NOT LIKE CINDERELLA
Capitolo 7 di 9

Scritto il 21/07/2026
da JULIA A. CARTER


⏱ ~12 min · 2489 parole

DOWNFIELD

 

Scendo dal taxi e fisso l'ingresso di casa. Dovrei entrare, invece l'unica cosa che vorrei veramente fare è correre da lei, riaverla tra le braccia e cullarla tutta la notte. Dimostrarle che ciò che provo è la verità e non potrei mai, neanche lontanamente ferirla. Sarebbe come farlo a me stesso.

Mi manca. Ho bisogno di sentire ancora la sua voce.

SEI SPACCIATO LIAM

Salgo le scale e la chiamo. Non può finire così. Non posso lasciare ancora in sospeso ciò che c’è tra di noi. L’ho sentito fin nelle viscere, è reale.

Il suo telefono squilla però non risponde. È proprio determinata a mettermi i bastoni tra le ruote.

Mia dolce Zoe, non hai idea di quanto io sia intenzionato a vincere questa partita.

Mi sdraio sul letto e, per l’ennesima volta stasera, libero i miei sentimenti troppo a lungo repressi.

Inizio a scriverle un messaggio dove le dico che non mi pentirò mai di quello che è successo questa sera, che l'ho baciata perché lo desideravo da tanto tempo e non mi arrenderò finché non sarà mia.

Non mi aspetto che risponda, ma spero almeno non mi blocchi e cestini tutto.

Visualizzato. Cazzo. È online e sta leggendo. Okay, qualcuno da lassù mi sta aiutando, non c'è dubbio.

Forza Liam, adesso o mai più.

Confessa.

Ascolto anche la mia coscienza e decido di vuotare il sacco. Non tralascio nulla, nemmeno l'istante in cui i nostri occhi si sono incrociati per la prima volta e il mio corpo ha vibrato. Ogni parte di me l'ha desiderata e sapevo già che quello che stavo provando non era causato per lo spavento di aver potuto colpire qualcuno tra gli spalti, era una sensazione potente e inaspettata che aveva deciso di mettere radici.

Prendo un respiro profondo dopo aver inviato questi messaggi. È come se stessi giocando la partita della vita, corro per raggiungere la meta e Dio solo sa quanto bramo questo touchdown.

La amo, non posso più negarlo e adesso che glielo ho confessato ha acquistato maggior significato. Voglio vivere queste emozioni con lei, scoprire tutto ciò che in questi anni mi sono perso, e se non vorrà più vedermi lo accetterò, dopo tutto non posso obbligarla a stare al mio fianco se non prova nulla per me.

Ha visualizzato, ma non risponde.

Cazzo Zoe mi stai uccidendo!

Sospiro. Okay, me lo merito e voglio sperare che sia solo un suo modo di punirmi prima di perdonarmi.

Sono sfinito, ho il cuore a pezzi e guardando l'ora mi chiedo se riuscirò a dormire.

Domani partirò per New York e mi avrebbe fatto piacere fare il viaggio insieme, ma è troppo tardi per chiederglielo e visto il suo silenzio dubito mi risponderebbe.

L'unica mia speranza è incontrarla in sogno dove mi auguro di avere una chance, non mi vergogno e glielo confesso. L'ultimo messaggio prima di chiudere gli occhi e affidarmi alle braccia di Morfeo.

Se ho riposato un ora deve essere un miracolo, se il mio obiettivo era quello di sognarla l’ho mancato in pieno. Gli scenari più improbabili si sono palesati nella mia testa e nessuno vedeva noi due insieme. Quello che più di tutti mi ha fatto tremare è stata la sua confessione di essere innamorata di Ryan Anderson, motivo per cui mi rifiutava. Non esiste! Posso sopportare di sentirmi dare del playboy, di essere stato un bastardo con Lucy o addirittura di non piacerle, ma solo l’idea di vederla con quello sfigato no. No. Cazzo che fastidio, non posso accettarlo.

Salto giù dal letto come se mi avesse punto una vespa, devo fare qualcosa, quel sogno sembrava talmente vero che ho ancora i brividi addosso.

