Sbattei lentamente le palpebre, assaporando i tiepidi raggi del sole che, penetrando dalle fessure delle imposte, mi accarezzavano con dolcezza le guance.
Alzai le braccia verso l’alto e mi stirai, emettendo un mugolio leggero e carico di soddisfazione.
Ero felice, e come potevo non esserlo, dopo che avevo appena trascorso le ore più emozionanti della mia vita?
Mi girai lentamente sul fianco sinistro e poggiai le mani sotto la guancia, riempiendo i miei occhi con il volto che amavo di più al mondo.
Il mio novello marito stava dormendo girato dalla mia parte.
Così, nella penombra di quella calda mattina d’estate, ne approfittai per osservare con attenzione i tratti delicati del suo viso, le labbra rosse e carnose, il taglio allungato degli occhi e i capelli scuri e ricci che gli ricadevano in parte sulla fronte alta.
Lo amavo alla follia.
Michael era piombato come un ciclone nella mia vita per rapire immediatamente il mio cuore, farlo suo e condannarmi per sempre a un amore carico di emozione, dolcezza, altruismo, generosità, ma anche di tanta passione.
Ripensando alla nostra prima notte di nozze appena trascorsa, e alla mia verginità perduta, le guance iniziarono a bruciarmi e laggiù, nel centro pulsante della mia femminilità, l’eccitazione urgente e devastante scoppiò in un istante, cogliendomi quasi di sorpresa.
Giacevo ancora nuda sotto le lenzuola bianche di lino e sapevo perfettamente che anche Michael lo era. Così, lentamente, iniziai a scostare la stoffa prima dalla sua schiena, poi dal sedere.
Sbarrai gli occhi, nutrendomi del suo fisico perfetto, ancora incapace di accettare il fatto che quell’uomo meraviglioso fosse diventato mio marito.
Mi morsi un labbro, mentre gli appoggiavo la mano destra sulla schiena, iniziando a seguire, con calma voluta, il tragitto della sua colonna vertebrale.
Michael sbarrò gli occhi, mi fissò per qualche istante, quindi sorrise.
Senza parlare, mi afferrò la mano e, con uno scatto rapido, balzò sopra di me, facendomi chiaramente sentire che la sua eccitazione era pari alla mia.
“Che bel risveglio, tesoro.” sussurrò, calando le sue labbra sulle mie.
Si impossessò con avidità della mia bocca, perlustrandola subito con la lingua. Io, in preda a un’eccitazione folle, inarcai la schiena, facendo aderire il seno al suo petto.
“Ti amo follemente Marie, lo sai vero?” sussurrò tra i miei capelli chiari. “E ti trovo terribilmente attraente in questo momento. Sappi che non riuscirò a controllarmi.”
Gli afferrai il viso con le mani, affondando i miei occhi azzurri nei suoi, incredibilmente scuri e grandi.
“Non ho alcuna intenzione di chiederti di farlo, Michael. Credo che non ne avrò mai abbastanza di te.”
Lui sospirò, mi sorrise ancora e iniziò a baciarmi il collo, per poi scendere verso il seno e far scorrere la sua lingua calda sui capezzoli, che si inturgidirono all’istante. Inarcai ancora la schiena, in preda a un’eccitazione sempre più pressante, che mi stava facendo mancare il respiro, mentre il cuore aveva deciso di intraprendere nel petto una corsa forsennata.
La lingua di Michael poi scese fino al mio ventre teso, solleticandomi l’ombelico.
“Ti prego” sussurrai con voce roca, poggiando le dita tra i suoi folti capelli. “Non farmi aspettare più. Non ce la faccio.”
Michael sollevò il viso, mi sorrise, e ricominciò a leccare la mia pelle, risalendo verso il seno, poi sul collo, per soffermarsi infine sul contorno delle mie labbra.
“Sei bellissima.” disse, con voce devastata dalla passione, mentre affondava in me con impeto.
Gridai, senza riuscire o comunque provare a controllarmi. Allacciai le gambe attorno alla sua schiena e Michael iniziò a spingere con forza, facendomi provare sensazioni sempre più potenti, che mi fecero perdere del tutto il contatto con la realtà.
“Non ti fermare, ti prego!” lo implorai, socchiudendo gli occhi.
Michael diede altre due spinte vigorose, quindi uscì, lasciandomi inebetita.
