50 K FOLLOWERS
Capitolo 6 di 28

Scritto il 19/06/2026
da ERIKA COTZA


⏱ ~11 min

Andrea entra nel capannone e io rimango incantata.

Sul suo viso c'è un tenero mezzo sorriso, lo stesso che mi ha attratta fin dal primo momento in cui ho cominciato a seguirlo. Capelli scuri, scarmigliati come sempre, barba e baffi corti e dolcissimi occhi castani. Ha il suo solito orecchino tondo all'orecchio sinistro e i soliti numerosi bracciali. Indossa dei pantaloni lunghi e una maglietta a maniche corte, da cui spuntano i tatuaggi che ha sulle braccia.

Se n'è fatto fare tantissimi, non solo lì, ma anche sul busto, sulle gambe, sulle mani e un piccolo tribale sul collo.

Come diceva nella presentazione, non ha un corpo atletico, infatti non ha gli addominali scolpiti, per esempio, però ha due belle braccia grosse e due bei pettorali tatuati che mi hanno sempre fatto sangue.

Me lo ritrovo davanti e mi saluta con la sua innata gentilezza, stringendomi la mano che, non so come perché sono letteralmente una statua di sale, riesco a offrirgli, poi passa da Giovanni, Federica e così via dicendo.

«Andrea, che ne pensi di questo bel gruppetto?» gli chiede Gaia.

«Sono sicuro che ci divertiremo» risponde allegro.

«Se non vi scannate prima» è la risposta molto incoraggiante della presentatrice, che se la ride di gusto.

"Simpatica…"

Gaia invita il pubblico a fare un applauso ai dodici concorrenti al completo e loro obbediscono con trasporto; poi fa partire la pubblicità e qui tutti si mettono a chiacchierare.

Giovanni è carinissimo, parla con Diana, Chéng, Philip e Noah, ma si gira sempre nella mia direzione, per integrarmi nella conversazione.

Il problema è che non me la sento di interagire con gli altri.

Voglio solo rimanere ad ammirare Andrea, che si trova in piedi perché ormai non c'è più posto sulla panca.

Lo vedo ridere alle battute di Caterina, parlare con Jalil e penso che dal vivo è ancora più bello.

Mi sfugge un sospiro.

Sono cotta, maledizione.

Non oso immaginare cosa si vedrà da casa.

Scommetto che Viola sta ridendo, perché lei sa come riesco a ridurmi quando mi piace qualcuno.

Dio, come mi sento deficiente.

Devo riprendermi, cazzo, non posso reagire così solo per un ragazzo di cui mi sono invaghita attraverso uno schermo.

“Non è normale!”

Torniamo in onda e Gaia ci rivela qualcosa che non ci saremo mai aspettati, ossia che siamo tutti legati da un filo conduttore, lei compresa.

Dalla clip che ascoltiamo in rigoroso silenzio, scopriamo che Gaia segue da tempo Philip, il ragazzo che si occupa dell'orto nella sua terrazza. Quest'ultimo, invece, segue Noah, l'esperto in riciclaggio. Va avanti così, nomi dopo nomi, finché non scopro che Diana, la grafica, ama replicare le mie ricette, pubblicando addirittura dei post dove scrive che il mio profilo è il suo preferito.

“Che carina!”

Ed ecco che arriva la mazzata: Andrea scopre che sono io a seguirlo.

Lui mi regala un dolce sorriso e io ricambio, sentendo le guance roventi.

Tutto questo giro finisce con Federica, la modella, che segue l'altra Federica, che a sua volta ha messo il follow alla nostra presentatrice.

Povera ragazza, spero che la stronza non le abbia mai commentato nulla.

«Bella sorpresa, vero?» domanda Gaia.

Be’, sì, non ce lo saremmo mai aspettato.

E ora so anche per quale motivo Andrea è qui.

È colpa mia.

“Dannata me!”

La conduttrice ci saluta per un'altra breve pausa pubblicitaria e Diana mi si avvicina, ammettendo che mi aveva riconosciuta subito ma che si vergognava a dirmelo.

«Ma no, perché? Mi fa piacere saperlo.»

«Sono un po' timida. Per questo sono qui, per cercare di superare questa stupida paura. Oltre al volere i soldi della vincita e i follow che guadagneremo, naturalmente.»

«Certo» annuisco, d’accordo con lei.

«Sai, mi è dispiaciuto molto per tua nonna» mormora triste. «Dai video traspariva il vostro legame.»

«Grazie. Sì, eravamo molto unite. Sono stati duri questi mesi senza di lei.»

Cala un attimo di silenzio, poi mi domanda «Riprenderai, vero?»

Annuisco. «Voglio seguire questa strada. La cucina è la mia vita.»

«Si vede» dice con calore, abbracciandomi.

Ricambio, anche se rigida, perché non sono particolarmente abituata alle effusioni da parte di perfetti sconosciuti.

Il programma torna in onda ed è il momento della prova, che dimostrerà quanto siamo agguerriti.

Mi sento già il cuore in gola.

