Il barone non credeva ai propri occhi.
Non solo suo figlio Aidan era ancora vivo, ma a meno di ventiquattr’ore da quando il medico l’aveva dichiarato in agonia pareva avere un aspetto migliore di quello che si potesse sperare.
Lo abbracciò e si rese conto che era ancora dolorante, ma il colorito era tornato sano sul suo viso e gli occhi non erano più velati dalla febbre alta.
«Da quanti giorni sono qui?» chiese il giovane muovendosi insofferente nel letto.
«Undici giorni, ormai. Il medico ieri sera ti ha dichiarato perduto» raccontò il vecchio Lord rabbrividendo al ricordo della disperazione della notte prima. «Sei stato privo di coscienza per così tanto tempo… e poi la febbre ha iniziato a divorarti. Per giorni abbiamo atteso che ti riprendessi, ma ormai non rispondevi più ai miei richiami. Avevo perso le speranze.»
In quel momento la porta si aprì e Glenna ricomparve, con un vasetto tra le mani e la testa china, come se volesse nascondersi tra le assi del pavimento.
«Lei ti ha salvato» disse il barone andandole incontro e mettendole una mano sulle spalle affinché si avvicinasse al letto.
Unì le mani intorno alle sue che ancora stringevano il vasetto e la guardò con profonda gratitudine.
«Non so come tu sia riuscita a farlo, ma gli hai salvato la vita» constatò con la voce rotta dall’emozione.
Tornò a scrutare suo figlio con gli occhi lucidi. «Sai chi è questa ragazza che ti ha strappato alla morte?»
Aidan guardò quella giovane donna vestita di grigio, e il fazzoletto annodato intorno al capo che tratteneva quella massa di velluto scuro.
«Certo che lo so» rispose distogliendo l’attenzione dagli occhi grandi e chiari che sembravano a disagio in quella stanza. «Si chiama Glenna, è la sguattera» disse come se si trattasse di un arnese utile ma di poco conto.
Almeno sapeva il suo nome.
Si sorprese che lo ricordasse, ma quel fatto smorzò un poco lo strano nodo che le si era formato in mezzo al petto quando lui l’aveva definita sguattera.
Alla fine, era la verità.
«Cosa diavolo stai dicendo, ragazzo?» tuonò il padre lasciando le mani di Glenna per concentrarsi sul figlio.
«Sto dicendo che l’ho vista qualche volta servire ai tavoli al pasto serale.»
«Lei ora è Glenna MacLellan, tua moglie.»
La dichiarazione cadde nella camera come un secchio d’acqua gelata. E Aidan parve confuso per qualche istante.
«Che vai blaterando, vecchio?» chiese passando lo sguardo dalla ragazza al padre, cercando di capire se qualcuno si stesse prendendo gioco di lui e della sua malattia.
«Non ricordi nulla di quello che ti ho detto questa notte?» chiese il barone comprendendo che il figlio davvero non credeva alle sue parole. «Non ricordi che ti ho spiegato ciò che era giusto fare per salvare il futuro del nostro clan?»
Aidan restò muto, la fronte aggrottata, cercava disperatamente di ricordare qualcosa in mezzo alla confusione di immagini che si accavallavano e al delirio febbricitante che aveva vissuto.
«Io… non ricordo…»
Guardò Craig, che l’aveva visto crescere, gli aveva insegnato molto di ciò che sapeva e non gli aveva mai mentito anche quando, nel suo passato di fanciullo, farlo l’avrebbe protetto dal dolore.
«Ieri sera il medico ha detto a tuo padre che non avresti visto l’alba vivo» confermò l’uomo.
Fece una pausa e lasciò che Aidan comprendesse appieno il significato di ciò che stava dicendo.
«Tuo padre sapeva che se tu fossi morto, in sua mancanza, il re inglese avrebbe messo le mani sulle terre, sul castello e sulla sua gente. Ha fatto in modo che tu avessi una moglie a cui lasciare Glenrock, se gli fosse accaduto qualcosa. È stato molto saggio da parte sua pensare a tutti noi.»
Aidan cercò con gli occhi Glenna che, a poco a poco, mentre Craig parlava, si era ritirata in un angolo, come se potesse confondersi in qualche modo tra lo scarso arredamento e rendersi invisibile.
Il suo sguardo azzurro la soppesò per la prima volta in modo diverso.
«Non riesco a ricordare…»
«C’era Padre Logan,» spiegò suo padre «e Moyra con Craig.»
Il ragazzo scosse la testa, come se cercasse di ricordare e l’immagine del prete che gli si parava di fronte al viso attraversò la sua mente.
Quella mano fresca. E il collo bianco di sua madre… il ricamo sul bordo della manica di quell’abito azzurro che lei amava tanto.