Mentre mi dirigo in doccia inciampo e mi faccio anche male. Accidenti! Guardo a terra e…

“Cenerentola ha perso la scarpa.”

Cazzo, perché non ci ho pensato prima? È pure tornata a cercarla, chissà che avrà pensato quando non l’ha trovata.

Ho bisogno di recuperare delle scarpe uguali. Ma come?

«Giuro che se non rispondi ti renderò la vita un infermo al campus!» esclamo mentre aspetto invano che il mio migliore amico si degni di rispondermi. Sua madre gestisce uno store di grandi firme in centro, sono sicuro che troverò lì quello di cui ho bisogno. L’unico problema è che sono appena le cinque del mattino, i negozi aprono alle otto e io non posso aspettare. Rischio che Zoe parta prima e mandi all’aria i miei piani.

«Cazzo Matt, rispondi ti prego!» Lui c’è sempre stato per me, in qualunque modo e in qualunque orario. Anche se eravamo ai capi opposti del globo, lui è sempre stato al mio fianco.

«Se non sei disteso in un letto di ospedale morente, giuro che ti ci mando io, sai che ore sono?»

«Matt, alza il culo, ho bisogno del tuo aiuto.»

«Liam, cazzo è successo?»

«Ho bisogno di scarpe da donna, mi serve che tua madre, o chi per lei, apra il negozio prima.»

«Tu sei pazzo, io torno a dormire» sbraita e chiude la chiamata.

Richiamo, ma non risponde.

“Ti ricordo che ho delle foto che, se finissero in mano a tuo padre, potrebbero garantirti un viaggio di sola andate per un monastero perché diventare prete sarebbe l’unica tua speranza di rimanere in vita.”

Non amo minacciare, e ho sempre giocato lealmente, peccato per lui che stavolta sono così disperato che ho intenzione di giocare sporco se necessario. Gli invio altri messaggi per infastidirlo e costringerlo a riprendere in mano quel maledetto cellulare.

«Devi essere davvero disperato per osare minacciarmi in questo modo» esclama non appena rispondo alla sua chiamata.

«Ieri Zoe ha rotto il tacco di una scarpa, io gliel’ho sottratta e…»

«Quindi hai visto la tua bella alla fine. Sono felice per te» riesce a pronunciare prima di sbadigliare in modo sonoro.

Per un solo secondo mi dispiace di averlo svegliato.

«Diciamo che ho avuto l’occasione della vita e non è andata proprio come volevo, quindi ho l’ultima carta da giocare e…»

«Vuoi comprarle le stesse scarpe per conquistarla?»

«Non so che fare Matt, sinceramente fatico a comprendere se il destino sia dalla mia parte o se mi voglia prendere per il culo» sbuffo passandomi la mano libera tra i capelli.

«Hai provato a confessarle i tuoi sentimenti?»

«Sì amico, ho vuotato il sacco. Prima ci ho provato di persona e poi glieli ho scritti tramite messaggio dopo che mi ha cacciato. Ha letto tutti i miei messaggi senza rispondermi.»

«E cosa ti fa credere che presentandoti come il principe che cerca la sua bella ti possa accettare?»

«Non mi ha bloccato, e non lo so, il mio istinto mi dice di provarle tutte. Dopo quel bacio io…»

«Di quale diavolo di bacio stai parlando Liam? E io dov’ero? Perché non ne so un cazzo?»

«Hei calma, resta sul pezzo per favore. Ho bisogno di te. Il mio tempo si è quasi esaurito.»

«Sì, ma voglio i dettagli lo stesso!»

«Eri alla festa di Pamela, ecco dove stavi. Devo andare avanti?»

Sbuffa e mugugna in risposta. Mi scappa un mezzo sorriso davanti al suo modo di fare, tipico di una serata noiosa conclusa in un modo altrettanto noioso.

«Possiamo concentrarci sul mio problema per il momento? Poi ti prometto che non ometterò nessun dettaglio, nemmeno di come ha risposto il mio corpo quando l’ho stretta tra le braccia.»

«Cazzo amico, sei davvero spacciato. La piccola Reese ti ha proprio fottuto il cervello.»

«Puoi smettere di dire ovvietà?» lo incalzo.

