Sebbene l'uso del termine pornografia sia relativamente recente, la rappresentazione e la descrizione di atti sessuali a scopo erotico ha accompagnato l’umanità dai primordi. E gli scatenati dandy dell’epoca regency non erano esenti dall’utilizzo di questi ‘sostegni’ della passione, che fossero opere figurative o letterarie.
La distribuzione di materiale pornografico nell'epoca Regency era un’operazione ad alto rischio, basata su reti sotterranee che collegavano botteghe rispettabili, venditori ambulanti e circoli privati. Poiché la Society for the Suppression of Vice era sempre all'erta, il commercio doveva essere creativo. Se eri un gentiluomo londinese in cerca di emozioni forti, sapevi esattamente dove andare: Holywell Street, vicino allo Strand. Questa stradina stretta e buia divenne il quartier generale della letteratura erotica mondiale per gran parte dell'Ottocento. Le librerie esponevano in vetrina testi religiosi o classici latini. Una volta entrato, il cliente veniva condotto nel retrobottega o gli venivano mostrati cataloghi nascosti sotto il bancone. La produzione fisica avveniva in piccole tipografie nascoste nei quartieri popolari o in soffitte private per evitare sequestri di macchinari. Molti libri venivano venduti con titoli che sembravano trattati medici, saggi filosofici o guide di viaggio. Alcuni editori operavano su base di abbonamento. Inviavano il materiale direttamente alle residenze nobiliari o ai club maschili, spesso imballato in casse che sembravano contenere beni di lusso come vino o tessuti pregiati. Uno degli editori più famosi fu William Dugdale. Sfidò costantemente le autorità stampando versioni economiche di testi erotici, rendendoli accessibili non solo ai nobili, ma anche alla classe media. Oltre ai negozi fissi, esisteva una rete di venditori itineranti che operavano nei luoghi di aggregazione maschile. Nei club di St. James, i servitori o i venditori di fiducia portavano le ultime novità direttamente ai membri. In luoghi come i Vauxhall Gardens piccoli opuscoli e stampe venivano scambiati rapidamente tra la folla, lontano dagli occhi indiscreti delle "sentinelle della moralità". Dato che i libri erano costosi, esisteva un florido mercato di singole stampe, che venivano vendute separatamente dai testi. I collezionisti le acquistavano per poi farle rilegare in volumi personalizzati. Londra era il centro della produzione inglese, ma molti dei lavori più espliciti venivano contrabbandati da Parigi. La Francia era considerata la "capitale del vizio" e i materiali francesi erano molto ricercati per la loro qualità artistica superiore.
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