5_Guida Astronomica per Innamorati: il cacciatore Orione

Nora June Peebles


Le costellazioni non esistono. No, sul serio, non esistono. Ecco, l’ho detto. Ma come? Vi chiederete. Ci hanno ingannati per migliaia di anni? E Andromeda? E Perseo? E i cavalieri dello Zodiaco? Ne parleremo oggi e, per indorare la pillola, vi racconterò anche la storia dell’uomo più affascinante del mondo.

Bentornati a Seconda Stella a Destra. Sono Nora June Peebles: fisica teorica, autrice, caffè-dipendente e romantica senza speranza e sono host del podcast CosmoLogica - Storie di Scienza, che trovate anche su RomanceApp.

Negli scorsi due articoli di Seconda Stella a Destra,  abbiamo parlato delle Pleiadi, le bellissime stelle blu anche note come le sette sorelle. In questo articolo, parliamo dell’uomo più affascinante del mondo, il cacciatore Orione, e della splendida costellazione a lui intitolata.

Non esiste un racconto standard sul mito di Orione, come invece abbiamo per Giasone, ad esempio. Nel caso di questo eroe abbiamo le Argonautiche di Apollonio di Rodi o la Medea di Euripide a codificare la sua storia. Nel caso di Orione, invece, ci sono arrivate numerose versioni differenti, dalla mitologia greca, romana e sumera. Ci sono accenni alla sua figura in varie opere. Nell’Odissea, giusto per citarne una, Odisseo scende agli inferi e vede, tra le tante, anche l’ombra di Orione. Mi sono appassionata e ho cercato altre fonti. A quanto pare, la leggenda di Orione era raccontata in un’opera di Esiodo purtroppo andata persa, l’Astronomia, e viene solo citata en passant nelle Opere e i Giorni, in cui si parla della costellazione di Orione. Una versione del mito raccontato da Esiodo nell’Astronomia veniva data da Eratostene di Cirene nel suo trattato sulle costellazioni, i Catasterismi, andato però anche lui perso. Ne esiste solo un riassunto fatto da un autore ignoto, quindi non ne sappiamo molto.

I Sumeri vedevano nel cacciatore celeste il loro eroe Gilgamesh, intento a lottare contro un toro furioso. Il nome da loro dato a Orione era URU ‍AN-NA, la luce del cielo. Se guardate bene, potete trovare vicino a lui la costellazione del Toro, dai Sumeri chiamata ‍GUD ‍AN-NA, toro del cielo.



In Grecia circolavano moltissime versioni del mito di Orione. In tutte, però, si trattava di un uomo magnifico, alto e bello, e di un grande cacciatore. A seconda della versione, Orione si era invaghito di fanciulle che non ricambiavano il suo amore o aveva attratto le attenzioni non volute di varie dee. Si dice che cacciasse con Artemide in compagnia del suo fedele cane Sirio, che fosse stato accecato per vendetta (dopo un tentato stupro) o per gelosia (una dea si era innamorata di lui). In una versione del mito, dopo essere stato accecato, aveva camminato verso a est così a lungo da incontrare Eos, l'aurora. Eos restituì a Orione la vista e lui se ne innamorò perdutamente e la sposò. Artemide, però, che cacciava con lui, ne era segretamente innamorata e gli fece delle avance, che lui rifiutò. Apollo, geloso dell'affetto che la sorella provava per il cacciatore, inviò uno scorpione a uccidere Orione e il suo fedele cane. Zeus, furioso, fulminò lo scorpione e innalzò tutti gli eroi di questa storia nel cielo.

In un'altra versione, Orione si invaghì di sette sorelle, le Pleiadi, e le inseguì senza successo per anni, fino a quando Zeus tramutò tutti loro in costellazioni.

Qualunque sia la versione del mito che vi piace di più, se alzate gli occhi al cielo, non potete non trovare la costellazione dedicata a Orione. Si tratta forse della costellazione che più assomiglia alle fattezze di un uomo. Ed è anche una delle più facilmente riconoscibili, grazie alle tre brillantissime stelle che formano la sua cintura. Nel cielo, Orione è accompagnato dai cani da caccia Cane Maggiore e Cane Minore. Non vi sorprenderà sapere che la stella più brillante del cielo notturno, Sirio, è parte della costellazione del Cane Maggiore. Poco distanti, potete vedere le Pleiadi, che lui non riuscirà mai a raggiungere. E la costellazione dello Scorpione sorge quando tramonta Orione, così da non poter più costituire un pericolo per il cacciatore del cielo.

Vi lascio con una curiosità. C'è una discussa ipotesi tra gli egittologi a proposito dell'allineamento delle piramidi della Necropoli di Giza. Non credo che sia stata ancora né confermata del tutto né smentita ma non ci metterei la mano sul fuoco. Ve la riporto per completezza.  Nell'antico Egitto, si credeva che i faraoni raggiungessero Osiride dopo la morte. Osiride era identificato con le stelle della costellazione di Orione. Per questo motivo, le piramidi di Giza sono costruite a immagine delle stelle di questa costellazione e la camera del Re, nella piramide di Cheope, era orientata con Zeta Orionis, la stella più a est della costellazione di Orione. Trovo che sia molto suggestivo, ma non garantisco nulla.

Nel prossimo articolo parleremo degli aspetti più propriamente astronomici che riguardano la costellazione di Orione.


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