«Sei disposto davvero a tutto?» chiede e il suo tono non mi piace. Mette i brividi.

«Matt, sono serio, è importante per me. Sono disposto a tutto, meno che a ridicolizzarmi.»

«Io sto solo pensando al mio compenso alla fine di tutta questa storia.»

«Lo sai che tutto ciò che è mio è tuo, a parte Zoe naturalmente.»

«Bene, allora io mi occuperò delle scarpe. Inviami una foto di quella rotta. Tu pensa a prenotare una limousine e un autista.»

«A cosa dovrebbe servirmi la limousine? E dove accidenti la trovo a quest’ora del mattino?»

«Cazzo, dimenticavo che tu non hai sorelle e non hai fantasia» ride l’idiota.

«Matt!»

«Sarò breve: alla mia sorellina veniva spesso raccontata la favola di Cenerentola prima di andare a dormire. L’ho ascoltata fino allo sfinimento visto che era la sua preferita in assoluto così, quando sono stato abbastanza grande ed è toccato a me, ho iniziato a inventarne altre versioni per non essere sopraffatto dalla noia.»

«Conosco la favola di Cenerentola, idiota, ma cosa sono queste altre versioni?»

«Semplice: ero così stufo di sentire sempre la solita solfa che, sera dopo sera, ho provato a inventare scenari diversi. Una volta lui andava a prenderla in moto, poi in bici, poi in elicottero, ho anche una versione per adulti che naturalmente non ho mai raccontato a mia sorella, vuoi sentirla?»

«Tu sei un fottuto malato, anche no. Quindi suggerisci di andare in limousine? E l’autista per quale motivo?»

«Perché sarà lui a consegnare la scarpa, e tu l’aspetterai in auto con l’altra, se le vuole entrambe dovrà raggiungerti.»

Inizio a camminare avanti e indietro per la stanza, riflettendo sulle sue parole.

«Non male come idea, almeno se rifiuta non vedrà la mia delusione e non sarà l’ultimo ricordo che avrà di me. Sei un fottuto genio Matt.»

«Non rimarrai deluso Liam, ogni ragazza sogna la favola, e sono sicuro che anche Zoe, sotto quell’aria rigida da principessina dei ghiacci nasconda il desiderio di vivere la sua. Quindi muovi il culo e regalale il più bel finale mai visto finora.»

«Grazie amico. Prometto di tenerti aggiornato.»

Corro in bagno per concedermi una doccia e riflettere su come attuare il mio piano. È davvero presto ma forse, grazie a qualche conoscenza di mio padre, potrei riuscire a organizzare ogni cosa in tempo breve.

Quando scendo per la colazione trovo papà in fondo alle scale che parla con Mark, il suo fidato autista.

«Eccoti, ti stavo aspettando» esordisce e quasi incespico sull’ultimo gradino quando noto il suo sorriso e le sue braccia allargate.

«Perché?»

Mi accoglie al suo fianco e mi lascia una pacca sulla spalla.

«Mi sarebbe piaciuto accompagnarti a New York per questo viaggio importante, e volevo invitare anche il tuo amico Matt, purtroppo sono stato convocato per un caso urgente quindi sarà Mark a farlo al posto mio. Mi spiace figliolo, a quanto pare non sono bravo a organizzare le sorprese.» Non posso crederci! Figliolo e la parola mi spiace nella stessa frase pronunciata da mio padre è un evento epico. Sto sognando.

«Non preoccuparti. Grazie per il pensiero. Puoi sempre raggiungermi quando avrai del tempo libero.»

Non termino la frase che mi trovo stretto in un abbraccio. Se fossi un bambino non esiterei a piangere, il mio cuore inizia a correre più forte al solo ricordo dell’infinità di tempo che abbiamo sprecato. Tuttavia mantengo il contegno anche se mi sento invadere dalla felicità.

«Papà non vado mica in guerra.» Cerco di alleggerire l’atmosfera con una pessima battuta. Mi sorride e, dopo aver fatto un cenno al suo autista, mi saluta ed esce di casa.

«Cos’è appena successo?» domando a un Mark divertito.

