pensare che l’amore, a volte, è una buona base di partenza, ma non basta. Non basta mai. E a volte ci si può accontentare di una serenità solida e completa condita da un pizzico in meno di amore turbolento.
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