Quando la fanciulla riprese i sensi, era distesa a terra, con la testa appoggiata a qualcosa di duro e freddo. Si rigirò su se stessa e scoprì che si trattava del corpo del drago, ricoperto di scaglie nere lucenti e dure come diamanti. Lui aveva gli occhi chiusi ed era completamente immobile. La ragazza si sentì assalire dal terrore e si chinò su di lui, accarezzandolo piano sul collo possente.
«Ti prego» sussurrò, «non morire. Mi dispiace tanto di averti lasciato, sono stata cieca e stupida, e non mi importa se non puoi più amarmi, non mi importa nemmeno di quello che farai, quando riaprirai gli occhi.»
Il drago seguitò a rimanere immobile, mentre le lacrime della fanciulla cadevano sulle scaglie nere, trasformandosi in piccole gemme splendenti.
«Puoi divorarmi, se vuoi» continuò, piangendo disperata, «mi basta vivere un istante per sapere che stai bene. Ti prego, amore mio, non lasciarmi, io ti amo più della mia stessa vita.»
Non appena ebbe pronunciato queste parole, un fulmine cadde dal cielo e colpì il drago, illuminandolo di un’intensa luce bianca. La ragazza serrò forte gli occhi a quel lampo accecante e, quando li riaprì, il drago era scomparso: al suo posto, c’era un bellissimo giovane riccamente vestito. Dopo un primo istante di stupore, la fanciulla si chinò sullo sconosciuto addormentato e, nell’attimo in cui lo fece, le sue palpebre si sollevarono e lei poté vedere i suoi occhi.
Due occhi rosso sangue, che la fissavano colmi d’amore.
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