11_Normanni e prede: i primi veri enemies to lovers- Viaggio a puntate nel romance storico

SM May (Amarilli)


Rubrica di S.M. May (Amarilli, per i più) che si propone di offrire dei consigli di lettura, attraverso curiosità e temi particolari.


Se oggi tra le lettrici fanno furore highlanders e damerini vittoriani, c’è stato un tempo in cui il filone medievale la faceva da padrone e, all’interno dello stesso, primeggiavano i temibili cavalieri normanni.

D’altronde, se fate un po’ di mente locale circa la diffusione storica di questo popolo, vi accorgerete che si sono spostati un po’ ovunque, partendo dalla Scandinavia per arrivare alla Francia, all’Inghilterra e poi all’Italia meridionale, con un ricco assortimento di ambientazioni disponibili per eventuali romanzi.

Esplorando tra i titoli, non si può non menzionare per primo il celebre Matrimonio normanno” di Julie Garwood, che ci porta direttamente nel 1066, all’indomani dello sbarco di Guglielmo il Conquistatore. Uno dei suoi fedeli cavalieri, il barone Royce, espugna un castello sassone e ottiene in premio (The Prize è il titolo originale) anche la figlia adolescente del precedente, facendola cedere grazie a un misto di prepotenza e ricatti. Vi dirò: pur consapevole che in parecchie hanno perso il sonno per lui, io non l’ho mai tollerato. Royce sa sempre cosa è giusto per la moglie, le spiega la bontà dei suoi ordini, gestisce ogni singolo dettaglio dell’esistenza, dal menu alle conversazioni; non è violento, ma lo fa con un sorriso indulgente e spiegando in modo paziente le cose, tanto che Nicholaa, che per metà libro ha provato a tenergli testa, si trasforma (a mio avviso, per sfinimento) in uno zerbino per dagli “pace”, letto caldo e tanti eredi.

Perciò, di fronte a un eroe di tal fatta, passo e ve lo lascio tutto.

Discorso analogo meritaIl Leone di Normandia” di Connie Mason, che, pur coerente dal punto di vista storico, lascia tiepido il mio animo romantico.

Anche qui ci troviamo nei giorni successivi alla battaglia di Hastings e la giovanissima Lady Ariana si trova con i familiari sterminati e il nemico normanno alle porte. 

Re Guglielmo in persona ha "donato" il maniero a Lyon e gli ha ordinato che impalmi l'unica erede per garantire la continuità del titolo. Persino la Mason evita di dover imbastire il romanzo con una sposa-bambina s’inventa di spedirla in convento in attesa della consumazione (per ben 5 anni: grande anacronismo, a mio parere, considerato che al tempo si moriva per un niente e non si comprende perché l’eroe avrebbe dovuto rischiare di non generare un erede così a lungo). Va a finire che, quando lui esercita i suoi diritti in modo conforme all'epoca, l’amore sboccia subito, tutto infiorettato da virilità e sexy prepotenza, con la neo-sposa che deve venire punita/domata, in quanto piena di ritrosia maliziosa.

Lo so, io vi indico i romanzi per trasparenza, ma non sono obbligata a evitare gli sbadigli…

Va un po’ meglio perIl conquistatore normanno” di Iris Johansen, grazie alla presenza di Gage Dumond, cavaliere/mercante di origini nobili illegittime, giunto in Inghilterra per accaparrarsi una baronia, e del suo inseparabile compagno d'armi, Malik Kalar, un saraceno fascinoso, dalla battuta divertente, e con modi cortesi e premurosi. 

Se Gage è un orso, passionale e vendicativo, l'amico è il vero cavaliere galante della storia.

Come protagonista femminile viene contrapposta Brynn, una guaritrice sensitiva e una donna erudita in un mondo di ignoranza e oscurantismo, ridotta alla mercè del nuovo signore.

Certo, all’inizio lei viene comunque appellata come “bisbetica”, ma resta un rapporto d’amore alla pari, nel vero senso dei nemici che imparano a rispettarsi e s’innamorano. Una lettura perfetta per chi ama i romanzi passionali, con cattivoni viscidi ed eroi che si palesano su uno sfondo di fiamme (nel libro, infatti, accade...).

Per concludere, consiglio un romanzo italiano, Lo schiavo di Antiochia” di Ornella Albanese.

Ci troviamo intorno al 1100, a Hydruntum, l'odierna Otranto, dove convivono Bizantini e Normanni, da dove partono e tornano (o non tornano) in continuazione generazioni impegnate nelle Crociate verso la Terrasanta. Elèni è la secondogenita di una famiglia senza eredi maschi, quindi con un feudo esposto alle brame voraci dei confinanti. 

Per quanto il padre abbia risolto il problema pianificando matrimoni combinati, Elèni è l'unica che si rende conto della fragilità del loro status e della natura degli uomini che vengono cercati come alleati. L'acquisto di uno schiavo, come dono per ingraziarsi proprio il vicino Gaddo, è l'evento scatenante che muta completamente la sua vita e il suo modo di pensare.

Questo "Normanno Rinnegato" non abbassa il capo e non rinuncia allo sguardo di sfida, neanche legato a una catena, è davvero un'incognita tutta da scoprire. Troverete ritmo incalzante, belle descrizioni, molti colpi di scena. 

Se anche questa puntata vi è piaciuta, continuate a leggere o ascoltare la rubrica: arrivederci alla prossima!


Per chi volesse saperne di più, ho scritto “Historical Romance Journal – Guida di piacere al Romance Storico”, dove parlo di tutte queste autrici.



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