AMORE SPEZIATO
Capitolo 11 di 18

LUCIA CANTONI


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Ivan

 

Ivan si sgranchì le dita, cominciando con gli esercizi preparatori al piano. Chiuse gli occhi, lasciando che le immagini della giornata appena passata gli scorressero nella mente. Accidenti, l’aveva fatto davvero! L’adrenalina dovuta a quell’inconsueto salto nel vuoto gli punse la pelle, rendendolo elettrico. Le note scaturite dal pianoforte a coda fecero il resto, portandolo in quella dimensione intima e piacevole che solo la sua musica era in grado di creare.

Si accorse della presenza di Claudio immediatamente. Non erano gemelli, ma i loro spiriti avevano da sempre creato una

strana connessione, un legame fraterno che sarebbe andato ben al di là del tempo e delle convenzioni. Suo fratello stava ritto sulla porta, le braccia incrociate e lo sguardo sagacemente acceso.

«Non volevo interromperti…»

«Mi stavo solo scaldando.» Ribatté, rivolgendogli completamente l’attenzione. Claudio gli sorrise complice, facendolo sentire di nuovo il fratellino più piccolo, quello affettuosamente vezzeggiato dopo una marachella.

«Mi ha chiamato il dottor Lenzi… mi ha comunicato la tua decisione di lasciare il corso di medicina.» Qui venivano le dolenti note.

«Non ti chiedo di comprendermi…» Claudio lo interruppe immediatamente.

«Hai fatto bene, Ivan. La tua vita non è correre dentro e fuori da un ospedale; la tua vita è fatta di tasti bianchi e neri e di melodie strappa mutande!» Lo scherzò, avvicinandosi e appoggiandogli una mano sulla spalla in un gesto quasi paterno.

«Ancora con questa storia del latin lover? Non credo che Bea apprezzerebbe la tua visione delle cose.» Gli rispose Ivan.

«Bea non apprezzerà nemmeno la tua scelta, ma non vuol dire che sia sbagliata e ora non chiedermi di darti consigli riguardo la tua

storia d’amore perché preferisco non esprimermi.» Ivan sapeva che Beatrice a Claudio non era mai piaciuta. Secondo il fratello la sua fidanzata aveva la sgradevole tendenza a chiuderlo in gabbia, a tarpare le ali del suo talento per indirizzarlo verso obiettivi più sicuri, ma meno soddisfacenti per lui.

«Allora non ti chiederò nulla.»

«Ecco, bravo. A proposito, ho sentito un amico che ha una casa discografica. Gli ho parlato di te; sarebbe felice di ascoltare un tuo pezzo. Tu hai solo bisogno di uscire da quel guscio di riservatezza che ti sei creato. Sei una bomba, Ivan, lo sappiamo entrambi; lascia che anche gli altri possano godere della tua personalità. È venuto il momento di abbandonare la tua confort zone e spiccare il volo.»

E Ivan aveva seguito quel consiglio perché Claudio era stato l’unico a credere nelle sue capacità, oltre lui stesso.

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