Gaia ci illustra le regole: dovremo prendere una carriola a testa e avremo una sola possibilità per riempirla di letame, poi, con i nostri zaini in spalla, dovremo portarle fin fuori la villa che ci ospiterà in questi mesi.

Da ciò che fa intendere, non è affatto vicino.

Ma un passo alla volta.

Questa cacca ci servirà per concimare e allargare l'orto, che ci è già stato preparato. Questo sarà l'unico sostentamento, assieme alle uova delle galline e a ciò che ci aggiudicheremo durante le sfide settimanali.

Vince un premio, che ci rivelerà dopo, chi arriva a destinazione con più letame di tutti.

«Avete capito?»

«Sì!» esclamiamo in coro.

Il gioco più puzzolente della storia ha inizio.

Anche se non sono abituata a spalare cacca, o qualsiasi altra cosa perché abito in un semplice appartamento senza nemmeno un balcone, non mi faccio abbattere e in cinque minuti riempio la carriola. Recupero al volo il mio zaino ed esco dal punto in cui hanno fatto passare gli altri che hanno finito prima di me.

Mi ritrovo all'esterno del capannone.

L'aria è fresca e, finalmente, pulita.

È buio pesto, ma intravedo gli altri in lontananza grazie a un percorso in discesa illuminato da piccole lucine incastonate nel terreno.

Decido di avanzare lentamente, anche a costo di arrivare ultima, poiché non voglio rischiare di perderne nemmeno un po'. Pretendo questo premio, qualunque esso sia.

Gaia ci incita e fa la telecronaca di ciò che accade:

Jalil è in testa, seguito da Francesca e Andrea.

Giovanni ha perso tempo, perché è inciampato su una pietra, le Federica si sono scontrate, perdendo parecchio carico, mentre gli altri, che erano dietro di me, uno dopo l'altro mi superano.

Dieci minuti dopo, malgrado il bagno di sudore che ci siamo fatti, siamo arrivati a destinazione.

La villa è illuminata a giorno. È colorata di giallo e ha due piani, con un bellissimo rampicante a ricoprire metà intonaco.

Stupenda.

Pesano le carriole e, quando Gaia proclama che ho vinto, rimango senza parole.

«Carla, sei stata bravissima!»

«G-grazie» riesco a dire, ancora col fiatone.

«Vuoi sapere qual è il premio?»

«Certo» rispondo subito. Sono curiosissima.

«Vedi quella casetta in legno, alla vostra sinistra?»

Ci voltiamo tutti in quella direzione.

Non l'avevo notata ma, quando lei la nomina, mi accorgo che sopra una collinetta c'è una piccola costruzione illuminata da un faretto.

«Sì», rispondo non capendo.

Dovrò dormire lì?

Non mi sembra poi così comoda, in confronto alla villa alle mie spalle.

«Quella è la Secret, l'unico posto nel circondario dove non ci sono microfoni o telecamere. In queste due settimane avrai l'opportunità di rifugiarti lì dentro, in qualsiasi momento, per soli dieci minuti.»

«Wow» bisbiglio.

Sarà il mio Santo Graal, quando ne avrò troppo di tutti o se avrò bisogno di un attimo per me.

«Potrai portare anche qualcuno con te» aggiunge, palesemente divertita da quell'eventualità. «Sai… visto che sei single puoi approfittarne.»

La mia testa comincia a viaggiare, partendo per la tangente.

Ma Andrea è impegnato e io non voglio nient'altro che lui.

"Che caso perso!"

«Vedremo» rispondo, evitando di guardare nella direzione del bel fotografo.

«Dai, Gaia, in dieci minuti non è soddisfacente nemmeno una sveltina» si intromette Caterina, facendoci sghignazzare.

«Dipende» risponde lei, maliziosa, e in studio tutti applaudono.

Un'altra pausa pubblicitaria, l'ultima di quest'oggi da ciò che ci dicono quelli dello staff, e tutti si congratulano con me per la vittoria.

A un certo punto, guardo in alto e sorrido alle stelle, perché so che la nonna sta tifando per me.

Sarebbe fiera di sua nipote.

Torniamo in diretta e la conduttrice dichiara che non è finita qui: c'è un'ulteriore sfida, che potrebbe durare tutta la notte, se non fino a domani mattina, e che quindi verrà trasmessa direttamente in streaming nel sito.

Ho già paura, perché sono sfinita e ho bisogno di riposare.

Gaia ci comunica che dovremo cercare la chiave per entrare nella villa, totalmente al buio. Caso vuole che, proprio oggi, la luna sia crescente, quindi l'illuminazione sarà praticamente nulla.

Il primo che la troverà avrà la possibilità di riposare su un letto vero, o da solo o insieme a un altro concorrente scelto da lui, mentre gli altri dormiranno per terra, nei sacchi a pelo che la produzione ha già messo nei nostri zaini.

Questa prova è letteralmente impossibile.

La presentatrice ci saluta, raccomandandoci di divertirci, e il collegamento viene chiuso.

