Recensione di Pitti Duchamp perché Fiamma si sarebbe fermata alle prime dieci righe.
I DELITTI DI RUE DU LOUVRE
Di Michaëla Watteaux
💜Parigi, 1925. Tra i locali di lusso, le danze disinibite nei cabaret e i cenacoli fumosi dei poeti surrealisti, la città sembra essere proiettata in una nuova era di cambiamento e benessere. Simbolo di questo rinnovato progresso è la Centrale Gutenberg in rue du Louvre, il più grande centralino telefonico di Parigi, che dà lavoro a decine di ragazze finalmente libere di esprimersi fuori dalle mura domestiche. Ma questo sogno rischia d’infrangersi quando due di loro vengono trovate brutalmente assassinate, con il volto sfigurato e coperto da una maschera simile a quelle usate dai soldati rimasti sfregiati durante la Prima guerra mondiale. Un dettaglio che induce a concentrare i sospetti sull’indiziato più ovvio: Mangrin, un reduce ferito nel corpo e nell’anima, che si guadagna da vivere come custode della Gutenberg. Tuttavia la teoria non regge allo scrutinio di Paul Varenne, un ispettore di polizia che ha provato sulla propria pelle gli orrori delle trincee e si è inimicato i superiori a causa del suo anticonformismo e della sua testardaggine. Convinto che Mangrin non sia altro che un capro espiatorio, Varenne inizia a indagare, rendendosi presto conto che quegli omicidi non sono che la punta dell’iceberg. Aiutato da Mathilde de Villedieu, una giovane e brillante psicoanalista legata a una delle vittime, Varenne si farà strada tra le pieghe più oscure della società parigina, inseguendo una verità tanto tragica quanto pericolosa, che coinvolge persino i vertici del potere. E tra loro c’è chi è disposto a uccidere pur di mantenere il segreto.
Editore NORD
Pubblicato in Italia il 3 febbraio 2026
Mamma: Fiammaaaaaa! Rimetti a posto la roba pulita!
Fiamma: Sto leggendoooooo! Non posso ascoltareeee.
M: Anche ioooooo! Ma se io posso parlare, tu puoi ascoltare.
F: Ehi bro, tutto a posto? Stiamo leggendo, punto. Non facciamo altro.
Questa storia del 'bro' deve finire.
M: ti senti a posto con la tua coscienza a chiamarmi bro?
F: Ti voglio bene anche se sei così boomer.
M: Tu cosa leggi?
F: Un libro distruttivo per cui so che piangerò moltissimo. E tu?
M: Mi ricordo i bei vecchi tempi de ‘Il Cavaliere d’Inverno’ e tutte le lacrime che ho versato.
Per inciso, mentre mia figlia ridacchiava perculandomi.
M: Io sto leggendo un poliziesco storico con un ispettore cocainomane troppo tormentato e mi sta piacendo moltissimo. Le descrizioni di Parigi sono stupende.
F: C'è un serial killer con poteri speciali? Una storia d'amore tra elfi? Un principe tiranno che si innamora di una spietata nemica?
Ho sbagliato qualcosa nella sua educazione affettiva. Io ne sono certa. Probabilmente il primo fidanzato sarà un uomo lucertola.
M: Nulla di tutto ciò. Ci sono traumi collettivi che risalgono alla prima guerra mondiale, oppure locali equivoci che fanno da palcoscenico a nomi che evocano sogni di amori travolgenti tipo George Simenon e Josephine Baker, la Venere nera che scandalizzò Parigi e il mondo.
Mentre parlo trasognata seduta sul divano, lei appare appena un po’ interessata. Si siede vicino a me sbirciando il Kindle. Quasi esulto illudendomi che magari potrebbe chiedermi se può leggere il libro.
F: Roba da boomer insomma.
Da Boomer? Josephine Baker da boomer?
M: ci sono personaggi in questo libro che sono stati scandalosi e irriverenti quanto la tua generazione non potrebbe neanche immaginare di essere. Non potreste neanche sognare di essere fighe quanto lo è stata la Baker.
Fiamma scocciata sbuffa... oddeo, la costringerò ad andare a letto senza cena.
F: Insomma, allora chi è l'assassino?
M: non ci provare. Non spoilero. Ma non puoi giudicare un libro da quanto è perfido il protagonista. Ma ti pare un metro di misura?
Sono sempre più convinta che entro la maggiore età progetterà uno sterminio di massa.
F: E su cosa mi dovrei basare?
M: Per esempio l'ambientazione. Come mi piace questa Parigi lussuosa e decadente! O la scrittura, che in questo caso è lucida e veloce, piena di dialoghi incalzanti. Oppure l'intrigo e il realismo storico.
F: mi sto per addormentare.
Chiudo il Kindle. Non mi lascerà più in pace...
M: io invece sto per prendere tutti i tuoi vestiti che ho amorevolmente lavato e ripiegato, e buttarli dalla finestra.
F: Va bene, vado a rimettere. Ciao!
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