Rubrica di S.M. May (Amarilli, per i più) che si propone di offrire dei consigli di lettura, attraverso curiosità e temi particolari.
Più di uccellino mi ha detto che le puntate sulla gente in kilt sono molto apprezzate, quasi di più del nostro ambito Duca, così ritorno sul luogo del delitto e proseguo imperterrita a presentarvi Highlander a profusione.
L’importante è rispettare un’unica regola ferrea, ricordate: si accettano soltanto glutei sodissimi sotto il plaid!
Tra le autrici appassionate della tematica, non posso non citare Paula Quinn. Il suo “Stregata da un Highlander” si apre con un doloroso fatto di sangue, con i personaggi divisi da una faida familiare.
Tristan ha perso uno zio adorato per colpa dei nemici; poco dopo lo zio viene vendicato, ma causando sette nuovi orfani, tutti nella famiglia opposta. E il destino complica tutto, facendo infatuare Tristan proprio di una delle figlie del nemico morto, Isobel, una che non ha tempo da perdere.
Dunque, il belloccio crede che basti presentarsi a casa del nemico e dimostrare le proprie buone intenzioni; ma non ha fatto i conti con la nidiata di piccoli infidi Fergusson, decisi a fargliela pagare, Isobel in testa.
Anziché assedi e battaglie, l'eroe dovrà vedersela con inganni, tranelli, scherzetti vari, rischiando la pellaccia anche senza armi in giro...
E che dire di Maya Banks? Di lei ricordiamo la trilogia dedicata ai fratelli McCabe.
In “La passione di un highlander” è reso in modo credibile il contesto storico, con lotte tra clan, un’estrema precarietà di alleanze e territori feudali, il controllo totale in mano al capoclan e.. beh, il fatto che le donne contavano poco, se non come trofeo o merce di scambio.
Rionna si distacca un po' dai soliti stereotipi, in quanto è stata allevata in modo "maschile".
Quindi, giustamente, se la prende quando Caelen, nella sua foga di proteggerla, non trova di meglio da fare che toglierle la possibilità di difendersi da sola. Lei non ci sta e lo farà faticare prima di cedere.
Ulteriore menzione per Kerrigan Byrne, che intitola un suo romanzo ambientato in epoca Vittoriana proprio “L' Highlander”.
Anche qui abbiamo un inizio cupo e drammatico, in un manicomio, con una nobildonna alla mercé di dottori e infermieri viscidi. Il che non è poi una cosa tanto di fantasia, visto che è tristemente noto come a quell'epoca venissero rinchiuse donne anche in salute, ma colpevoli d'essere trasgressive, ovvero libere, accusate di crimini inesistenti perché in qualche modo ritenute pericolose a livello "sociale".
Nel nostro caso, la viscontessa St. Vincent è stata rinchiusa su ordine del marito, che ha trovato un modo per liberarsene senza scomodarsi troppo.
E sarà proprio Liam, il guerriero della Scozia ad accorrere in suoi aiuto e a portarla in salvo tra le montagne.
Concludo con una segnalazione di un’autrice italiana.
Sempre in tema Scozia, M.P. Black ha scritto la trilogia time-travel Scottish Love; che ci trasporta dall’epoca moderna al Medioevo scozzese del XV secolo; la serie comprende i volumi “Rapita da un Highlander”, “Amata da un Highlander” e “Sedotta da un Highlander”.
Che aspettate a correre a leggere anche questi romanzi?
Per chi volesse saperne di più, ho scritto “Historical Romance Journal – Guida di piacere al Romance Storico”, dove parlo di tutte queste autrici.
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