Quelli del cast se ne vanno, le luci artificiali si spengono e noi dodici rimaniamo in silenzio, stanchi e frastornati.

L'unico suono che si sente è un grillo in lontananza.

Ce la faremo?

Solo il tempo lo dirà.

«Dividiamoci» ordina Giovanni, prendendo in mano la situazione e noi obbediamo, muovendoci in dodici direzioni diverse. Ma, nonostante l'impegno, non riusciamo a trovare questa benedetta chiave.

Scommetto che ce l'abbiamo sotto il naso, ma a causa del buio pesto non riusciamo a vederla.

Dopo mille improperi sussurrati a denti stretti, alla fine alcuni decidono di arrendersi e si sdraiano accanto alla porta d'ingresso, ognuno nel suo sacco a pelo.

Rimaniamo in cinque a voler continuare: io, Andrea, Giovanni, Francesca e Jalil.

Facciamo il giro della villa almeno un centinaio di volte, cercando di non calpestare l'orto e non svegliare le galline nel piccolo pollaio.

Ma niente, maledizione!

Come diavolo è possibile?

Dopo un'altra ora, anche per la spossatezza e la disperazione, cominciamo a gattonare, tastando il terreno sotto di noi.

Ormai il silenzio è surreale.

E le palpebre calano da sole, all'improvviso.

Ma le riapro subito.

"Non cedere, Carla!"

Sono talmente concentrata, che non mi accorgo del respiro accanto a me e, un secondo dopo, mi scontro con qualcuno.

«Oddio, scusami.»

«Scusami tu, ero sovrappensiero.»

Merda! È Andrea.

Mi sento la gola arsa, pur avendo appena bevuto dal rubinetto in giardino.

"Okay, basta Carly. Le telecamere a infrarossi stanno registrando, vedi di comportarti bene."

«Anche io» gli rispondo, deglutendo a vuoto.

«Questa prova è crudele» borbotta.

«Sì, in effetti, avrei preferito un'altra come quella di prima. Era molto più facile.»

«Facile?» domanda divertito. «Ho rischiato più volte di inciampare e ritrovarmi a faccia in giù nella merda.»

Sghignazzo, leggermente più rilassata. «Sarebbe stata una scena epica.»

«Epica e puzzolente. Non mi sareste stati vicini a lungo.»

«Be', guardala da un'altra prospettiva: non ci saremo scontrati perché avrei sentito la tua puzza da molto lontano.»

Scoppia a ridere. «Sei simpatica, Carla. Anche prima, quando stavo aspettando in auto, sono morto dalle risate per le tue battute.»

«Forse avrei davvero dovuto fare la comica.»

«Puoi farla, mentre cucini» suggerisce.

Ed è una buonissima idea.

Io e nonna non ci abbiamo mai pensato. Eravamo più che altro concentrate sul piatto, ma mai su ciò che dicevamo.

«Sei un genio» sussurro.

«Non esagerare…»

«No, sul serio! In realtà, l'ho sempre pensato» confesso. «Le foto che fai e ciò che riesci a esprimere attraverso di esse è un qualcosa di straordinario.»

«Grazie» risponde e sento l'imbarazzo trasparire dalla sua voce.

«Figurati.»

Continuiamo ad avanzare, fianco a fianco, senza allontanarci troppo dalla villa, perché entrambi non vogliamo rischiare di dormire in mezzo al giardino, senza nemmeno il nostro sacco a pelo.

Anche se non mi dispiacerebbe far finta di sentire freddo e farmi stringere da lui.

“Carly, basta” mi rimprovero.

«Sai, mi fa piacere che ti piaccia il mio operato» dice, dopo un’infinità di tempo.

Perché ha aspettato così tanto per parlare?

«È stata una bella sorpresa sapere che c'era una persona fan del mio lavoro» continua.

«Sì, ti capisco, è stato piacevole anche per me scoprire che Diana mi segue. Ci hanno fatto un bel regalo.»

«Sì, lo credo anche io. Anche se poi ci hanno messo in questa situazione, ancora più di merda della precedente» protesta.

«Forse dovremo riposare anche noi» sento Jalil, poco più avanti.

«Sì. Domani ci aspetta del lavoro da fare» gli risponde Francesca, e Giovanni è d’accordo.

E lo siamo anche io e Andrea, anche se odio l’idea di desistere.

Prometto a me stessa che sarà la prima e ultima volta che accadrà.

Poco dopo, ci ritroviamo tutti vicini, infilati ognuno nel sacco a pelo.

«Siete pronti per questa avventura?» bisbiglia Giovanni.

«Chiedimelo domani, quando non avrò una pietra conficcata nella schiena» gli risponde Jalil.

«Beato, io ce l’ho conficcata in un punto dove non batte il sole» si lamenta Andrea.

«Uh, quella la voglio io! Facciamo cambio?» chiede il sexy muratore e tutti ridiamo.

«Buonanotte» ci saluta Giovanni.

«Buonanotte» gli rispondiamo, crollando poco dopo.

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