“Girati a pancia in giù.” sussurrò, afferrandomi delicatamente per un braccio.
Lo fissai per qualche istante, senza capire.
“Fidati di me, Marie.”
Annuii, inebetita, e gli obbedii, incuriosita dalla piega che aveva preso la faccenda.
Lui, allora, infilò un braccio sotto il mio ventre e mi sollevò il sedere, facendomi mettere carponi.
“Michael?” chiesi in un sussurro, avvampando.
“Shhhh.” rispose, poggiando una mano sulla mia schiena.
Urlai quando entrò in me, anche se lo fece con delicatezza.
“Ma si può fare anche così?” chiesi, del tutto sconvolta per quanto stava accadendo.
“Oh sì, tesoro, sì.” rispose lui, con voce roca.
Michael, dopo qualche secondo, iniziò a muoversi dentro di me sempre più velocemente e con sempre più forza.
Io emisi una serie di gridolini e lui rallentò i movimenti.
“Ti sto facendo male, tesoro?”chiese, con voce preoccupata.
Scossi la testa con veemenza, chinando il capo verso il basso, mentre puntellavo i gomiti sul materasso.
“No no, è stupendo Michael, ti prego, continua!”
Lui, allora, aumentò il ritmo delle spinte e io gridai. Non ero più in grado di controllarmi. Era una sensazione troppo potente e impossibile da sopportare.
Così, stremata, mi lasciai andare.
L’orgasmo scoppiò nel mio ventre con una forza inaudita. Mi contorsi, vittima di un’emozione che avrei desiderato potesse non finire mai, mentre anche Michael, ansimando, raggiungeva l’apice del piacere.
Lui restò dentro di me per qualche secondo, quindi si staccò e si lasciò cadere sul letto, a pancia in su.
Io feci altrettanto, tenendo gli occhi socchiusi, ancora vittima delle sensazioni che mi aveva appena fatto provare.
Avevo il respiro affannoso e il cuore che batteva a mille, ma mi sentivo la donna più felice, completa e fortunata del mondo.
Quando, poco dopo, l’eccitazione iniziò a diminuire, lasciando spazio al benessere e a una piacevole sensazione di spossatezza, mi girai su un fianco a guardare mio marito, che aveva ancora gli occhi socchiusi.
“Sarà così per sempre, vero?” chiesi, quasi con timore.
Lui volse il viso verso di me e alzò una mano per spostarmi dagli occhi un ciuffo chiaro di capelli.
“Per sempre Marie, te lo prometto. E anche dopo, quando non ci saremo più, continueremo ad amarci. Nessuno potrà mai separarci, amore mio, nessuno. Sappilo.”
Una lacrima calda scese solitaria dai miei occhi, bagnandomi la guancia.
“Piangi?” mi chiese, girandosi verso di me per abbracciarmi.
“Di gioia.”
Lui mi posò un bacio delicato sulla fronte e mi tenne stretta a sé, cullandomi.
“Sei tutta la mia vita, Marie. Non potrei più vivere senza di te.”
Sollevai il viso per guardarlo. Era bello, di una bellezza delicata e dolce, alla quale non sarei mai riuscita a abituarmi.
“E io non posso immaginare una vita senza di te, Michael. Mi hai rubato il cuore, mi hai stregata. Sono legata indissolubilmente a te, anima e corpo.”
Lui sorrise, accarezzandomi i capelli.
“Corpo”? disse, sorridendo.
“Eh sì.” risposi io, avvampando.
E fu così che Michael, in pochi istanti, fu nuovamente dentro di me, a muoversi però con delicatezza questa volta, quasi volesse assaporare ogni spinta, ogni attimo di quell’amplesso carico di amore, tensione, passione.
Socchiusi gli occhi, lasciandomi trasportare dalle onde del piacere, che arrivò comunque in fretta, togliendomi ogni forza.
Michael poi mi abbracciò nuovamente, poggiandomi di tanto in tanto qualche bacio delicato sui capelli.
“Dormi, amore mio. E’ ancora presto per salutare il mondo.”
Decisi di obbedirgli e chiusi gli occhi, mentre un dolce torpore avvolgeva il mio corpo, regalandomi una sensazione infinita di benessere.
Mentre stavo per addormentarmi, Michael avvicinò le labbra alle mie orecchie e sussurrò qualcosa tra i miei capelli.
“Tu comunque non puoi morire, Marie.”
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