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Clara
DA: Marachella87
A: womansinlove.lapostadiclara@mail.it
OGGETTO: Ho combinato un guaio!
Cara Clara,
credo di essermi infilata in un pasticcio! Seguo assiduamente la tua rubrica e ho sempre messo in atto i tuoi preziosi consigli. Sempre, tranne ieri notte… ho chiesto al ragazzo che frequento da qualche giorno di fermarsi da me. Lo so, lo so che ho sbagliato! Ora non faccio altro che pensare a lui… secondo te dovrei troncare?
Disperatamente, Marachella87.
Pfff queste donne dal cuoricino debole!
Cara Marachella87, capisco benissimo il tuo problema. Sbagliare è umano e uno scivolone capita a tutti. Sai come la penso sull’argomento, sarebbe bene non alimentare false speranze riguardo l’amore eterno, tuttavia non siamo tutti uguali e capisco il tuo bisogno di sentirti amata. Continua a uscire con il tuo spasimante, divertiti, dormi con lui, ma non dire che non ti avevo avvisata! Ti auguro tutto il bene del mondo e attenta al rischio che ti stai prendendo! Le lingue di fuoco dell’amore sono incandescenti.
Uno spiraglio di luce mi ferì gli occhi. Doveva essere quasi mezzogiorno. Brahma aiutami tu ho una tonnellata di marmellata da preparare!
Aprii anche la seconda palpebra e di colpo la realtà mi crollò addosso. La mia guancia era appoggiata al petto nudo di Ivan, le mani gli sfioravano il torso in una lenta carezza. Nel mio letto. La notte migliore della mia vita.
Mi ritrassi, correndo in bagno e inciampando nel lenzuolo che avevo strappato a forza dalle coltri. Mi buttai sotto la doccia, mentre le mie labbra non smettevano di sorridere. Avevo perso il conto delle volte che avevamo fatto l’amore la notte precedente… gli avevo chiesto di seguirmi in camera, avevo
voglia di accoccolarmi su di lui come un gatto e godere del calore di un abbraccio… quello che mi era sempre mancato dopo il sesso. Quello che in fondo faceva la differenza. Era una linea di confine immaginaria, oltrepassata la quale non si sarebbe più tornati indietro. Io non sono innamorata di Ivan Desideri, la nostra è solo una condivisione di anime. Il farlo entrare nel mio letto è stata solo la conseguenza naturale del nostro legame di “trombamicizia”. C’è affetto fra di noi, due coccole non hanno mai ucciso nessuno!
Mi misi a canticchiare mentre arrotolavo i capelli ancora bagnati nel turbante. Forte forte forte forte. Mi bacia Forte forte forte forte. Mi
tiene Forte forte forte forte…
Ivan fece irruzione in bagno, facendosi spazio a suon di pizzicotti sotto l’accappatoio. Ogni scusa è buona per allungare le mani, non è vero, Desideri?
Mise lo spazzolino sotto l’acqua del lavandino, per poi infilarselo in bocca.
«Da quando dividiamo il bagno, noi due?» brontolai, fintamente offesa da quell’invasione.
«Sto per sparire, rintanato nel mio salotto per qualche ora. Devo finire di comporre una cosa, però…» si sciacquò la bocca, sputando elegantemente nel lavandino. C’era qualcosa che non facesse come un dandy di gran classe?
«Prima volevo chiederti un favore. Dovresti farmi un piacere di proporzioni mastodontiche.»
«Che cosa proponi come scambio equo?» Stavo diventando come lui, la vicinanza a Ivan Desideri ledeva la mia salute mentale.
«Tutto quello che vuoi, Flower Power, capisco che la posta in gioco questa volta sia piuttosto alta.» Credo che accenderò un bastoncino d’incenso.
«Lunedì è il compleanno di mio padre; siamo invitati a cena.» Aveva un’espressione buffa che mi lasciò interdetta. Non credo di aver capito.
«Noi?» la mia voce parve stridula anche alle mie orecchie.
«Ho detto loro che avrei portato una persona con me.»
«Una persona…»
«La mia fidanzata.»
«Ah.» interdetta all’ennesima potenza.
«Potevi dirmelo che eri impegnato. Non ti avrei portato nel mio letto, non ti avrei fatto entrare nelle mie mutande! Sesso libero e senza complicazioni. Nelle complicazioni rientra anche il non rovinare l’esistenza delle donne che non hanno la mia filosofia di vita!» Ero come il Gange in piena.
«Non hai capito.»
«Ho capito benissimo e smettila di guardarmi con quel ghigno compiaciuto!» bloccò ogni ulteriore protesta sul nascere con un bacio.
«Voglio che tu faccia finta di essere la mia ragazza. Solo per un giorno, te lo giuro!» non sapevo se ridere o piangere.
«No!»
«Vuoi piantarmi a due giorni dalla cena che decreterà la mia disfatta? Per i miei ogni occasione è buona per darmi contro, vuoi essere una delle cause della mia immolazione?» Non guardarmi con quell’aria da cucciolo smarrito. Posizione della montagna, respira Clara, respira.
«E va bene, ma sarà solo per una serata!»
«Ti sto chiedendo solo questo… una cena e una notte al maniero dei Desideri, poi sarò il tuo schiavetto personale per i prossimi sei mesi.» Finsi di riflettere.
«Affare fatto!» Aspettate: “maniero dei Desideri”? L’ha detto sul serio?
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