«Non chiederlo a me, sono scioccato quanto te.» Alza le mani e si dirige in cucina. Lo seguo e mi accomodo al mio posto.

«Avanti, sputa il rospo, sai che non ci sono segreti tra noi» mormoro mentre addento un pezzo di pancake. Mark lavora per mio padre da così tanto tempo che lo considero parte della famiglia. Una sorta di simpatico zio o di fratello maggiore che ha sempre buoni consigli da elargire.

Si siede di fronte a me con una tazza fumante di caffè e mi fissa serio.

«Solo se tu mi spieghi perché l’assistente della signora McKinley mi ha chiamato dicendo che dovevo andare a ritirare una scatola da consegnare urgentemente a te. Cosa stai combinando ragazzino?»

Merda. Quasi mi strozzo. Bevo dell’altro succo di frutta e cerco di riprendermi.

E adesso come ne esco?

«Ehm, è un semplice regalo per me da parte di Matt, ci teneva che lo avessi prima di partire. Una sorta di buon augurio visto che ci rivedremo a New York e non riusciremo a viaggiare insieme» spiego nella speranza che non l’abbia già ritirato o peggio, visto. Mi guarda con uno stupore in volto che potrei associare a un famosissimo quadro. Continuo a bere del succo anche se ci vorrebbe del vino.

«Okay, avevo capito che eravate migliori amici, ma non pensavo foste così intimi. Quindi tutte quelle ragazze con cui uscivi servivano per nascondere la tua vera identità?»

Sputo il succo e balzo in piedi.

«Che cazzo stai dicendo Mark? Io non sono…»

«Tranquillo figliolo, ci conosciamo da moltissimo tempo lo sai che a me puoi confidare tutto, io ti voglio bene lo stesso.»

«Mark, non sono gay, se stai pensando questo. Mi piacciono ancora le donne e…»

«Allora puoi spiegarmi, in tutta onestà, perché il tuo migliore amico ti ha regalato delle scarpe col tacco da mille e duecento dollari?»

Okay ha aperto la scatola.

Respira Liam ce la puoi fare.

«Va bene, hai vinto. Ti racconto tutto.»

«Sono tutto orecchi.»

Inizio a raccontargli di Zoe, senza tralasciare nessun particolare. E infine confesso la trovata di Matt per riconquistarla e i miei problemi nel metterlo in pratica.

«Beh, direi che oggi è il tuo giorno fortunato.» Posa la tazza vuota nel lavandino e poi si sporge verso la finestra alle sue spalle. Scosta appena la tenda e, con un immenso sorriso, indica qualcosa nel vialetto.

«Sarò più che onorato di accompagnarvi entrambi sani e salvi a New York.»

Mi sporgo per capire di cosa sta parlando e, appena la vedo, penso che la mandibola mi sia caduta a terra. Fuori casa c’è una favolosa Limousine! Diavolo, è davvero il mio giorno fortunato. Senza volerlo mio padre ha risolto tutti i miei problemi! Sorrido, incredulo, e mi passo le mani tra i capelli cercando di dire qualcosa per esprimere la mia gioia. Sono così sconvolto che non esce nemmeno una sillaba dalle mie labbra.

«Bene, vedo che sei felice dell’assist che il destino ti ha riservato» ridacchia. «Ora, pensi di essere pronto in tempi brevi per andare a prendere la tua bella Cenerentola e iniziare la vostra favola?»

A quelle parole torno serio per un attimo.

«Lei è una tosta, Mark, non so se avrò il mio lieto fine, nonostante tutto.»

Il suo sguardo si illumina per un attimo. Posa la mano sulla mia spalla e poi sorride.

«Tutte le ragazze sognano la favola, Liam. Le hai già aperto il tuo cuore, sai di non esserle indifferente quindi, che aspetti, fai la tua mossa, realizza il tuo scacco matto e sii felice. Ti serve solo un’ultima idea che renda tutto estremamente romantico e sarà fatta.»

«Idea del tipo?» Ora sono io a sorridere. Non immaginavo che Matt e Mark nascondessero questo lato romantico da principe azzurro!

«Prendi carta e penna figliolo, dobbiamo fare breccia nel suo cuore.»

 

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