NEGLI OCCHI DEL DRAGO - Capitolo 10 di 15

Scritto il 08/07/2026
da PAOLA GIANINETTO


Passarono le settimane e poi i mesi, e la fanciulla, nonostante al castello avesse tutto quello che poteva desiderare, era tormentata dalla nostalgia per l’amato padre e le sorelle. Una sera d’estate, mentre conversava con il drago nel grande parco, lui si accorse della sua tristezza e, preoccupato, gliene chiese la ragione.

«Non vedo mio padre da molto tempo» rispose lei, che ormai non aveva più paura di aprirgli il proprio cuore «e temo per la sua sorte e per quella delle mie sorelle. Vorrei tanto rivederli e potermi accertare di persona della loro felicità.»

Dopo quella confessione, la notte, il drago si appollaiava fuori dalla finestra della camera della ragazza e la ascoltava piangere, con il cuore colmo di sofferenza. Trascorsi tre giorni, si rese conto che non avrebbe mai potuto essere felice, con lui, e decise di lasciarla andare, pur sapendo che il dolore della sua perdita l’avrebbe ucciso. La riportò nella foresta, nel punto esatto in cui mesi prima l’aveva trovata in fin di vita, e le disse addio per sempre.

La giovane riattraversò la foresta, piangendo per lui e per se stessa, e finalmente arrivò alla casa del padre. Appena uscì dal folto degli alberi, quello che vide la lasciò senza fiato: al posto della casupola in cui era cresciuta, sorgeva un vero e proprio palazzo. Bussò alla porta, tremando, perché temeva che il padre fosse morto e le sue sorelle perdute per sempre, ma ad aprirle fu proprio il suo adorato genitore, che la accolse con una gioia infinita.

Anche le due sorelle furono felici di rivederla e le raccontarono di come fossero tornate a casa pochi giorni dopo la loro partenza, perché altrimenti sarebbero morte di fame. Qualche tempo dopo, mentre il padre zappava nell’orto, la punta della sua zappa aveva colpito qualcosa di duro e l’uomo, con l’aiuto delle figlie, aveva dissotterrato un forziere colmo di indicibili tesori. Da quel momento, la loro fortuna era cambiata: avevano costruito quel palazzo in cui vivevano tra gli agi ed entrambe le sorelle, grazie alla nuova posizione, si erano procurate ottimi pretendenti alla loro mano e presto si sarebbero sposate.

La condussero subito al nascondiglio dove tenevano il tesoro e la ragazza vide che, sul coperchio del baule, c’era un drago finemente intagliato nel legno nero come la notte, con due enormi rubini rosso sangue al posto degli occhi. Allora, comprese a chi dovevano quella grande fortuna e i sentimenti che già provava per lui non fecero che aumentare, insieme al dolore e al senso di colpa per averlo abbandonato.

 





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