Da un po’ di tempo osservo cosa sta accadendo al macro-genere rosa tra le lettrici e anche sugli scaffali delle librerie.
Per prima cosa ho notato una netta differenza tra le lettrici di Facebook e di Instagram rispetto a quelle del Booktok.
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Inizio proprio dal BookTok per spiegare il mio punto di vista.
Dal 2021/22 tuttə abbiamo assistito alla nascita del ‘fenomeno del Booktok’ a cui va dato il merito di aver stimolato i giovani, avvicinandoli alla lettura. Nel tempo, la piattaforma ha trascinato le vendite e, per certi versi, ha anche dettato il trend dei generi e sottogeneri, alimentando una competizione nella pubblicazione che prima non esisteva.
È vero: titoli come La canzone di Achille e Fabbricante di lacrime sono diventati virali, così come è accaduto ai tempi di Twilight, che ha ispirato 50 Sfumature e che a sua volta ha aperto la strada alle storie BDSM. Per non parlare di After, che ha dato il via a tante storie New Adult che tutt’ora cavalcano l’onda.
Negli ultimi mesi ho notato una sorta di rallentamento nel BookTok, o meglio, un’evoluzione rispetto ai suoi inizi, che ha causato un calo nell’influenzare le letture.
Non so se dipenda dal fatto che ormai sono rari i video dove si recensisce il libro, mentre si preferisce mostrare quanti libri si sono comprati, quanti se ne sono letti in un mese o quanto sia lunga la “pila della vergogna”. Io preferisco chiamarla “pila dei libri in attesa” perché non mi vergogno di avere tanti libri non letti nella mia libreria, anzi!
Se a questo si aggiunge che le recensioni, di solito, si limitano a un: “Leggetelo perché mi ha emozionato tantissimo” oppure “Lo aspettavo da tanto e compratelo che non ve ne pentirete”, è matematico che le lettrici che vorrebbero conoscere i motivi che potrebbero spingerle a comprare quel libro cercheranno consigli altrove.
Aggiungo che, se da una parte il BookTok detiene e mantiene la capacità di spingere un certo tipo di sottogeneri e specifici trope, riscontrando un consenso nelle giovani lettrici, dall’altra c’è una fetta di lettrici un po’ stanca di leggere libri che fanno dire: ‘ho già letto storie simili’.
Ed è in questa fase in cui ogni lettrice romance avverte, prima o poi, o il momento di saturazione o la voglia di sperimentare, che si cerca qualcosa di diverso. Ma dove?
Prima di rispondere faccio un passo indietro.
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Nel genere rosa esistono autrici che scrivono sottogeneri e trope non di tendenza, che faticano a farsi notare sul BookTok, ma sono perfette per le lettrici e blogger presenti nei gruppi di lettura di Facebook o su Instagram.
Sono autrici che, forse anche per età anagrafica (mi scuso se qualcuna dovesse offendersi ma anch’io non ho più vent’anni da un po’), hanno uno stile narrativo e una scelta nell’esposizione della storia, molto diversa da ciò che solitamente spopola sul Booktok.
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In conclusione: credo che col tempo assisteremo a una netta scissione tra le lettrici.
Si divideranno tra chi trova conforto nel leggere libri con dinamiche narrative fisse e con specifici trope, e chi preferisce immergersi in storie d’amore che variano, lasciandosi sorprendere ogni volta.
Le prime troveranno il loro punto di riferimento sul BookTok; le seconde, su Facebook e Instagram.
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