Rubrica di S.M. May (Amarilli, per i più) che si propone di offrire dei consigli di lettura, attraverso curiosità e temi particolari.
Sempre continuando il nostro tour a puntate nel romanzo storico, spero che perdonerete il fatto di aver dedicato ben tre puntate al fascino indiscreto del kilt, ma la materia è tanta, cari lettori: di più, la carne è tanta!
Così, non posso non consigliare i romanzi di Hannah Howell e la sua Saga Murray, che narra le vicende dell’omonimo clan, spaziando su quattro generazioni ed oltre cento anni di storia.
Il romanzo d’apertura è “Il destino delle Highlands” che ci presenta un laird, Balfour, che è un po’ uno schiaffo in faccia rispetto agli standard usuali.
Per le lettrici abituate all'highlander da film, sempre e comunque modello GQ, il nostro è un signorotto del suo tempo, rude e vigoroso, uno che scendeva in guerra, assorbiva con distacco le perdite dei suoi, concupiva senza troppi rimorsi le donne del clan e si sentiva, di diritto, il gallo esclusivo del pollaio.
Maldie, a sua volta, è una giovane illegittima, senza onore, protezione e famiglia. Non è che potesse fare molto, per cui ho trovato originale l'idea di concederle, almeno, il sapere nella medicina e nelle cure di emergenza, un sapere che fa valere rispetto al valore delle armi.
Già in precedenza vi avevo citato Kerrigan Byrne, autrice di meravigliosi romanzi ambientati in pieno periodo vittoriano.
"Nel letto di uno scozzese” ci troviamo nell'umida e nebbiosa costa davanti alle Isole Ebridi, spazzata da venti gelidi e burrasche. Qui, anni prima, si sono consumate le tragedie dei Mackenzie, con un capo-clan crudele che sparpagliato figli legittimi e naturali nel mondo.
Gavin, Lord Thorn (che vuol dire "spina", guarda caso) vuole emanciparsi dal clan d'origine, vivendo di allevamento e solitudine in un'antica fortezza. Ma gli serve comunque terra per il pascolo, quindi pensa bene di rivendicare la tenuta lasciata dai Ross, famiglia di vicini (nemici) che si è trasferita in America.
Senonché, con una tempestività fastidiosa, dal selvaggio West fa ritorno proprio colei che si proclama come l'ultima erede dei Ross, tale Sem, abile a cavallo e pistolera, carattere tenace e intraprendente.
Sem odia Gavin, Gavin odia sostanzialmente tutti, perché ha sofferto parecchio ed è un orso che si è rifugiato nel suo maniero per non soffrire ancora. I due, a confronto, sono polvere da sparo e scintille, tra battute e ripicche, e sentimenti inaspettati che rischiano di offuscare la loro lucidità.
Adorerete i due in conflitto, nonché la piccola famiglia "allargata" che abita Inverthorne, nonché i fratelli Mackenzie che stanno lontani e si vogliono bene, nonché questa landa di terra e nebbia, che continua ad avere il suo fascino.
Arriva poi Suzanne Enoch e la sua serie degli Scandalous Highlanders: “Un diavolo in kilt”, “Quell’adorabile accento scozzese”, “Pazza di un Highlander”.
Ci troviamo a Londra, a inizio 1800. Una giovane lady inglese sposa, innamorata, un rude conte delle Highlands e si trasferisce in Scozia, procreando tre maschi e una bimba. Ma l'insofferenza per un mondo isolato e diverso ha la meglio sulla contessa, che se ne ritorna a Londra, abbandonando marito e figli. Siccome i cordoni della borsa li ha lei, però, stipula un patto: se vogliono i soldi, i ragazzi, da grandi, raggiungeranno la madre a Londra e sposeranno tre fanciulle di sua scelta.
Sono passati diciassette anni e ora è arrivato il momento della resa dei conti: i tre giganti selvaggi raggiungono la mamma eccentrica pensando di stracciare l'accordo, ma lady Francesca li batte in ricchezza e astuzia.
Quando Ranulf e i suoi adorabili fratelloni fanno la temuta comparsa a Londra, saranno inglobati dai pericoli matrimoniali della Stagione.
Anche stavolta concludo con un’autrice italiana, Roberta Ciuffi, autrice di “Uno scozzese va alla Stagione”. Quando Lord Sinclair decide di assumere il suo ruolo di Laird, rinunciando alle intemperanze giovanili e cercandosi una moglie tranquilla, mentre accompagna la sorella minore, Lorna, al debutto londinese, non immagina il guaio in cui si sta per cacciare. Il guaio ha un nome, in effetti: Nola.
Che aspettate a correre a leggere questi romanzi? Li trovate qui, nella nostra app.
Se anche questa puntata vi è piaciuta, continuate a leggere o ascoltare la rubrica: arrivederci alla prossima!
Per chi volesse saperne di più, ho scritto “Historical Romance Journal – Guida di piacere al Romance Storico”, dove parlo di tutte queste autrici.
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