5_Quando una fanfiction può essere ritenuta lecita

S.M. MAY (Amarilli)


C’è un quesito che angustia da tempo il mondo degli autori, professionisti e non, ovvero: la Fanfiction (di seguito, per brevità, FF) è plagio?

Partiamo da qualche definizione. La FF non ha una forma fissa, può essere scritta o visiva; tuttavia, l’aspetto che salta all’occhio è che si tratta di un’opera che si ispira a personaggi, trama o universo di un’altra opera (ovviamente di un autore terzo).

A questo punto, per respingere l’accusa di plagio l’autore di FF solleva, in genere, due obiezioni:

  1. Non ha mai avuto intenzione di “rubare” idee altrui, ma il suo è in realtà un omaggio, un riconoscimento, il voler ricollegarsi a una storia che lo ha fatto innamorare, provando a immaginare versioni diverse, scene inedite ma coerenti, o anche tutto ciò che avrebbe voluto proporre alla community di fan innamorati come lui;
  2. Non ha mai avuto intenzione di ricavarci un guadagno; lo scrittore/autore vende il suo libro e ci lucra, mentre l’autore di FF lo fa per mera passione e volontà altruistica di condividere il divertimento con gli altri fan.

Entrambe le obiezioni potrebbero risultare (e sono risultate) deboli in passato, in quanto la circostanza che un'opera sia fatta per diletto e senza ritorno economico non rileva di fronte all'accusa di aver comunque violato il diritto d’autore altrui.

Rammentiamo insieme qualche paletto.

Solo l’autore, ovvero chi ha ideato l’opera originale per primo, ha il diritto esclusivo di pubblicarla e guadagnare dalla stessa, essendo titolare sia del diritto morale (paternità) che economico (sfruttamento in ogni ambito); può riprodurla come e quante volte vuole, può modificarla, elaborarla, tagliarla, ecc.

Dopo averla pubblicata, può anche decidere di fare revisioni e nuove edizioni. Ma è soltanto lui (o la casa editrice, qualora vi sia un contratto con determinati vincoli) a deciderlo.
Va da sé che chi attua una diversa versione o riscriva l’opera originale, in tutto o in parte, senza permesso, non ha gli stessi diritti. Non può rivendicare la paternità di un’opera altrui, per quanto ci abbia aggiunto la propria personale creatività. Deve trattarsi di un’opera sostanzialmente diversa, a sua volta originale.

Questo è il discrimine: se la FF è talmente diversa, per cui ci sia in comune solo uno spunto iniziale, e se la storia acquista vita propria, per cui vengano meno gli elementi caratterizzanti (il nucleo, l’essenza “riconoscibile” da un lettore medio), vi sono argomenti per rivendicare una paternità propria.

Esempio: se scrivo una FF con personaggi che studiano in una scuola di magia che si chiama Hogwarts, potrebbe essere arduo parlare di una storia originale nell’essenza; ma se un’autrice pubblica “50 sfumature di grigio”, dicendo che si è ispirata a “Twilight”, è difficile sostenere che le opere siano identiche (infatti E. L. James viene ritenuta, a tutti gli effetti, autrice di un romanzo originale, anche se è noto che si sia, almeno agli inizi, ispirata a quella saga).

Altro esempio: di recente, hanno avuto grande successo i romanzi nati da FF basate sulla coppia Dramione (Draco + Hermione); certo, l’ispirazione iniziale è quella, e i lettori probabilmente comprano questi romanzi anche per la curiosità di rivedere tratti dei personaggi originari, ma nessuno dubita che Alchemized non sia un’opera autonoma, i cui diritti spettano a SenLin Yu.

Se manca, al contrario, il discrimine dell’autonomia, vi sono fondati elementi per poter bloccare la pubblicazione di una FF.  Infatti, se l’autore originario contesta di non aver dato alcuna autorizzazione e se le FF non autorizzata appare su spazi “pubblici” (anche una semplice community con decine di iscritti), potrebbe scattare un’azione per chiedere la rimozione/inibizione dell’opera e la conseguente richiesta di risarcimento danni (non solo per mancato guadagno, ma anche per appropriazione di pregi altrui o danno reputazionale, se FF è una versione che offende l’immagine e le credenze dell’autore originario).

Un’altra tesi a difesa vorrebbe fondare l’ammissibilità delle FF come opere derivate, in quanto l’art 4 della Legge sul Diritto d’Autore dichiara che “Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di carattere creativo dell’opera stessa, quali… le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell’opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.”

Tuttavia, anche in questo caso bisognerebbe dimostrare, in modo incontrovertibile, che la FF sia una elaborazione di carattere creativo, con una parte preponderante di originalità, e non un mero sviluppo di elementi essenziali preesistenti.

Inoltre, resta il rischio che l’autore originario si opponga comunque alla messa in circolazione, contestando espressamente il carattere creativo dell’opera derivata.

In tal senso, trova prevalenza l’art 18, 1 comma della medesima normativa, che attribuisce all’autore il diritto esclusivo di rielaborazione e richiede il suo consenso perché i terzi lo possano fare: “Il diritto esclusivo di elaborare comprende tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di trasformazione dell'opera previste nell'art. 4. L'autore ha altresì il diritto esclusivo di pubblicare le sue opere in raccolta. Ha infine il diritto esclusivo di introdurre nell'opera qualsiasi modificazione.”

Mentre la FF non commerciale viene tollerata (a volte), quando la stessa viene venduta e sfrutta commercialmente personaggi protetti, provocando confusione con l’opera ufficiale, il rischio di contestazioni e azioni è alto.

Tirando le somme, questi sono alcuni suggerimenti pratici per evitare il plagio di idee altrui:

  1. usate sempre la vostra creatività, puntate a qualcosa di “nuovo” e autentico, evitate a priori universi narrativi protetti;
  2. se la base della vostra opera potrebbe sovrapporsi parzialmente (e magari non volontariamente) a un’opera altrui precedente (non importa se famosa o di successo), meglio evitare i riferimenti diretti a nomi di persone o luoghi, o un wordbulding identico, o una trama smaccatamente identica negli elementi essenziali (es. un romanzo con protagoniste più famiglie in lotta tra loro e sette regni può essere una trama fantasy già vista, ma affrontabile in molteplici versioni; se la famiglia reale vive ad Approdo del Re, usa i draghi e ha i capelli di un determinato colore, potrebbe non essere visto come un guizzo di originalità…);
  3. se proprio volete omaggiare un’opera precedente, puntate sulla parodia e sulla satira.
  4. se proprio volete omaggiare un autore con un’opera derivata, motivata dalla passione di fan, accertatevi che l’autore non abbia espressamente vietato le FF derivate dalle sue opere o abbia rilasciato dichiarazioni che rivelino la sua contrarietà.

 

*Nota: questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale. Eventuali esempi riportati sono frutto di fantasia e non si riferiscono a soggetti o casi reali.



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