The power of love, a force from above Cleaning my soul
Flame on, burn desire, love with tongues of fire Purge the soul, make love your goal
- Frankie goes to Hollywood -
Mi stacco dalla sua fronte, ma non dal suo corpo. Una mano scivola sulla sua nuca mentre le mie dita s’incastrano tra i suoi capelli.
Kimberly chiude gli occhi, non può sostenere il mio sguardo che, proprio come stamattina in teatro, sta ripescando in profondità alla ricerca della sua anima.
«Apri gli occhi, Kim. Non farmelo ripetere… Devi
guardarmi».
Obbedisce e la trasparenza che leggo nelle sue iridi mi fa passare addirittura la sbornia. Le chiedo cosa mi abbia fatto, perché vorrei davvero capire come questa ragazza sia riuscita ad appassionarmi così.
«Niente…» dice in un sussurro. «Sei tu che mi stai sconvolgendo».
«Oh, ti sbagli. Hai idea di quanto sia tremendamente turbato quando sono accanto a te? Hai la capacità di annientare tutto ciò che mi circonda. Non esiste nient’altro se non te».
La bacio, premendo le labbra contro le sue e mi stacco producendo un suono bellissimo. Se fossimo rappresentati in un fumetto, ci sarebbe attorno a noi la nuvoletta con scritto all’interno “Smack”, l’onomatopea del bacio.
Le bisbiglio che la voglio e lei in tutta risposta cerca di dire il mio nome, ma glielo impedisco, premendole una mano sulla bocca.
«Shh. Non pronunciare il mio nome. Non ora, ti prego. Ho solo bisogno di dimenticare chi sono. Anche se per poche ore. Mi aiuterai in questo?»
È una richiesta assurda ma necessaria. Anche se per poche ore voglio smettere di essere Marcanthonee Cohen, così da allontanare dalla mia mente la famiglia, il lavoro e tutto lo schifo che li collega.
Prima di lasciare il teatro ho assistito a una scena che non avrei mai voluto vedere: mio padre e Hellen appartati in un angolo che ci davano dentro. Se solo ci ripenso, mi viene il voltastomaco.
Ecco perché ha avuto fretta di chiedere il divorzio, c’era già l’altra pronta a subentrare come futura moglie. Che schifo, mio padre è un essere ignobile che meriterebbe le peggiori cose.
Ma è un uomo anche maledettamente fortunato perché il musical andrà alla grande. Il piano che avevo ideato sta sfumando lentamente davanti ai miei occhi, ma non mi dispiace. La semplicità e l’innocenza di Kimberly mi hanno fatto apprezzare questo mondo. Il suo entusiasmo, il talento e la professionalità mi hanno fatto capire che la gratificazione ricevuta dal pubblico ti dà delle scariche di adrenalina pazzesche.
E lei merita tutto questo.
L’amore che mette quando canta ha cambiato il mio
modo di vedere le cose.
Non dimenticherò mai lo sguardo sognante di mia madre mentre la voce di Kimberly riempiva di colore ogni cosa.
Allontano ogni pensiero e le sorrido, spingendola verso il letto e spogliandola da ogni indumento. Ci sdraiamo. Catturo la sua bocca e imprigiono i suoi ansimi. I nostri corpi s’incendiano e il mio comincia da subito a chiedere di più. Avvicino il bacino contro il suo strusciandole addosso la mia erezione. Kimberly mi tocca, sfiorando ogni centimetro della mia pelle.
La voglio.
E lei mi vuole. La sento.
E voglio che lei mi senta. Ovunque.
Con due dita stuzzico le sue pieghe umide d’eccitazione. Poi gliele infilo dentro facendola sussultare.
«Ah!»
«Shh… va tutto bene. Lasciati andare».
Annuisce e accarezza la mia schiena, poi appoggia i palmi sul mio volto e solletica la mia barba. Non è troppo lunga, visto che la regolo maniacalmente ogni mattina.
«Mi piace».
«Sì? Be’, ora ti piacerà di più».
Traccio una scia di baci partendo dal suo mento e arrivando alla sua scapola, per poi proseguire sul suo seno che si solleva verso la mia bocca.
«Oh, piccola Kim» mormoro leccando il suo capezzolo turgido. Poi lo succhio forte provocando un suo gemito. Non perdo altro tempo e un istante dopo la mia lingua è tra le sue gambe. Sfrego la barba sulla sua intimità e lei perde il controllo. Con una mano preme la testa contro il suo sesso mentre l’altra si aggrappa alla testiera del letto.
«Sì! Non fermarti».
Non ho intenzione di farlo, piccola Kim. Penso tra me divorandola fino a quando non riesce più a controllare l’eccitazione ed esplode. È durato poco, troppo poco. Vorrei continuare fino a domattina o perlomeno fino a quando il suo corpo sarebbe troppo stanco per sopportare tutta questa frenesia.
Alzo il volto e incontro i suoi occhi velati dal piacere che mi fissano. Quello sguardo me lo fa diventare ancora più duro e quasi fa male.
«Prendi un preservativo dal comodino, ma fai in fretta. Ti voglio così tanto che se non entro dentro di te, rischio d’impazzire».
Kimberly segue le mie parole e si allunga verso il comodino. Nell’aprire il cassetto urta lo stereo che ha spostato qui qualche giorno fa. Quest’ultimo si accende e la canzone che parte in sottofondo rende ancora più magico questo momento. È “The power of love” dei Frankie goes to Hollywood.
Nessuno dei due dice nulla. Metto il preservativo in fretta e mi sdraio ancora sopra di lei. La avvolgo con le mie braccia e la bacio con tenerezza mentre le scivolo dentro, riempiendola con la mia carne e il mio spirito. Inizio a darle colpi energici, alternandoli ad alcuni più gentili. La sento mentre brucia di desiderio. E sento anche le parole della canzone che martellano la mia mente.
L’amore purifica l’anima.
Fa dell’amore il tuo obiettivo.
È vero, dovrei fare così. Allontanare l’odio e la rabbia che mi stanno solo deteriorando.
Mi perdo ancora negli occhi scuri di Kimberly che, proprio come piace a me, sono ben aperti e mi stanno guardando. Le sue pareti iniziano a contrarsi e il suo respiro diventa incontrollato.
«Mmmh… Mmmh».
L’orgasmo la confonde, vorrebbe gridare il mio nome ma si trattiene perché le ho detto che stasera grazie a lei voglio dimenticarmi chi sono. Le bacio la fronte ringraziandola per questa premura prima di lasciarmi andare e seguire il dolce richiamo del piacere. Mentre vengo, sento il battito del cuore che pompa veloce nel petto. Per un attimo mi chiedo se anche il suo sta andando così in fretta, ma poi mi accascio su di lei e lo sento.
I nostri battiti si fondono così come i nostri respiri. E finalmente riesco a dimenticare ogni cosa.
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