Quando la vita ti dà mandarini

Tiziana Irosa


Interpretato da Park Bo-gum nel ruolo di Gwam-sik  e IU nel ruolo di Ae-sun, questo è uno dei K-drama più famosi al mondo sia per la storia cruda e intensa e sia per i sentimenti e le emozioni che suscitano allo spettatore.

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Il titolo originale in tradotto dal coreano sarebbe: per tutto il tuo duro lavoro e, credetemi, è molto più calzante, anche se la metafora dei mandarini per noi è più poetica e più vicina a un detto famoso: quando la vita ti da limoni, tu fai una limonata. I mandarini sono il frutto tipico di Jeju, location in cui si svolge gran parte della storia.

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Preparate i fazzoletti (almeno, io ne ho usati parecchi) e immergetevi nell’isola di Jeju degli anni 50, uno dei posti più belli e turistici della Corea del Sud. È da qui che parte tutto, da Ae-sun e Gwam-sik bambini. La prima è una ragazza ribelle, studentessa modello da grande vorrebbe fare la poetessa. Gwam è figlio di pescatore, lui è il classico bambino silenzioso e ubbidiente, ma per la sua Ae farà le cose più impensabili.

La storia è uno svolgersi tra presente e passato della coppia, da quando erano bambini fino alla vecchiaia, percorrendo tutte le stagioni della vita con trionfi e perdite e, credetemi, ne vivranno davvero tantissimi.

Tramite la storia dura e vera di questa famiglia, si può osservare quanto sia cambiata la vita in Corea del Sud dal dopo guerra fino ai giorni nostri: le difficoltà che si affrontano ogni giorno, le piccole vittorie e la felicità legata davvero a momenti che a volte diamo per scontati.

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L’amore che lega Gwan-sik e Ae-sun è il motore portante di tutta la serie. Uno di quegli amori profondi, unici, al di sopra di tutto e tutti e che li aiuterà ad affrontare tutto quello che la vita gli può presentare, perché, quando vuole, la sfiga ci vede benissimo e ai nostri due poveri protagonisti ne capiteranno davvero di ogni: vita, morte, miseria, ricchezza. Pensate qualcosa e sì, capiterà anche quello. Ma quello che mai li abbandonerà è la voglia di lottare con la sola forza delle loro mani e il loro amore che li unisce e non gli fa perdere la speranza, nemmeno nel periodo più buio della loro vita.

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La storia è raccontata attraverso il POV della figlia maggiore di Ae-su e Gwan-sik e racconta dei suoi genitori bambini, di come suo padre avesse lottato per conquistare la madre, di come lui, figlio di pescatori, l’avesse nutrita portandole del pesce di nascosto dalla sua famiglia quando lei era rimasta sola al mondo alla morte della madre, di come l’avesse sempre protetta e di come le è sempre stato accanto considerandola l’unica. Lui è forse l’uomo più dolce della terra, il modo in cui guarda la sua amata, la venera, e la cura. Desidererete avere anche voi un Gwam-sik che vi guarda con quegli occhioni, se poi ci mettiamo che quegli occhi sono di Park Bo-gum… si vince facile. Lui è perfetto per quella parte, le sue espressioni sono autentiche, vere, tanto che, a volte, dimentichi si tratta di finzione. Lo ammetto, mi sono innamorata perdutamente di questo personaggio, la sua forza e il suo amore sono encomiabili. IU interpreta la nostra Ae-sun in modo magistrale. L’amore che prova per il marito, il modo in cui lei lo difende, si batte per lui e lo ama…

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Sì, ho amato alla follia questi due personaggi e ho pianto molto, ma anche riso, gioito, tifato per loro, mi sono sentita una di famiglia.

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La consiglio a tutti, anche a chi non ama le serie Coreane, perché “Quando la vita ti dà mandarini” è una serie che fa riflettere e apre il cuore. 💚

 

Credits: Locandina ufficiale della serie 'Quando la vita ti dà mandarini' (2025) © Netflix. Utilizzata a scopo di recensione.



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