«Ho sognato mia madre. La sua mano fresca mi dava sollievo» disse a un certo punto rammentando il profumo di fiori di campo.
«Non era un sogno, Aidan. Era la mano della tua sposa quella che ricordi» continuò il barone.
Allungò il braccio verso Glenna e la invitò ad avvicinarsi.
La ragazza accettò la mano che le porgeva e infilò le dita sottili tra quelle del vecchio Lord.
Lui la portò accanto al letto e mostrò il palmo al figlio in modo che vedesse il lungo taglio che attraversava la sua carne rosa nel punto in cui il prete aveva legato il suo sangue a quello della donna.
Aidan alzò a sua volta il proprio palmo e trovò la stessa sottile linea rossa, che già si stava rimarginando.
Con tutto quello che aveva addosso, non aveva nemmeno notato quella leggera ferita.
«E così mi hai dato in moglie una sguattera» disse con disprezzo e rassegnazione.
«Ho fatto quel che dovevo per proteggere Glenrock, e tu lo stesso, come era giusto che fosse. Questa ragazza invece ha fatto molto di più del suo dovere, ti ha salvato la pelle e per questo, dovresti ringraziarla.»
Lui ebbe il buon gusto di arrossire.
Prese gentilmente la mano di Glenna dalla presa del padre e osservò il sottile taglio che attraversava la sua pelle.
Lo sfiorò con il pollice alzando gli occhi fiordaliso a incontrare la giada brillante dei suoi.
«Ti ringrazio di avermi salvato la vita, Glenna MacLellan» disse portandosi il suo polso alle labbra per deporre su quella piccola ferita un delicato bacio.
La ragazza trasalì come se l’avesse trafitta.
Le labbra di Aidan erano calde e soffici a contatto della sua mano, i suoi occhi azzurri sembravano ipnotizzarla mentre le baciava la pelle senza smettere di scrutarla.
Lei si accorse di non riuscire a respirare e si strappò a quel contatto, allontanandosi di un passo, tremante.
«Ho agito solo con buonsenso, e mi sono presa cura di vostro figlio come avrebbe fatto…»
«Ogni brava moglie?» terminò per lei Aidan lasciandosi nuovamente andare contro i cuscini come se fosse stanco.
Il tono era ironico e a lei non era sfuggita una punta di esasperazione.
«Peccato però che il matrimonio non sia stato consumato e che quindi in realtà lei non sia affatto ancora mia moglie.»
La guardò con un sorriso sfacciato, sfidandola ad affermare il contrario.
«O forse, insieme al resto nel delirio, ho dimenticato anche quello?»
«Aidan» lo richiamò il padre in tono di avvertimento.
«In Scozia un matrimonio è tale solo se viene consumato,» continuò il giovane osservando la reazione della ragazza «diversamente, è possibile richiedere l’annullamento.»
Glenna sentiva le guance ardere per quelle parole ma soprattutto per il tono beffardo con cui lui sembrava sfidarla a smentirlo.
«Ebbene, il matrimonio non è stato consumato perché voi, moribondo in un letto, non eravate in grado di farlo» disse alzando il mento e ritrovando la sua fierezza. «Siete libero di chiedere l’annullamento. Io non ho mai domandato di diventare vostra moglie e nemmeno di occuparmi di voi. Ho obbedito alla richiesta del mio Lord per il bene mio e di tutta Glenrock. Dovevo essere la vostra sposa solo per una notte.»
Vide il viso di Aidan colorarsi per l’imbarazzo e un sorriso divertito sorgere sulle labbra del suocero.
Quella ragazza di umili origini e dal carattere pacato, era in grado di infiammarsi come una torcia e trovare il coraggio di rispondere per le rime.
Non solo al suo Laird, come aveva avuto modo di sperimentare lui stesso la notte prima, ma anche all’erede impudente che era diventato suo marito e ora sembrava molto a disagio, disteso in quel letto e inerme.
Suo figlio aprì la bocca per replicare ma poi la chiuse come se ci avesse ripensato, e lui ne trasse grande divertimento.
Non era da tutti zittirlo.
«Tu non sei ancora fuori pericolo» si affrettò ad aggiungere battendogli una mano ossuta sulla spalla.
«Fintanto che sarai in questo letto, rimanderemo la faccenda dell’annullamento e faremo in modo che tutti sappiano che il figlio del Signore di Glenrock è sposato adesso, ed ha un’erede. Quindi lei resta qui, con te.»
Tre paia di occhi si voltarono verso Glenna che, senza ribattere, ricambiò il solo sguardo fiordaliso, in attesa di un cenno.
«D’accordo» disse Aidan annuendo.
«D’accordo» fece eco lei.
Per il momento sarebbero rimasti sposati.
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